Simone Edera: il talento made in Torino che Longo vuole plasmare

Simone Edera: il talento made in Torino che Longo vuole plasmare

Focus on / Il classe ’97 ha già saputo infiammare la Maratona: il Toro lo ha blindato per tempo fino al 2018

Il 9 gennaio 1997 nasce a Torino Simone Edera, un ragazzo che ha il Toro nel destino. Esterno  d’attacco mancino, veloce ma forte fisicamente, Simone cresce nei Pulcini granata, e comincia a far vedere la sua classe sin da piccolissimo: durante un “Memorial Gusella” il tecnico dei pari-età della Stella Rossa si dirà impressionato dal piccolo attaccante, che ha tutte le carte in regola per continuare a stupire e ad emozionare con quella maglia addosso. E così è: Esordienti, Giovanissimi, Allievi ed infine Primavera, Edera fa tutta la trafila, e con la truppa di Longo diventa campione d’Italia lo scorso anno, segnando tra l’altro il rigore decisivo nella finale scudetto contro la Lazio.

Legato al Torino fino al 2018, che lo ha blindato a marzo 2015 (qui i dettagli) facendogli firmare un contratto da professionista, l’esterno mancino granata ha vissuto la sua apoteosi nella gara di Youth League contro il Senica quando davanti alla Maratona – dopo aver già segnato il primo gol – ha ribadito in porta il 2-1 finale, nei minuti di recupero. Un gol “tremendista”, da Toro, che lo ha di fatto collocato nel cuore dei tifosi granata, i quali già non vedono l’ora di ammirarlo in prima squadra.

Edera Lazio-Torino finale scudetto primavera
Simone Edera si prepara a battere il rigore decisivo contro la Lazio

“La sua crescita dipende solo da lui: ha tutto davanti”, dirà il tecnico Moreno Longo sul classe ’97 in conferenza stampa. Effettivamente, il tempo è dalla sua parte: appena 18enne, il ragazzo è tra i giovani più promettenti dell’intero panorama calcistico del nostro paese, ed è convocato in pianta stabile – insieme al compagno di squadra Zaccagno – dal CT Evani in Nazionale Under 19, dove può diventare un punto fermo.

Non si può negare, in effetti, che tra i ragazzi di Moreno Longo, Simone Edera sia forse l’unico ad avere i colpi del singolo che fanno la differenza. Un talento non comune che merita un’attenzione particolare. Longo è solito usare con lui “il bastone e la carota”: personalità da leader e grande carisma per l’esuberante esterno, anzi, fin troppa personalità, che talvolta induce Longo a centellinare le sue apparizioni da titolare per fargli capire che tutti sono importanti in una squadra vincente, ma che nessuno può considerasi indispensabile.

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Moreno Longo, dal 2012 sulla panchina del Torino Primavera

Simone Edera sta iniziando a recepire il messaggio del suo tecnico ed è sempre più il protagonista di questo Torino Primavera: più umile, sempre a disposizione di squadra e compagni, l’esterno classe ’97 sta comprendendo quanto sia importante mettere il “noi” davanti all’ “io”. E se la squadra si chiama Torino, e sul petto c’è uno scudetto da difendere, uno come Edera può e deve dare il massimo che ha: il talento è dalla sua parte, Longo e compagni anche. I tifosi? Chiedere alla Maratona per maggiori informazioni, anche se la reazione della “Numero 12” al secondo gol contro il Senica non sembra lasciar spazio a fraintendimenti di genere.

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