Toro, ora non devi specchiarti

Toro, ora non devi specchiarti

Lo Psicologo Granata / Il rientro dopo la sosta ma non bisogna montarsi la testa dopo le vittorie contro roma e Fiorentina

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Le ultime due prestazioni della squadra sono state davvero stratosferiche, e se magari mandare a casa la Roma con 0 punti (e le ossa rotte) poteva essere un fulmine a ciel sereno, aver strapazzato pure gli amici viola può, forse, dare qualche primo segnale su quanto possa realmente valere questo nuovo Toro targato Mihajlovic: una squadra forte, tosta, che può giocarsela contro chiunque senza paura. Si inizia a vedere una manovra fluida e costituita sempre meno da folate o invenzioni dei singoli, inoltre parrebbe trovata anche una certa solidità difensiva che mancava all’inizio, con solo 2 gol subiti nelle ultime 4 giornate di campionato, di cui uno su rigore (per altro ininfluenti). Insomma ci sono sempre più premesse per fare davvero un bellissimo campionato. Ci sono le premesse, certo, ma dall’esserci le premesse al farlo davvero ne passa eccome. Questo è il momento in cui si deve dimostrare che le due vittorie contro Roma e Fiorentina non sono casuali e per farlo è necessario, più di ogni altra cosa, che la squadra non commetta l’errore di piacersi troppo. In questi casi è facile passare dall’essere sicuri dei propri mezzi all’auto-ammirazione che spesso porta a rovinare quanto di buono fatto in precedenza. Sarà importante essere sempre concreti commettendo meno errori possibili, soprattutto contro squadre considerate inferiori sulla carta, perchè è proprio in questo tipo di partita che si possono perdere i punti per l’Europa. La scorsa stagione deve essere un monito in tal senso. Parlando con un mio paziente abituale mi ha detto, scherzando, che adesso i giocatori del Toro dovranno guardarsi il meno possibile allo specchio perchè rischierebbero di considerarsi troppo belli, mentre certe volte nel calcio serve essere brutti (ma concreti). Ovviamente è una metafora estremizzata ma serve per rendere l’idea di ciò che intendeva. Ben venga il bel gioco e, se possibile, anche qualche virtuosismo dei singoli, che non guasta mai, ma ogni tanto si dovrà vincere qualche partita in maniera un po’ meno divertente e con qualche sofferenza in più, come a volte fanno le grandi squadre; sarà in quei casi che il Toro dovrà dimostrare di esser davvero diventato grande. Alla prossima dal vostro Psicologo del Toro!

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