Primavera, lo spettacolo é in campo ma… sugli spalti?

Primavera, lo spettacolo é in campo ma… sugli spalti?

Claudio Bietolini, fischietto designato per la gara Torino – Genoa, valida per il Campionato Primavera dello scorso sabato 16 marzo, non ha diretto la gara nel…

  @diegofornero
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Claudio Bietolini, fischietto designato per la gara Torino – Genoa, valida per il Campionato Primavera dello scorso sabato 16 marzo, non ha diretto la gara nel migliore dei modi. Questo é un dato di fatto, corroborato dalle dichiarazioni congiunte dei due tecnici, con lo stesso allenatore del Genoa, Luca Chiappino, a definire bizzarre alcune decisioni.


ARBITRAGGIO ‘BIZZARRO’ – Se il rigore decretato nel primo tempo ai danni del Torino era abbastanza incontestabile, assai meno lo é stata la ribattuta concessa dopo l’iniziale errore di Said, che si era fatto neutralizzare la conclusione da un ottimo Alfred Gomis. Molti dubbi possono sorgere anche circa ulteriori decisioni, con i rossoblu che terminano la partita addirittura in 9, e con una gestione un po’ approssimativa, anche dal punto di vista emotivo, di alcune situazioni delicate della gara. Capita raramente, ad esempio, di vedere un Direttore di gara letteralmente scimmiottare le lamentele dei giocatori, facendo loro il verso, forse poco consapevole del fatto di trovarsi in una categoria giovanile.

L’operato di un Direttore di gara, peró, non si limita ai 90 minuti, e l’incarico che gli é assegnato comporta il referto anche di quanto avvenga nelle fasi preliminari ed immediatamente successive alla gara, mansione alla quale il fischietto di Firenze si é dedicato con un certo ‘solerte zelo’ ma, relativamente alla quale, é davvero difficile, sostenere, per chi ha osservato quanto accaduto, che lo stesso abbia agito in mala fede.

 

RISPOSTA POCO EDIFICANTE – Per chi, come il sottoscritto, ha lasciato la via del campo insieme all’arbitro ed ai dirigenti accompagnatori, non é stato certo uno spettacolo edificante assistere alla raffica di sputi e grida, con annesso lancio di monetine, che una certa parte del pubblico ha riservato al Direttore di gara nel proprio avvicinamento agli spogliatoi. Non si puó nascondere che, soprattutto per chi ama il calcio giovanile e lo considera una sorta di palestra di vita, il cui lato formativo dovrebbe andare ben oltre il mero dato del risultato acquisito in campo, assistere a simili scimmiottature del peggior tifo curvaiolo non possa considerarsi un fattore positivo.

Per quanto abbiamo osservato, la Societá granata non ha, ovviamente, colpe, anzi… I dirigenti del Torino si sono immediatamente attivati per proteggere nel migliore dei modi la terna arbitrale e per sedare gli animi dei pochi (stiamo parlando di tre o quattro persone, non di piú) surriscaldati di scena al Don Mosso di Venaria, ma la giustizia sportiva, che agisce sulla base del criterio della responsabilitá oggettiva della Societá ospitante, difficilmente avrebbe potuto esimersi dall’intervenire.

 

TENERE ALTO IL NOME DEL TORO – Sinceramente, anche il peggiore degli arbitri (e Bietolini, ‘forte’ di una performance imbarazzante, si avvicina molto a questa definizione) meriterebbe ben altra accoglienza da parte della tifoseria di una delle squadre piú gloriose d’Italia, che, soprattutto a livello giovanile, ha sempre rappresentato un esempio per tutti. Alcune situazioni cosí esasperate, oltretutto, non fanno neppure il bene dei ragazzi: bisognerebbe pensarci prima di lasciarsi andare in questa maniera. A conti fatti, crediamo che nessuno possa lamentarsi del fatto che il Direttore abbia refertato quanto é proprio dovere refertare, evidenziando un atteggiamento piuttosto provinciale ed autoassolutorio. 

Meglio rimboccarsi tutti le maniche, noi osservatori e voi tifosi, impegnandoci per far si che episodi simili non accadano piú: giá lo scorso 10 marzo un arbitro dimostratosi non irresistibile in campo era stato ‘salutato’ con grida e sputi, ed é superfluo ripetere che episodi simili non tengono alto il nome del Torino. Almeno per i nostri ‘Ragazzi del Filadelfia’ il nostro invito é molto semplice: applaudire, qualunque cosa accada, e pensare al futuro. Lo sport, ancor piú quello giovanile, é questo e nulla piú, ed affermarlo é una responsabilitá che pesa sulle spalle della Societá cosí come su quelle dei tifosi, senza attenuanti né lamentele pretestuose. 

Sperando di assistere, dalla prossima occasione, soltanto ad una bella e meritevole pagina di calcio, questo é il nostro invito, che speriamo tutti possano cogliere e condividere.

Diego Fornero

 
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