Toro campione d’Italia, Longo: ”Traguardo storico. Mancava da 23 anni”

Toro campione d’Italia, Longo: ”Traguardo storico. Mancava da 23 anni”

Post partita / Dopo la vittoria contro la Lazio, il tecnico granata: ”Grande soddisfazione per tutto il club. Da domani penserò al mio futuro. Se si presentasse la giusta occasione la coglierò al volo come ho sempre detto”

Dopo la vittoria contro la Lazio e la conquista del nono scudetto Primavera, Moreno Longo si gode la festa e finalmente puà esultare: ”Un traguardo storico, anzi di più. É il nono scudetto, un successo che mancava da 23 anni. Lo scorso anno lo abbiamo sfiorato, quindi la gioia è doppia. Siamo scensi in campo con il giusto piglio e ce la siamo andata a prendere questa vittoria. La gioia nostra è la gioia di tutti i tifosi e di tutto il club. Siamo fieri di quello che abbiamo fatto”

“Oggi si corona un decennio, quello post-fallimento. Non è stato facile ricostruire da zero un Settore Giovanile, merito di Cairo e Comi che lo hanno ricostruito e di Bava che lo ha reso vincente. Il mio percorso invece è iniziato dal basso, dai dilettanti, meritando di anno in anno sul campo di scalare un gradino dopo l’altro. La nostra politica premia la società, che punta molto sul territorio, rispetto ad altre società. E’ un mix di fattori che oggi ci ha portati a vincere lo Scudetto, il nono, per una società che non ha eguali in Italia”

“La storia del Toro insegna che qualsiasi cosa si fa, la sia soffrendo, mettendo in campo prima di tutti valori umani. Credo che questa vittoria valga tantissimo. Nel calcio giovanile ci sono annata più o meno favorevoli, noi oggi siamo campioni forse nell’annata meno favorevoli. Nessuno avrebbe puntato su di noi: abbiamo dimostrato che lo sport ti dà sempre una seconda possibilità”.

“Io accetto il destino. Dentro di me c’era uno stato d’animo diverso rispetto a quello dello scorso anno. Ripartire da zero dopo una finale persa ai rigori non è facile. Ci ha premiati la tenacia di una squadra e di una società intera”.

“Per quanto riguarda la dinamica tattica, il nostro era un 4-2-3-1 asimmetrico, con i giocatori che cambiavano posizione nelle due fasi di gioco. IL nostro obiettivo era togliere spazio al loro faro, Pace. Credo che oggi si sia visto una squadra che, almeno per un’ora, ha giocato un gran calcio. Merito dello staff che ha preparato la partita e dei ragazzi che hanno applicato tutto alla perfezione”
“Credo che i ragazzi si renderanno conto di quello che hanno fatto tra qualche anno, quando passando dalla nostra sede vedranno le loro foto. I nostri ragazzi non sono dei privilegiati, al Torino occorre fare molti sacrifici per mettersi in luce e molti ragazzi non ce la fanno. Questa vittoria dà modo a molti di loro di mettersi più in luce e questo mi dà soddisfazione”

“Morra non ha calciato il rigore, un po’ per la cabala. Se avete notato, al momento dei rigori io e lui siamo usciti dal campo, si vede che portavamo noi sfortuna… Lui è stato onesto, non se la sentiva di calciare e l’ha detto. Oggi hanno calciato i rigori ragazzi che sicuramente non si sarebbero mai aspettati di trovarsi in quella situazione”

“La Lazio è una grandissima squadra, costruita per vincere, con gente che ha vinto lo Scudetto tre anni fa. Hanno vinto la Supercoppa e la Coppa Italia, sono una corazzata e forse hanno subito il peso di essere i favoriti, per conquistare questo triplete in cui speravano molto.”

“La Youth League? Non ci avevo ancora pensato… Sarà un valore aggiunto per questa società e per questi ragazzi, perchè li abituerà a giocare partite di un certo livello, per poi presentarsi con una maggiore esperienza in campionato”.

“I miei progetti? L’anno scorso ho firmato un triennale col presidente e con Massimo Bava. Ci siamo sempre detti che era una gratificazione per il lavoro fatto e per la fiducia dimostrata. Io però ho sempre detto che, qualora ci fosse la possibilità giusta, Moreno Longo farà il salto nel calcio dei grandi. Qualora non si presentasse rimarrei qui. Se la medaglia è un punto di arrivo e di saluti? Credo che valga come simbolo, per entrare nella bacheca del Torino. Chi mi conosce, e lo dico ad un’ora dalla finale Scudetto vinta, sa che da domattina penserò al futuro. So come funziona il calcio, la capacità di puntare sempre più in alto fa la differenza”

“La dedica? Ai miei genitori, a mia moglie e alle mie bambine, che mi vedono e mi conoscono nella quotidianità e sanno quanta passione metto nel fare le cose”

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