Toro, spezza le catene dei pareggi!

Toro, spezza le catene dei pareggi!

Il Granata Della Porta Accanto / Nell’era dei tre punti avere il record della serie A di pareggi nelle ultime due stagioni e mezza non è l’ideale per certi obiettivi…

di Alessandro Costantino

Il bello dei pareggi è che sono come i famosi bicchieri, mezzi pieni o mezzi vuoti. Ed infatti spesso è un esercizio di pura soggettività attribuire un valore positivo o negativo al punto che da essi scaturisce. Per quanto possa valere, io vedo il pari dell’Olimpico come un punto positivo: avversario forte, campo ostico, partita tosta, un’insieme di valutazioni che mi fanno vedere comunque il bicchiere mezzo pieno. Certo resta il rammarico delle piega che avrebbe potuto prendere il match se De Silvestri non avesse sbagliato il gol (facile) del raddoppio, ma di questo parleremo più avanti.

Quello che mi preme sottolineare, invece, è la filosofia a tutto tondo che c’è dietro ai tantissimi pareggi che in ogni campionato, ormai, contraddistinguono, i cammini del Torino. Partiamo da un dato: il Toro è la squadra che ha pareggiato più di tutti in serie A nelle ultime due stagioni e mezza, con 38 pareggi su 95 partite disputate, facendo uscire il segno X nel 40% dei casi. É chiaro che i pareggi hanno un peso differente perché c’è quello all’ultimo secondo che ti salva da una sconfitta certa e c’è quello dove sei in vantaggio di due reti a cinque minuti dalla fine e vieni rimontato dall’ultima in classifica, però quello che conta alla fine è la matematica che molto banalmente sentenzia che su due partite se una la vinci ed una la perdi fai 3 punti, se le pareggi entrambe ne fai solo 2. I noni posti delle ultime due stagioni, concluse con 54 punti a 6/7 punti dalla qualificazione europea sono a testimoniare quanto 3 o 4 vittorie in meno pesino sulla classifica finale a fine campionato. E allora torniamo al famoso discorso sulla mentalità vincente. Per vincere di più (attenzione, ho detto di più, non sempre…) occorre accontentarsi di meno, osando qualcosa in più a volte e “sedendosi” di meno altre. Questo input in genere parte dall’allenatore, ma ancor prima dalla società che deve pretendere certe cose dal suo allenatore, ma deve anche mettergli a disposizione i giocatori adatti a certe pretese. Tradotto significa che Mazzarri dovrebbe dimostrarsi più propositivo nel presentare in campo una squadra che punta a darle invece che a non prenderle come sovente accade, ma il presidente Cairo dovrebbe essere il primo a pretendere risultati ed obiettivi di un certo tipo, facendo mercati consoni a tali obiettivi. E qui torniamo al famoso gol sbagliato da De Silvestri. “In che senso? ”, direte voi. Nel senso che secondo me Lollo è in questo momento il giocatore simbolo del Toro attuale: un grandissimo professionista, uno che dà l’anima in campo e negli allenamenti, un giocatore capace di gesti tecnici incredibili come quello in occasione del gol all’Empoli, ma anche di topiche clamorose come l’errore con la Lazio. Un giocatore che a mio parere ci tiene alla maglia e ne ha assorbito pure certe peculiarità (due pali nella stessa partita sono molto “da Toro”!), ma che alla fine resta il simbolo dell’incapacità di fare quel salto di qualità che da Bilbao in avanti tutti i tifosi si stanno aspettando.

Ecco quindi che, tornando ai numeri, se si vorrà andare in Europa occorrerà sfondare quota 60 punti, cioè fare un girone di ritorno da almeno 33 punti (e sottolineo almeno, visto che a volte i punti necessari per l’Europa League sono anche 62/64) ovvero fare un girone di ritorno superiore a quello di andata della Lazio che con 32 punti è quarta. Perché ciò avvenga occorre che Belotti faccia (e sia messo in condizione di fare…) più gol dei 7 segnati al momento, che centrocampisti come Baselli e Meite’ mettano in mostra con più continuità il proprio talento e che le fasce (Ansaldi, Aina, De Silvestri e Parigini o Berenguer) diventino un’arma letale che tatticamente faccia la differenza. Insomma, che il rendimento dei singoli, eccezion fatta per portiere e difensori che sono già su standard europei, cresca di un tot. Se poi si trovasse qualcuno che sappia calciare bene punizioni e altre palle inattive in genere qualche punto in più certamente verrebbe fuori. La ricetta per il 2019 mi sembra quindi molto chiara: meno pareggi, più vittorie, più consapevolezza, meno alibi. Buon anno nuovo a tutti.


