Parretti, Ag. Fifa: ‘Parigini resta a Torino per maturare’

Parretti, Ag. Fifa: ‘Parigini resta a Torino per maturare’

Appena compiuti 17 anni, pronto ad una gara della Nazionale di categoria che lo vedrà probabilmente titolare: per parlare di Vittorio Parigini abbiamo contattato il suo procuratore, Giorgio…
  @diegofornero
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Appena compiuti 17 anni, pronto ad una gara della Nazionale di categoria che lo vedrà probabilmente titolare: per parlare di Vittorio Parigini abbiamo contattato il suo procuratore, Giorgio Parretti, che ci ha parlato del talento granata ma non solo.

Buongiorno Parretti, lei che lo segue come giudica il campionato fin qui disputato da Vittorio Parigini in granata? Ha confermato le grandi aspettative che lo circondavano?

Buongiorno a voi, direi proprio di si: Vittorio ha disputato un ottimo campionato, pur essendo il più giovane dell’intera squadra, confermando quanto di buono aveva già lasciato intravedere e dimostrando le proprie qualità. Quando è stato chiamato in causa, ha sempre fatto bene: merito non soltanto suo ma di un grande gruppo, oltre che di un grande allenatore, quale è Moreno Longo, che con Vittorio ha un rapporto speciale e che sa come farlo rendere al meglio. Io dico sempre che anche il più talentuoso dei ragazzi non potrebbe giocare da solo, anche chi, come Vittorio, ha delle qualità speciali, deve essere messo dai compagni nelle condizioni di poter fare bene, sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia dal punto di vista mentale. Neppure Gigi Lentini, per fare un esempio caro al Torino, che io conosco bene, avrebbe potuto giocare da solo: in Vittorio rivedo come punto di forza quel cambio di passo, quella velocità che caratterizza un po’ anche Alessio Cerci, per fare un esempio ancora più vicino. Eppure, il Cerci che abbiamo visto a Firenze non era quello che vediamo a Torino: ecco perché per Vittorio è importante il gruppo nel quale è adesso, perché gli da la serenità e la gioia di giocare, per continuare a crescere e diventare un calciatore, cosa che al momento non è ancora del tutto, avendo ancora tutto davanti.

Dando questo risalto al valore del gruppo e dell’ambiente granata, cosa ci può confermare delle voci insistenti che vorrebbero alcuni club esteri, Manchester City in primis, molto forti sul ragazzo?

Gli apprezzamenti ci sono stati, e sicuramente ci fanno onore, non potendo che inorgoglirci, ma credo che la cosa migliore per Vittorio sia restare a Torino, per maturare e per crescere. Certo, nel calcio tutto può succedere, ma il Torino con lui ha dimostrato lungimiranza, offrendogli un contratto già da giovanissimo, così come accaduto per gli altri due miei assistiti Emanuele Gatto e Willyan Barbosa, dimostrando una vera e propria inversione di tendenza rispetto a quanto, purtroppo, accadeva tempo fa. Credere nei giovani, nel calcio di oggi, è anche questo, e non si può prescindere da contratti che tutelino e valorizzino i ragazzi migliori del settore giovanile, prima di quanto accadesse un tempo. Per ora è bene che Vittorio resti in Italia e continui a crescere ed imparare, poi studieremo la soluzione migliore per tutti.

A proposito dei suoi assistiti, può parlarci anche di loro e di come giudica la loro stagione?

Che Emanuele Gatto sia un grande talento non lo dico io ma lo affermano i fatti: è rarissimo vedere un ragazzo del ’94 con una simile maturità, forse la sua dote più importante al di là del grandissimo valore tecnico e tattico. Le sue doti di regia hanno, secondo me, contribuito non poco ai successi della Primavera granata. Per quanto riguarda Barbosa, anche lui sta bene, vedo che Ventura sta iniziando a dargli spazio anche in prima squadra ed il ragazzo è sereno e pronto a dimostrare il suo valore.

Le prospettive per la prossima stagione?

Per Emanuele, credo ci siano tutti i presupposti per restare in granata, anche se ovviamente ne discuteremo a fine stagione con il Torino. Il ragazzo è a casa sua, è cresciuto nel Torino, è felice qui e sono sicuro che troveremo la soluzione migliore per lui. Per quanto riguarda Barbosa il discorso è simile: a fine stagione incontreremo la dirigenza granata e ne discuteremo serenamente.

E Claudio Sparacello?

La dirigenza del Toro lo sta valutando per decidere se confermarlo o meno a giugno: Claudio si trova bene, ci ha messo magari un po’ ad ambientarsi perché arrivava dall’Ancona e per un ragazzo del ’95 non è una situazione semplice. Ora sta acquisendo fiducia, la gamba ce l’ha e i piedi non potrà che affinarli giocando in un grande gruppo come quello del Toro, fra l’altro Longo l’ha schierato titolare nelle ultime due uscite quindi non possiamo che ritenerci soddisfatti.

Come giudica nel complesso il cammino della Primavera granata?

La Primavera del Toro sta facendo non bene, bensì benissimo, superando ampiamente compagini che sulla carta avrebbero dovuto essere molto più attrezzate. Il merito è del gruppo, di un Moreno Longo che, a mio parere, ha davvero dei grandi numeri, e dell’intera dirigenza: il lavoro che hanno fatto Comi e Benedetti negli anni, ed ora anche Bava, se rapportato agli investimenti è semplicemente eccezionale. Conoscendo le cifre che spendono altre società di Serie A per i propri settori giovanili, il Toro riesce a tenere loro testa più che degnamente, ed anzi superarle, anche solo con il valore degli uomini che vi lavorano, comprese figure che spesso sono sottovalutate. Chi ha visto il Toro dei primi anni ’90, il cui vivaio era semplicemente il migliore in assoluto, non può che vedere positivamente questo fenomeno.

Diego Fornero

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