Millico e Rauti, dalla Nazionale U19 alla Primavera: il Torino blinda i gemellini del gol

Millico e Rauti, dalla Nazionale U19 alla Primavera: il Torino blinda i gemellini del gol

Focus On / I due attaccanti, dopo la qualificazione alla fase Elite conquistata con la Nazionale, tornano a disposizione di Coppitelli. Hanno richieste da tutta Italia

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Fanno coppia al Torino da quando avevano 15 anni di età, e così anche in azzurro. Vincenzo Millico e Nicola Rauti sono i trascinatori della Primavera di Coppitelli e sono pronti a ributtarsi con anima e corpo sul campionato dopo aver fatto bene con la Nazionale Under 19 di mister Federico Guidi. Sabato c’è la delicata trasferta in casa del Milan e il Toro ci arriva sulle ali dell’entusiasmo dei suoi attaccanti titolari, reduci da tre vittorie in tre partite con gli azzurrini. La selezione dei migliori Primavera del campionato è reduce da una vittoriosa campagna d’Estonia che ha portato un bottino pieno nei tre match del primo girone di qualificazione agli Europei 2019: tre vittorie contro Estonia (3-0), Finlandia (3-0) e Danimarca (1-0) e pass per la fase Elite strappato con grande serenità. L’Under 19 di Guidi è un gruppo dal grandissimo talento e Millico e Rauti se la devono vedere con una folta concorrenza. Con rispettivamente tre e due presenze, i due alfieri granata nati nel 2000 hanno però preso parte attivamente alle vittorie della nazionale.

GOL E INFORTUNI – In campionato i due seminano reti e giocate di qualità. Dopo quattro partite, Millico conta 7 gol (capocannoniere attuale del Primavera 1) e 1 assist, Rauti 2 gol e 2 assist. Si parla di due giocatori che in questa categoria possono fare la differenza. Ma non può certo essere una sorpresa, dopo che già nella scorsa stagione si erano resi protagonisti da sotto leva: nel 2017/2018 Rauti ha fatto segnare 32 presenze e 8 gol, Millico 26 presenze e nove gol. I due millennial d’oro del Torino sono accomunati dal fatto di avere dimostrato, oltre a qualità importanti, anche un carattere non indifferente. Entrambi sono stati messi a dura prova da seri infortuni, entrambi li hanno superati con successo. A 14 anni Rauti si fratturò tibia e perone, rimanendo fuori per quasi un anno. In questo 2018 Millico ha invece dovuto fare i conti con una frattura del menisco che lo ha costretto a finire sotto i ferri concludendo sostanzialmente la stagione a febbraio. Come a dire, i ragazzi sono stati forgiati dal Toro anche da questo punto di vista.

QUANTE RICHIESTE – E se Millico e Rauti sono pronti ad addentare questa stagione con la voglia di esplodere definitivamente, ora il Toro si deve guardare dalle numerose tentazioni che arrivano da tutta Italia. Due talenti così piacciono, e tanto: in Serie B e C c’è già la fila per averli in prestito già da gennaio, ma qualcuno sussurra che Millico e Rauti abbiano pretendenti anche tra le big della Serie A. Il Torino da questo orecchio al momento non ci sente. Entrambi sono legati al club del presidente Cairo da contratti: Millico ha firmato l’anno scorso fino al 2020, Rauti ad agosto sino al 2021. I gemellini del gol sono granata e lo resteranno per tutta questa stagione, poi nell’estate 2019 si deciderà se la strada migliore potrà essere una collocazione in prestito, un’esperienza nella nascitura seconda squadra del Torino o addirittura l’aggregazione alla prima squadra. Intanto se li gode la Primavera di Coppitelli, che con i loro gol vuole arrivare in alto.

 

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  1. Madama_granata - 4 settimane fa

    Prima di tutto devono restare nel Toro e con il Toro!
    Da non prendere in considerazione nessun tipo di vendita a squadre più ricche della nostra!
    A garanzia di ciò, prolunganento dei loro rispettivi contratti.
    Poi, liberi e sereni, che pensino a crescere senza troppe pressioni, con calma, ma proficuamente!
    Ora la Primavera, poi magari un po’ di militanza nella seconda squadra del Toro, e, se va tutto bene, l’ingresso in prima squadra. Ma, ripeto, tutto con calma, senza pressioni!
    Come sempre io sono contraria ai prestiti.
    Intanto perché sono altri a decidere x i ragazzi, e non i tecnici del Torino Calcio.
    Poi perché in C si fatica molto e si impara poco, spesso con tecnici non all’altezza! In A o in B ti fanno fare solo tanta panchina e spesso non sanno valutarti al meglio. Milinkovic-Savic non ha giocato un minuto. Nel Toro, all’ombra di Sirigu, non avrebbe imparato qualcosa in più che non nella Spal, all’ombra di Gomis??!!
    E Parigini, scartato dal Benevento, non ha rischiato di essere “bruciato” e scartato dal calcio che conta?
    E Verdi, che dopo le sue deludenti prestazioni in squadre minori, è stato precipitosamente venduto, anzi svenduto?
    Teniamoci stretti e nostri due “gemellini”, ed auguriamoci il meglio, per loro e per il Torino Calcio!

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    1. unasolafede - 4 settimane fa

      Il prestito ad una squadra di categoria inferiore è sempre stato il modo migliore per far giocare e crescere i giovani usciti dal vivaio. Ricordo Cravero a Cesena, Francini a Reggio Emilia, Venturin a Cosenza, Lentini ad Ancona e tanti altri tornati più maturi e pronti per la prima squadra.

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      1. Madama_granata - 4 settimane fa

        È vero, concordo, ma erano altri tempi, un altro calcio.
        Allora questi giocatori, nelle serie minori, si mettevano in mostra e, in breve, diventavano dei “leaders”.
        Ora le squadre di seconda fascia preferiscono mettere in campo i giocatori di loro proprietà, e puntare su di loro (es.: Gomis titolare, Milinkovic-Savic in panchina. Bonifazi è rientrato dall’infortunio: chissà quando scenderà in campo?).
        Anche in serie C noto che, nel resoconto settimanale, spesso i nostri giovani non vengono utilizzati. Se va bene, figurano come riserve.
        Troppo giro di denaro, in ballo!
        Le squadre minori sperano sempre che un loro giocatore “esploda”, per poi poterlo.vendere nel “calcio che conta”.
        Mettete in risalto i giocatori in prestito non è più la loro priorità.
        Poi ci sono le valutazioni sbagliate di tecnici non abbastanza preparati (Parigini, per fortuna. Verdi, purtroppo!).

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