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita

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  1. abatta68 - 3 settimane fa

    Mah… il punto è sempre saper sfruttare le occasioni che ti capitano, perchè la differenza tra vincere e non vincere stà tutta qui. Penserete mica che la Ggiuve vince tutte le partite perchè crea 10-15 palle goal ogni domenica… loro sono i primi a giocare secondo il principio di prenderne meno possibile, contando sul fatto che un tiro da fuori area ti può sempre risolvere la situazione (oppure il “rigorinosalvarisultato!”). Tutte le squadre grosso modo giocano cosi, forse solo l’Atalanta e il Napoli cercano di giocare diversamente, ma per il resto vai di 352, a difendersi in 8 e a ripartire con 3 giocatori al massimo a 60mt dalla porta avversaria. In questo modo pure l’Empoli se la può giocare fino all’ultimo contro l’Inter… ma non vincerà mai! dal pareggiare al vincere ci passa un mondo… noi siamo già a buon punto, avendo ricostruito per intero la difesa, partendo dal portiere, per ritrovare i 3 di difesa (del livello dei vari Maksimovic, Glik e Moretti). Quello che ci manca è la giocata individuale in attacco, la finta e il tiro come Dio comanda, ovvero ciò che Cerci-Immobile sapevano fare molto bene. Non credo che Ljaic sia stata una grande perdita, non tanto per le sue doti tecniche, ma per tutto quel sudore che non ha mai speso per questa maglia. Qui ci serve un giocatore tosto, con i piedi buoni, ma con la tigna del condottiero, capace di trascinare la squadra… di quelli che prendono 2 milioni a stagione per battere qualche calcio d’angolo e mettere zizzagna nello spogliatoio ne facciamo volentieri a meno. In Europa ci vai a giocare solo se hai giocatori completi, sotto tutti i punti di vista.

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Ci serve un giocatore tosto da un bel po’ di tempo, anche due. Il problema è che un giocatore tosto come lo intendo io, cioè con i piedi buoni e che possa risolvere una partita con una giocata o un calcio di punizione costa tanto e prende più di dye milioni di stipendio, a meno di non prendere le solite minestre riscaldate.

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  2. dariog - 3 settimane fa

    eh beh…

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  3. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 settimane fa

    Questi pareggi non sono certo frutto del caso e neanche a causa della mentalità dei giocatori. È proprio la squadra che è stata costruita quasi esclusivamente per cancellare il gioco degli avversari anziché proporre il proprio gioco, che semplicemente non esiste.
    Se osservate il gioco del Toro noterete che ha due soli modi di attaccare la porta avversaria
    1 – Difendendo e ripartendo (quando si incontrano squadre aggressive che attaccano )
    2 – Avanzando “di fisico “ come bulldozer (quando siamo noi a dover spingere in avanti )
    Non esiste e non ho mai visto il Toro quest’anno attaccare costruendo gioco è solo in un paio di occasioni tramite qualche lancio illuminante.
    Ne deriva (secondo me ) che a questa squadra manca un uomo che detta l’ultimo passaggio e trascina la squadra in attacco, e un allenatore, che seppur preparato, non ama che le sue squadre propongano gioco e fantasia.
    A causa di tutto ciò è quasi naturale che si realizzino tanti pareggi: non subiamo o subiamo poco, non segniamo abbastanza e non mettiamo abbastanza palloni in area per le punte.
    Risultato: X (quasi fisso )

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    1. Vanni - 3 settimane fa

      Primo non prenderle. Secondo sperare che le altre perdano tutte e con 50 punti si va in LIG.

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      1. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 settimane fa

        @hic sunt leones: Ciao! Capita a volte che i commenti non partano, non penso siano bannati (la volta scorsa un cretino ha bestemmiato a ripetizione e nessuno li ha tolti )
        Grazie per il saluto e tanti cari auguri di fine anno e splendido e spero meno pareggiante 2019

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    2. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 settimane fa

      test

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      1. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 settimane fa

        strano, ho postato un commento complimentandomi con @Daniele e non e’ stato pubblicato. Non ho scritto nulla di strano e nessuna parola oscena… sarebbe bello capire perche’…
        mglio cosi’ vado a farmi un giro invece di stare al computer… buona serata caro @Daniele ciao

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