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Dalla metà degli anni '90 ad oggi, milioni di italiani hanno finalmente potuto dare uno sfogo al loro sentirsi “milioni di allenatori”. Come? Con il Fantacalcio, gioco nato tra amici (pare a Torino, secondo storici del gioco, forse un po' di parte) e quindi approdato a circuiti sempre più grandi, costosi e premianti. Ogni allenatore di calcio, si sa, vorrebbe una squadre composta da due generi di giocatori: da una parte i più forti in assoluto, dall'altra quelli preferiti a titolo personale. Ed il fantacalcio non fa eccezione: pur cercando di combinare la rosa più competitiva possibile, i fantallenatori hanno piacere di annoverare in organico i propri beniamini, magari quelli che militano nella squadra del cuore.

Quest'ultimo punto è dolente per i tifosi del Torino, che negli ultimi anni hanno spesso dovuto rinunciare alla doppia gioia che può procurare per un fantallenatore un gol segnato da un giocatore granata per l'impossibilità di tesserarlo: infatti, per il Toro la realtà è stata spesso quella della Serie B. Discorso valido per i supporters di tantissime altre squadre, dall'Atalanta al Vicenza alla Reggina. E si sa, anche se i tifosi sono milioni, la cadetteria se la “filano” in pochi; tra questi, non è certo previsto il fantacalcio.
O meglio, non lo era: fino ad oggi!

 

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