La storia del Grande Torino: Maldo e Carla, quando l’amore è per sempre

La storia del Grande Torino: Maldo e Carla, quando l’amore è per sempre

Tocco di Mano / Quel gol al Portogallo di Ferreira, poi il viaggio di nozze sulla Topolino. Virgilio Maroso: il terzino granata più forte di sempre

Crosara di Marostica, cittadina in provincia di Vicenza, nota al mondo come la città degli scacchi: eh sì, perché nonostante non vi sia alcuna documentazione storica particolare, per tradizione negli anni i cittadini scendono in piazza e mettono in scena una partita di scacchi viventi.

Nessuno lo sa, ma da lì a breve quella cittadina del vicentino passerà alla storia come il luogo che ha partorito uno dei terzini più forti sempre: Virgilio Romualdo Maroso. Per gli amici, Maldo.

Virgilio Maroso arriva in Piemonte piccolissimo, quando la sua famiglia è costretta a spostarsi per motivi di lavoro. A 15 anni sgambetta tra le fila del Doglia, una squadretta del torinese. Ed è lì che viene notato Mario Sperone, ex calciatore granata, diventato poi un talent scout di successo.

Sperone fa la segnalazione, così parte una delle primissime ed estenuanti trattative della storia del calciomercato granata. É il gioco preferito di Ferruccio Novo, nel quale risulta sempre bravissimo: l’affare si chiude per la bellezza di sole 100lire. Volendo fare un paragone è come se l’Inter a suo tempo avesse comprato Maicon per circa 350euro, anziché 6 milioni.

Maroso passa quindi per le giovanili e viene mandato a farsi le ossa in prestito all’Alessandria. Il 14 ottobre del ’45 fa il suo esordio in granata: mica una partita come tutte le altre, no. Maroso fa il suo esordio nel derby contro la Juventus: la stracittadina più antica d’Italia. Un mese più tardi arriva la chiamata della Nazionale.

Maldo stupisce anche lì! La sua unica rete la realizzerà in quella maledetta sfida contro il Portogallo di Ferreira, la partita che aprì le porte all’amichevole tra Benfica e Torino. Ma il suo talento in azzurro venne fuori ben prima. Basti pensare che quando l’Italia fu sconfitta dall’Austria per 5-1 a Vienna, negli spogliatoi capitan Parola raccolse il gruppo e disse: ”Abbiamo fatto schifo, abbiamo fatto veramente schifo. Tutti. Tutti tranne lui: Virgilio Maroso…”.

Qualche anno più tardi, sempre a Torino, Maroso trova anche l’amore. La bella Carla: un colpo di fulmine, decide di sposarla. Ma la bella Carla non è convinta, Maldo è sì un ragazzotto, umile, buono, corretto. Prende il tram numero 8 per andare agli allenamenti. Ma è pur sempre un calciatore. E allora come oggi, ne aveva di ragazze che gli ronzavano attorno.

Carla ci pensa e ci ripensa: una cosa è scendere in campo – e lì, massima affidabilità -, ma fare il marito è tutta un’altra faccenda. Ed è qui che torna prepotentemente in gioco il Commendator Ferruccio Novo: ”Carla, o lo sposa o lo lascia. Decida lei!”. 

Carla capisce di essere innamoratissima e a sua volta risponde: ”Sì, lo voglio”. Fiori d’arancio, viaggio di nozze a Diano Marina in sella ad una Topolino. Siamo nel giungo del 1948. Maldo e Carla ancora non lo sanno, il destino, un anno più tardi, busserà violentemente alla loro porta. 

Maroso parte con il gruppo alla volta di Lisbona: il terzino più forte del mondo non tornerà più…

Come diceva il maestro Montanelli: ”Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.

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