Torino-Chievo: ho visto in tanti tirar fuori gli attributi

Torino-Chievo: ho visto in tanti tirar fuori gli attributi

Tocco di Mano / I ragazzi andati in campo meritano tutti la maglia granata

Sarà stata una gara alla portata, sarà anche che il Chievo ha completamente sbagliato approccio alla partita. Fatto sta che il Torino si scrollato di dosso la polvere accumulata in queste ultime due sconfitte (contro Empoli e Genoa), mostrando a tutti di avere il giusto carattere. Quello grintoso e fumante, necessario per indossare con onore la maglia granata: senza rischiare di stingerla, senza la paura di fare una figuraccia.

Ho visto la rabbia e la consapevolezza di Jansson che non ha fatta rimpiangere capitan Glik, anzi. Oggi il Torino sa che in ogni caso lo svedese è un gregario di garanzia. Contrasti vinti, anche quelli aerei, discrete geometrie e giusta scelta di tempo, quando si tratta di cercare l’anticipo.

Ho visto la personalità Gaston Silva, capace di recuperare un pallone in difesa e lanciare così il contropiede assieme al resto della squadra. Arrivando quindi al tiro, dopo un coast-to-coast mica da tutti. Senza scordare quel tiro di controbalzo da distanza siderale, che a momenti beffava il portiere.

In Torino-Chievo non ho visto né Basha, né Tata Gonzalez, ma ho visto la voglia di stupire da parte di Vives e Maksimovic: il primo non ha ancora giocato tutte le carte (probabilmente ne nasconde una mazzo di scorta dentro la manica della giacca), l’altro sembra finalmente aver compreso il proprio valore, sembra aver acquisito la giusta consapevolezza.

Non c’è stato spazio per il giovane Rosso, ma il segnale – in parte – credo sia arrivato lo stesso. Ho visto Maxi Lopez (Martinez un po’ meno) giocare con la forza e con la grinta di chi dice: ”Ascolta giovane, le scarpe non me le faccio fare da nessuno”.

Ho visto una buona prestazione, ho visto tirar fuori gli attributi. Ma a dire il vero ancora non saprei dire con piena certezza, chi potrà richiedere una poltrona per la prossima stagione e chi onestamente no.

E per concludere – come mi hanno fatto prontamente notare i lettori – in Torino-Chievo il risultato non era del tutto relativo o secondario…

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