Ventura e l’errore di un Toro solo testa e niente cuore

Ventura e l’errore di un Toro solo testa e niente cuore

Il Granata della Porta Accanto/ Gli schemi quasi maniacali hanno prodotto grande crescita, ma l’assenza di grinta è un handicap nei momenti difficili

11 commenti
Ventura-Donadoni

Confesso di averci impiegato più di due stagioni a capire Giampiero Ventura. Non ad amarlo, ma a stimarlo e a comprenderne il lavoro. E la colpa di questo ritardo è stata mia, soltanto mia. Sono il classico tifoso del Toro cresciuto a pane e Giacomino Ferri, a pasta e Pasquale Bruno, quello che si esalta per un tackle deciso o per un’azione insistita che magari genera tre angoli sotto la Maratona. Sono un “sempliciotto” che di giocatori forti (per fortuna!) ne ha visti indossare questa maglia, ma alla fine si è sempre innamorato, calcisticamente parlando, più dei “fabbri” o dei “portatori d’acqua” che dei “piedi fini”. Ripeto, è un mio limite, ho una visione del calcio povera e quindi spesso faccio fatica a comprendere altre visioni più sofisticate di questo sport. Quando arrivò Ventura mi illusi che “il frullare la palla” e la “libidine” sarebbero comparsi come per magia sul prato verde del Comunale e non seppi discernere tra quelli che erano degli spot saggiamente e volutamente coniati su misura per una piazza depressa da anni di “vacche magre” e il duro e certosino lavoro fatto più che altro di gavetta intermezzata da tappe poco “glamour” come la melina di Castellamare di Stabia e la partita farsa col Genoa atte a far crescere in stima e consapevolezza squadra e ambiente. Mi arrabbiai, ci rimuginai, ebbi la tentazione del ” si stava meglio quando si stava peggio”, quando gli allenatori cuore Toro come Novellino o Lerda usavano frasi cariche di prosopopea granata che tanto mi piacevano, ma poi sul campo e in società si scioglievano come neve al sole. Allora capii e compresi l’obbiettivo di lungo termine del mister: non aggredire i problemi del Toro e dei suoi tifosi, ormai incancreniti da vent’anni di sciagure, ma portare una linea guida diversa, un modo nuovo di affrontare le cose: in una parola, usare la testa. In campo, in società, sugli spalti. Questo è ciò che Ventura in questi cinque anni ha cercato di farci capire: a volte ci è riuscito, a volte un po’ meno, noi ci siamo arrabbiati con lui, lui con noi. Ma i risultati sono arrivati e (quasi) tutti ne siamo stati felici. Guardavo le partite, mi annoiavo in qualcuna di queste e mi chiedevo perché i calci d’angolo prevedessero il passaggio graduale della sfera dalla bandierina al nostro portiere o perché non si verticalizzasse mai o non si facesse mai un cross al nostro centravanti abile di testa. Col tempo ho capito che erano domande inutili perché il credo venturiano presuppone l’utilizzo della testa e della pazienza in ogni circostanza, anche in quelle dove i comuni mortali ci darebbero un taglio e tirerebbero dritto senza tanti ghirigori. E così, pian piano, ho accettato questo Toro poco “Toro” perché, mi dicevo, è giusto aprirsi al cambiamento, è giusto adeguarsi almeno un po’ al calcio moderno, è giusto provare una nuova via se quella che hai percorso negli ultimi vent’anni si è rivelata fallimentare. E poi sono stato sedotto, come tanti, dall’ebrezza dell’essere “di nuovo lì”, di nuovo protagonista in Serie A, più nella parte sinistra della classifica che in quella destra, sedotto dalle notti europee, ricordo di un’adolescenza sempre più lontana. Sono stato umanamente debole come è comprensibile (ma non giustificabile…) in chi ha vissuto gli ultimi vent’anni calcistici come abbiamo fatto noi granata. Il Toro di Ventura e’ diventato in questi anni…il Toro di Ventura! Cioè una squadra completamente plasmata ad immagine e somiglianza del credo tattico del tecnico genovese, lodata ed ammirata da buona parte degli addetti ai lavori. Una squadra che “usa la testa”. Già. Ma il “cuore Toro”, il “vecchio cuore granata”? Accantonato, dimenticato, messo da parte come se fosse uno scomoda eredità, quasi un intralcio. Ogni tanto viene citato perché fa parte del nostro immaginario collettivo, giusto per dare un contentino a noi tifosi. Poi però in campo se ne vede pochino, se non niente. E nessuno mi può togliere dalla testa che se ne avessimo un po’, di questo cuore granata, anche solo un po’, forse adesso avremmo un’arma in più per uscire da questa crisi. Un Toro solo testa e niente cuore: un progetto diverso, ardito, che ha dato anche buoni frutti, ma, a mio parere, il più grande errore di Ventura. Che oggi, se non fa qualcosa e non cambia qualcosa, rischia di prendersi in testa il boomerang che ha lanciato cinque anni fa.

