Berretti Toro Campione d’Italia

Berretti Toro Campione d’Italia

La Berretti granata è riuscita nell’impresa di ribaltare il 2-1 subito a Vinovo sabato scorso e grazie ad una prestazione esemplare, ricca di orgoglio, grinta e bel gioco ha vinto un meritatissimo scudetto, il primo dell’era Cairo.
La formazione diretta splendidamente da Enrico Lombardi ha premuto l’acceleratore sin dal primo minuto imponendo il proprio ritmo ai bianconeri di Schincaglia, parsi timorosi…

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La Berretti granata è riuscita nell’impresa di ribaltare il 2-1 subito a Vinovo sabato scorso e grazie ad una prestazione esemplare, ricca di orgoglio, grinta e bel gioco ha vinto un meritatissimo scudetto, il primo dell’era Cairo.
La formazione diretta splendidamente da Enrico Lombardi ha premuto l’acceleratore sin dal primo minuto imponendo il proprio ritmo ai bianconeri di Schincaglia, parsi timorosi e contratti.
L’allenatore granata ha impostato la squadra con uno spregiudicato quanto azzeccato 4-3-3, con un linea difensiva formata da Infantino a destra, Ferretti e Tedesco in mezzo e Camolese a sinistra. A centrocampo tecnica e sostanza sono stati assicurati da Niada sul centro- destra, Capellupo nel ruolo di play- maker e da capitan Prunelli sul versante di centro sinistra. In attacco il trio Santoni- Lo Bosco- D’Onofrio si è reso protagonista di un gara di ottima intensità e di costante impegno per la difesa a 3 juventina.

Già dopo 2′ Lo Bosco ha avuto l’opportunità di aprire le danze imbeccato ottimamente da Niada, ma il suo destro da centro area è risultato troppo alto. Il Toro ha continuato a spingere per tutto il primo tempo, trovando il vantaggio al 10′ grazie ad una bellissima verticalizzazione di Santoni capitalizzata al meglio dallo scatto di un Lo Bosco a dir poco elettrico.
Nonostante il vantaggio i granata hanno proseguito a macinare gioco con costanza e pericolosità come dimostrano le palle gol costruite in 7′ dal solito Lo Bosco, da D’Onofrio in girata e da Capellupo dalla distanza.
La Juve priva di Bottone (match winner all’andata) non si è mai resa pericolosa su azione manovrata  e la difesa di Lombardi ha trovato in Tedesco e Ferretti due baluardi invalicabili.
L’unico sussulto zebrato è giunto al 39′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Ariaudo ha svettato di testa a centro area colpendo la traversa e sulla ribattuta Gomis si è distinto con una parata bella ed efficace.

Come impone la legge del pallone “gol sbagliato uguale gol subito”, al 42′ D’Onofrio ha inaugurato il proprio show personale e dopo aver ricevuto palla sulla trequarti mancina ha puntato dritto verso la porta, saltando prima proprio il terzino Ariaudo e poi insaccando in rete il raddoppio con un preciso esterno destro ad incrociare.
Nella ripresa Schincaglia ha tolto il ragazzo sulla carta più pericoloso, Essabr, ma i suoi attaccanti hanno continuato a pungere poco, affidandosi esclusivamente al tiro dalla distanza.
Più pericoloso si è rivelato Santoni che in contropiede ha servito D’Onofrio a centro area, il bomber granata è rientrato sul destro e ha calciato un rasoterra appena largo.
Al 27′ l’episodio che avrebbe potuto chiudere definitivamente il match: filtrante da applausi di Cassaro e D’Onofrio atterrato in area da Pozzato. Carbone da Napoli ha accordato l’evidente rigore ma lo stesso D’Onofrio ha spedito alto il tiro dagli undici metri.
Il finale di gara è stato però ancora a tinte granata con Ferretti padrone dell’area, Gomis plastico nelle proprie parate e D’Onofrio scatenato nelle ripartenze. In una di queste al 34′ su servizio di Negro ha siglato la rete del trionfo. Dopo aver controllato palla lungo la fascia sinistra è riuscito a convergere al centro, dribblando il proprio marcatore ed infilando un destro a giro nell’angolino più lontano: 3-0. Apoteosi per il numeroso e caldissimo pubblico granata sugli spalti e Berretti meritatamente Campione d’Italia.

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