Le giovanili del Torino a Superga

Le giovanili del Torino a Superga

In cima al Colle / Tanti ragazzi granata, uniti per celebrare la stagione appena terminata. Longo: ”É una tappa fondamentale per i nostri giovani”

Riuniti nella Basilica di Superga, tutti ragazzi delle Giovanili del Torino si sono ritrovati per celebrare la stagione appena terminata. Un appuntamento in un luogo sacro per chi segue con calore il calcio e la squadra granata.

In attesa che arrivi il presidente Urbano Cairo, nella cattedrale granata è presente anche il difensore Moretti (qui il suo intervento di questo pomeriggio), nel frattempo prende parola il tecnico Moreno Longo (oggi ospite alla presentazione dell’almanacco La Giovane Italia): ”Questo rappresenta un momento molto importante, i giovani calciatori si avvicinano allo spirito che ci contraddistingue dalle altre società. I bambini devono provare certe emozioni per toccare con mano i valori che noi allenatori cerchiamo di inculcargli. Abbiamo una storia leggendaria che gli altri non hanno e anche i più giovani lo devono sapere”

Interviene quindi Don Aldo Rabino: ”Complimenti al Settore Giovanile. Ben tre squadre sono arrivate alle finali. Bravi tutti, davvero. Dai dirigenti, ai tecnici, finanche ai calciatori e alla società. E bravi anche voi che siete qui con noi. In questi tempi sentiamo il bisogno di pregare. La famiglia granata diventa ancor più forte, unita e carica d’affetto nei momenti di difficoltà e fatica. Siamo qui per ricordare dopo 66 anni il Grande Torino. Non dobbiamo vergognarci di ricordare la storia; senza la storia non andiamo da nessuna parte. Torino sta vivendo l’ostensione della Sindone, il bicentenario di Don Bosco e l’arrivo del Papa. Tre grandi eventi che dobbiamo vivere assieme, tre eventi che non possiamo perdere”.

Mentre arriva anche il presidente Urbano Cairo, il padre spirituale granata continua così: ”Ai giovani dico: bisogna correre sempre. Il Toro vince se corre più degli altri. Ma vi ricordo il vostro impegno principale: studiare. I giocatori che hanno fatto carriera erano bravi anche a scuola, salvo rare eccezioni. Se volete giocare nel Toro dovete essere a posto con la scuola. Perché se va bene la scuola va bene anche il resto. Se uno non è onesto e non è puntuale nella vita prima che in campo non arriva da nessuna parte, ve lo chiediamo tutti. A dirigenti invece dico che devono essere prima di tutto degli ottimi educatori. Mentre ai genitori: smettete di delegare agli altri e occupatevi voi per primi dei vostri figli. Cercate di fare in modo che i vostri ragazzi diventino prima degli uomini veri e poi dei calciatori. Salire a Superga e vivere questo momento molto significativo, senza però vivere come si deve il quotidiano, serve a poco. Il Grande Torino da lassù vi chiede di essere uomini veri e ben educati”.

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