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  1. farnaud_627 - 11 mesi fa

    Sì, però Rosetta giocava nella Gheuba.

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  2. daunavitagranata51 - 12 mesi fa

    FORZA TORO

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  3. daunavitagranata51 - 12 mesi fa

    ventura non conosce il CUORE TORO, DA BUON LIGURE TIRCHIO HA PRESO LE SIMPATIE DI UN BRACCIO CORTO COME CAIRO,VENTURA HA IMPARATO UNO SCHEMA E NON SA FARNE UN`ALTRO, TIRCHIO DI IDEE E CUORE, ALLENATORE DA SERIE B O LEGA PRO NIENTE DI PIU, UNICA SUA LIBIDINE SONO I SOLDI,
    SEMPRE E SOLO FORZA TORO,

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  4. aterreno - 12 mesi fa

    perché i calci d’angolo prevedessero il passaggio graduale della sfera dalla bandierina al nostro portiere

    Ma sarà mica calcio quello, Ventura hai rotto con sti schemi

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    1. Maroso - 12 mesi fa

      Quello schema in calcio d’ angolo non piace neanche a me. Ci sono altri schemi che erano belli e che non si fanno più, come quello della mezz’ala che dava la palla al terzino in area con un pallonetto, per poi crossare. Chissà perché non lo fanno più!

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  5. Maroso - 12 mesi fa

    Ma qual è il vero Toro? Quello di Rosetta o Baloncieri, quello di Capitan Mazzola o Capitan Ferrini, quello di Pulici e Graziani. Qual è il vero Toro? Niente è ripetibile. Quello di oggi è quello di Belotti Baselli , se si lascia lavorare tutti in tranquillità. Adesso la sveglia se la saranno data, vedremo domani.

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  6. Scott - 12 mesi fa

    Un allenatore che ha voluto plasmare una sua craeatura, per orgoglio per supponenza o per bisogno di dimostrare agli altri la sua bravura. Non lo so. A mio parere non c’e’ riuscito neanche bene, per usare un eufemismo.
    I tifosi del Toro si accontenterebbero di rivedere solo il Toro.

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  7. Maroso - 12 mesi fa

    Il titolo è un bello slogan, ma, secondo me, non è reale. Solo col cuore, oggi giorno, non si vince: ci vuole tecnica e professionalità e cattiveria agonistica. Come il Torino del 76, ad esempio. Come il Torino di Ventura in certe occasioni (vedi Bilbao). Il punto è che quest’ anno e altri anni, la cattiveria agonistica la lasciavamo negli spogliatoi e perdevamo certe partite perché non avevamo il cinismo di chiuderle prima e portarle a casa poi. Mr. Ventura non si è ancora fatto capire bene né dai suoi giocatori, né da tanti tifosi. Peccato.

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  8. Simone - 12 mesi fa

    A mio avviso la pecca maggiore di ventura sia la sua mancanza di coraggio quando non vi sia nulla da perdere. Abbiamo visto che con le 3 punte i gol escono fuori? Allora xke non schierarle dall’inizio con le squadre che sono sicuramente alla nostra portata? Xke dobbiamo SEMPRE attendere che si sotto x vederle?
    Ogni tanto vorrei vedere il TORO più sbarazzino, che se ne frega se poi perderà avendo xò cercato di far male dall’inizio.
    È l’unica cosa che chiedo al mister: ABBI PIÙ CORAGGIO!

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  9. alessandro - 12 mesi fa

    BRAVO ALESSANDRO …HAI CENTRATO IL PROBLEMA…IL CUORE IL CUORE! QUESTO ERA IL TORO!!!!! BATOSTE ..DERBY NE ABBIAMO PRESI A BIZZEFFE….MA ABBIAMO SEMPRE DIMOSTRATO CHE VOLEVAMO VINCERE!A TUTTI COSTI! NON IMPORTAVA SE POI NON SI RIUSCIVA….L’USCITA DAL CAMPO ERA TUTTO UN APPLAUSO E CORI DI STIMA E DI AMORE!
    ADESSO MI ANNOIO..E RILEVO CHE ANCHE I COMMENTATORI DELLE NS PARTITE SONO A DISAGIO QUANDO SI RIFERISCONO ALLE LE NS PRESTAZIONI.. NON RIESCONO PIU A RITROVARE QUELLA CARATTERISTICA UNICA CHE CI HA SEMPRE CONTRADISTINTO! LA DETERMINAZIONE—IL CORAGGIO..LA VOLONTA’… LA CONVINZIONE DI ESSERE IMBATTIBILI PERCHE NOI ERAVAMO…………..I L T O R O !!!!!!!!!!!!!!!!

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  10. Veyser - 12 mesi fa

    Analisi a dir poco perfetta secondo il mio parere… Anche se in qualche momento un po’ di cuore Toro lo abbiamo anche visto, penso ai 2 gol contro il Genoa (Immobile – Cerci), nella vittoria a Milano contro L’Inter lo scorso campionato e sicuramente anche in altre…

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