I meriti (anche) di Cairo

I meriti (anche) di Cairo

Tocco di Mano / Con la collaborazione di tante persone, lo Stadio Grande Torino è realtà. E ora tocca al Filadelfia e al centro sportivo Robaldo. Molti presidenti dell’era moderna ci hanno provato, lui è l’unico ad esserci riuscito

Cairo, Filadelfia, Scudetto

Finalmente anche Torino avrà uno stadio che ricorda gli Invincibili come già è avvenuto in tante altre città di Italia. Meglio tardi che mai verrebbe da dire, ma probabilmente non è proprio questo il momento per tirare su polemiche e polveroni. Lo Stadio Grande Torino è realtà, questa è una bella notizia: ora non vi è proprio spazio per rancori o rivendicazioni di qualsivoglia genere.

Come ha detto ieri il presidente Urbano Cairo, sulle frequenze di Radio 24 (leggi qui), il merito chiaramente non è solo suo. Anche. Ci ha messo una mano il sindaco Fassino che ha spinto sull’acceleratore della macchina burocratica – sfruttando la campagna elettorale, verrebbe da dire. Ma anche qui evitiamo qualsivoglia polemica – portando avanti in prima persona la proposta dell’intitolazione. Ma ancora prima è merito degli 11 mila e più tifosi che hanno sottoscritto e presentato in Comune una petizione per dedicare l’impianto al Grande Torino e – non passi in sordina, o peggio in cavalleria – di illuminare di granata la Mole ogni 4 maggio. 

Il merito quindi non è assolutamente solo e soltanto della proprietà granata, la quale scrisse una lettera al Primo Cittadino per sollecitare la questione. Detto ciò, è giusto ammettere che tra i tanti presidenti che più o meno ci avevano provato, Cairo ha sicuramente dalla sua il merito di esserci riuscito.

Un po’ come per il Filadelfia. Tutti i presidenti arrivati dopo il 1997 hanno promesso di ricostruire il Fila, distrutto da un sindaco, peraltro tifoso del Toro. Nessuno ci è riuscito. Cairo sì. Mettendoci soldi (anche in tal senso non è questo il momento delle polemiche su quanti ne erano stati promessi e quanti ne sono stati poi versati), passione, idee. Come quella di regalare il progetto alla Fondazione, permettendo così di accelerare i tempi di ricostruzione, evitando di perdere mesi importanti.

Come per lo Stadio Grande Torino, anche per il Filadelfia i meriti vanno giustamente condivisi: c’è il lavoro dietro le quinte di un manager bravissimo come Ferrauto, impegnato nel delicato ruolo di collante tra istituzioni e tifosi. Un team vincente capitanato da Salvadori, altro grande uomo di buona volontà e grandi competenze, Beccaria e tutti gli altri soci e consiglieri della Fondazione stessa.

Quindi i campi del centro sportivo Robaldo: un’intuizione del patron granata, titillata dalla lungimiranza del Responsabile del Settore Giovanile Massimo Bava e portata avanti con dovizia di particolari in sede di gara dal direttore generale Antonio Comi.

Meriti di tanti, meriti che vanno giustamente condivisi, meriti anche di Cairo. Che se non altro, laddove gli altri hanno pressapoco provato, lui ci è riuscito. E chissà se davvero riuscirà a far riaprire il fascicolo dello scudetto ’27, vinto dal Toro, revocato in maniera tutt’altro che limpida.

5 commenti

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  1. prawda - 9 mesi fa

    Articolo scritto forse per eccesso di servilismo o perche’ si ignora la realta’, in entrambi i casi e’, a mio parere, un pessimo modo di fare informazione. Cominciamo dal nome dello stadio: fino al 1990 il vecchio Comunale ospito’ le partite sia del Toro che dei gobbi, successivamente fu la volta del Delle Alpi, anche in quel caso condiviso, quindi mi pare oggettivamente improbabile che potesse essere intitolato al Grande Torino; dopo la ristrutturazione del Comunale avvenuta per le Olimpiadi Invernali del 2006 e’ tornato ad essere lo stadio sia del Toro che dei gobbi fino a quando questi ultimi non completarono il loro impianto nel 2011. Dal momento che dal 2005 e’ Cairo ad essere il Presidente sarebbe curioso capire quale Presidente avrebbe potuto chiedere il cambio del nome a parte lui, semmai ci sarebbe da capire perche’ abbia aspettato cinque anni, dal 2011 quando i gobbi traslocarono a Venaria. Capitolo Filadelfia: la realta’ e’ che senza i soldi degli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune proprio per il cambiamento di tutta l’area intorno al vecchio stadio e vincolati alla ricostruzione del Filadelfia, ci sarebbero ancora i ruderi. Semmai un giornalista che volesse fare informazione avrebbe spiegato perche’ Cairo fa transitare il milione che versa, il 12,5% del costo totale del primo lotto, tramite una fondazione.

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    1. RDS- toromaremmano - 9 mesi fa

      Hai pienamente ragione, mi sembra ingiusto dare meriti a Cairo solo per aver scritto un lettera (meriti che a dover di cronaca neanche lui si attribuisce).

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  2. biziog - 9 mesi fa

    tutti felici, un giusto riconoscimenti agli Invincibili, un ulteriore motivo per rendere il nostro stadio un cuore granata
    ma, fuori di polemica, ringraziare quel signore di Fassino che si distinse esibendoci il suo dito medio, mi spiace proprio NO
    lui non è degno degli INVINCIBILI

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    1. Achille - 9 mesi fa

      Hai ragione, Lerch della famiglia Addams non è degno nemmeno di pronunciare quel nome!

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  3. kurtmanso_850 - 9 mesi fa

    …avanti a testa bassa con lo Scudetto del ’27!
    Ce l’hanno tolto, ce l’hanno promesso più volte e ora, a quasi 90 anni di distanza, devono ridarci ciò che è Nostro.
    Un tassello per volta, avanti a piccoli passi.

    p.s. È giusto mettere in evidenza il “colpaccio” dell’ area Robaldo. Forse non ci rendiamo ancora bene conto del significato che ha e che avrà…

    F.V.C.G

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