Longo e Liddle: destini incrociati, carriere sudate tra la polvere di provincia

Longo e Liddle: destini incrociati, carriere sudate tra la polvere di provincia

Giovanili / Middlesbrough-Torino: confronto tra tecnici, in vista della sfida di Youth League. Storie simili, in un calcio in cui nessuno ti regalava nulla…

Torino Moreno Longo tecnico della Primavera

Entrambi difensori, entrambi attualmente allenatori in Primavera della squadra che un tempo diede loro l’opportunità di diventare calciatori professionisti. Moreno Longo e Craig Liddle sono pronti a mettere in campo le proprie e rispettive formazioni, in una sfida di Uefa Youth League che preannuncia spettacolo.

IL RAGAZZO DEL FILA – Nato a Torino nel 1976, era un sabato, era il giorno di San Valentino. Un amore scritto nelle stelle, quello per la maglia granata, la stessa che Moreno Longo ha indossato per la prima volta da bambino. Dopo una breve parentesi al Lascaris (storico club di provincia, con sede a Pianezza), l’attuale tecnico della Primavera approda nelle giovanili del Toro: fa tutta la trafila, sino ad esordire in Prima squadra. Un percorso che lo porta a vincere il torneo di Viareggio, quindi un girovagare in prestito e poi a titolo definitivo. Arriva il nuovo millennio e Longo decide di appendere le scarpe al chiodo, per iniziare la sua nuova vita d’allenatore. Nessuna raccomandazione di sorta – come accaduto altri colleghi -, Longo riparte dal basso, da quella stessa provincia da cui era partito. Prende in mano il gruppo classe ’94 del Filadelfia Paradiso e lo trascina al titolo regionale di categoria. Ed è proprio lì che il binomio vincente con Massimo Bava inizia a sbocciare: Canavese, poi il ritorno in granata. Quindi la vittoria dello scudetto Primavera e ora il fascino della Youth League.

Craig Liddle quando giocava nel Middlesbrough Longo
Craig Liddle quando giocava nel Middlesbrough

LA STELLA DI CHESTER-LE-STREET – Craig George Liddle, classe ’71, purosangue inglese. Un metro e ottanta centimetri d’altezza, muscolatura possente e l’etichetta del predestinato da portare al collo sin da piccolo. Definito da tutti come il classico ragazzo prodigio, Liddle è considerato uno dei migliori difensori inglesi della sua generazione. Firma un contratto da professionista con l’Aston Villa, quando ancora milita negli Allievi. Sembra l’inizio di una carriera splendida, invece accade l’opposto. Sali-scendi di categoria, poi il Middlesbrough e infine il Darlington dove diventa capitano e a 34 anni decide di ritirarsi per fare l’allenatore. Tanta gavetta, tanta polvere di provincia anche in questo caso. E ora un campionato vinto e quindi la possibilità di trascinare i suoi ragazzi in questa cornice europea. Di nuovo a River Side, davanti a quel pubblico che lo aveva amato, criticato e poi amato ancor di più.

Longo e Liddle: destini incrociati, un cammino molto simile. Percorso in un calcio (oggi sparito?) in cui nessuno ti regalava niente.

1 commenti

1 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. peter1 - 2 anni fa

    La gavetta è la migliore scuola di vita e aiuta a crescere professionalmente, oltre che come uomini.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy