Torino: ora la squadra ha bisogno del suo pubblico

Torino: ora la squadra ha bisogno del suo pubblico

Tocco di Mano / Un affetto esclusivo. Perché il clima di contestazione non può che incidere sulle prestazioni

Premessa: il pubblico, appassionato e devoto che va allo stadio, ha tutto il diritto di protestare e contestare l’operato della società, se questa non migliorerà il Torino con l’inserimento dei necessari innesti. I tifosi del Toro possono tranquillamente continuare, giornata dopo giornata, a dire la loro: fischiando e inveendo nei confronti della proprietà.

Fatta questa doverosa premessa, é giusto osservare e sottolineare l’altra faccia della medaglia: un clima di continua contestazione, non può che nuocere, non può che far del male alla squadra che va in campo. E questo é sotto gli occhi tutti coloro i quali vogliono vedere (per gli altri non c’é speranza, pertanto non li considereremo). Chi ha seguito la gara contro il Milan sa bene che il gruppo, sceso in campo con un clima teso sugli spalti, ha subito commesso una serie di errori. La classica falsa partenza, con il conseguente svantaggio. La squadra, tra i fischi e i cori diretti a Cairo, ha poi trovato la forza di reagire, sfoderando una prestazione straordinaria. Costringendo il Milan a correre ai ripari – voci non controllate e non verificate, sostengono che i rossoneri abbiano approfittato dell’intervallo per mettere in sicurezza il posteriore, indossando un pannolino -. Anche contro la Lazio, in un clima probabilmente ancor più teso, Glik e compagni sono partiti nel peggiore dei modi. E la reazione questa volta non é arrivata.

Il messaggio, dopo queste due gare, è arrivato chiaro e forte alla proprietà. Ora però sarebbe opportuno seguire in trasferta la squadra (contro Cesena e Inter) per mostrare ai giocatori il massimo sostegno. E quindi tornare all’Olimpico in clima decisamente più disteso. Jansson, Bruno Peres, Martinez, Benassi, Gaston Silva, sono tutti giovani di prospettiva arrivati in estate e assieme ai senatori di questo gruppo, in questo momento avrebbero bisogno di una carezza.

Di esser coccolati, di avere l’affetto e l’attenzione esclusivamente dedicata. La squadra ha bisogno del proprio pubblico, i ragazzi vogliono giocare in clima sereno. D’altronde, in un momento difficile come questo, é più semplice fare risultato se c’é uno stadio pieno a sostenerti dall’inizio alla fine.

Il Torino é uno dei pochi club sani, con i bilanci in regola, e probabilmente – passata questa stagione, iniziata con il piede sbagliato – il prossimo anno ripartirà con uno zoccolo duro fatto di giovani pronti al salto di qualità. Se tutto andrà per il verso giusto, ci sarà anche il Filadelfia. Ci saranno ancora Glik e compagni a lottare per la maglia e per i colori granata.
La contestazione c’é stata, per due gare di fila, ora é la squadra a chiedere di riservargli la giusta e dovuta attenzione. Perché, parafrasando un grande ‘filosofo del calcio’, senza il proprio pubblico Il Toro può perdere. Eccome se può perdere….

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