Toro: se non soffri non ti diverti!

Toro: se non soffri non ti diverti!

Lo Psicologo Granata/ La partita contro il Palermo ha fatto rivedere il Toro tutto grinta e sofferenza. Adesso il prossimo passo è il Carpi, per regalarsi una notte da prima della classe

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Quest’anno lo stadio Olimpico pare essere diventato davvero un fortino: persino la Viola, che se si esclude la gita di Torino sarebbe a punteggio pieno, ci è caduta ed anche vigorosamente. Però, mentre nelle prime due partite la squadra ha vinto in scioltezza, regalando ai suoi tifosi un finale molto soft, nell’ultima uscita contro il Palermo di Iachini, prima Molinaro (fino a quel momento da 8 in pagella) e poi Obi hanno contribuito a riaprire una partita che si stava incanalando sui binari di un 2-0 liscio come l’olio, permettendo agli avversari di tornare in partita facendoci vivere un vero e proprio finale da incubo. Quella di domenica è stata la vittoria della grinta e della sofferenza, portata a casa con la compattezza di un gruppo che ha dimostrato di non mollare mai.

Parlando di questa partita, un mio paziente ha scherzosamente detto che queste vittorie sono le più belle, e che se dovesse scegliere se vincere con un “noiosissimo” 2-0 e con avversari non pervenuti, o con doppia inferiorità numerica e relativo assalto avversario finale, sicuramente e senza pensarci due volte, sceglierebbe questo ultimo modo. Sicuramente è ancora troppo euforico ed è frastornato dall’alta quota di classifica, perchè se dovessimo vincere ogni partita come domenica, le nostre coronarie potrebbero patire un tantino nel lungo periodo. Ne è nato un piccolo diverbio e alla fine il ragazzo ha specificato che essere del Toro vuol dire soffrire e quindi ci stanno anche partite come questa. D’altronde siamo abituati a ben altro.

Scherzi a parte, che si vinca soffrendo o in scioltezza, l’importante è vincere e questa squadra ha dimostrato di saperlo fare molto bene e contro chiunque, e tra l’altro se dovesse farlo a Carpi si regalerebbe una notte da prima della classe… alzi la mano chi, anche solo 5 anni fa, lo avrebbe detto.

Alla prossima dal vostro Psicologo del Toro.

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