Toro, l’umiltà del capitano per sbancare Firenze

Toro, l’umiltà del capitano per sbancare Firenze

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Il peso di Belotti si vede e si sente in ogni partita. Però il Gallo deve sapere che ora che ha deciso di esporsi pubblicamente, non può poi rimangiarsi la parola”

di Vincenzo Chiarizia

Riprende finalmente il campionato. Domenica a Firenze il Toro si gioca un bel pezzo di Europa. Nell’ultima giornata i granata hanno rimediato una sconfitta interna imprevedibile contro il Bologna di mister Mihajlovic. Una sconfitta che, al netto dei demeriti granata e dei soliti mancati interventi del VAR quando si tratta di episodi dubbi in favore del Toro, spero sia servita a dare una lezione di umiltà ai giocatori del Toro. Non è detto dunque che la sconfitta col Bologna possa aver dato solo risvolti negativi al campionato granata. Se la lezione è stata recepita e se il Toro farà tesoro degli errori commessi contro i rossoblu, allora a Firenze c’è da aspettarsi una grande gara. Un segnale di umiltà l’ha dato il capitano Andrea Belotti, con l’intervista rilasciata a Walter Veltroni sulla Gazzetta dello Sport. Ha detto che in futuro si vede ancora con il granata addosso, che adora Torino e che viene da una famiglia di lavoratori che gli ha insegnato il senso del sacrificio. Insomma sembra che il Gallo sia davvero il modello perfetto del capitano granata. Sono poche le interviste da lui rilasciate e dopo l’estate in cui ha vacillato, sognando il passaggio in qualche club di alta classifica, Belotti oggi sembra aver raggiunto la maturità che gli ha permesso di capire il significato del peso della maglia granata. In campo è evidente il sacrificio del bomber bergamasco. E’ vero la vena realizzativa di quest’anno non è quella di due anni fa, ma il peso di Belotti si vede e si sente in ogni partita. Però il Gallo deve sapere che ora che ha deciso di esporsi pubblicamente, non può poi rimangiarsi la parola. I tifosi granata non dimenticano e la parola del capitano conta molto. Tornando al match contro la Fiorentina, vincere al Franchi varrebbe doppio perché significherebbe portarsi a 10 punti proprio dalla viola, una diretta concorrente alla corsa europea, a nove gare dal termine. In pratica per la Fiorentina questa è l’ultima spiaggia per non rischiare di essere tagliata totalmente fuori, essendo ora attardata a 37 punti. Va tenuto conto però che la formazione toscana si presenta all’impegno di domenica con il proprio uomo migliore in forse. Andrà bene per Pioli se Chiesa (che in Coppa Italia ha deciso l’eliminazione dei granata) riuscirà a partire dalla panchina. Tuttavia lo stesso allenatore della Fiorentina ha confermato in conferenza stampa che per loro quella di domenica è una partita fondamentale. Dunque mi aspetto la squadra viola aggressiva.

Cosa avrà preparato mister Mazzarri? Ci vorrebbe una prestazione tipo quella contro l’Atalanta, con la squadra determinata e vogliosa dei tre punti. Purtroppo però troppe volte in questa stagione abbiamo visto la squadra granata in versione Dr Jekyll e Mr Hyde, in cui abbiamo regalato un tempo alla squadra avversaria. Vanno evitati questi regali anche perché purtroppo la Fiorentina non è solo Chiesa. Muriel, tornato in Italia a gennaio, ha fatto vedere le sue qualità mettendo a segno ben 6 reti in nove presenze. Inoltre la difesa sarà priva della colonna N’Koulou, con Moretti chiamato agli straordinari e Djidji, alle prese con un menisco in disordine, costretto a stringere ancora i denti.

A centrocampo Lukic potrebbe insidiare Meité, impalpabile e dannoso nella partita contro il Bologna, con la speranza che il serbo dia quel dinamismo in più rispetto al francese e che, soprattutto, si scrolli di dosso quella timidezza che tende a mostrare ogni tanto. Ironia della sorte in mediana il Toro ritroverà l’ex capitano Benassi, al quale in granata fu tolta la fascia di capitano senza un ragione, e giocherà da capitano della Fiorentina per la concomitante assenza di Pezzella e Chiesa. Un segno del destino forse, per ricordarci che comunque il Toro ha dato via con troppa leggerezza un giocatore dal sicuro avvenire.

In definitiva per il Toro la partita di Firenze è da dentro o fuori. Vincerla darebbe maggiore convinzione nei propri mezzi e proietterebbe i granata a 47 punti. Ma è ovvio che occorre umiltà nell’affrontare questa gara. Quella stessa umiltà mancata in casa col Bologna, ma che la sconfitta scaturita potrebbe aver insegnato ai granata. Coraggio ragazzi, un ultimo sforzo per queste ultime dieci finali.

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