Toro: L’importanza di chiamarsi Parigini

Toro: L’importanza di chiamarsi Parigini

Qualcuno sui nostri social network gridava al complottismo: ‘Ecco, tolgono al Torino il suo più grande talento per un’amichevole della Nazionale!’. Questo è uno degli inconvenienti, peraltro, quando si gioca con ragazzi di due anni più grandi, e la Federcalcio immagina (giustamente) che un ragazzo di 16 anni sia ancora aggregato agli Allievi Nazionali e…

Qualcuno sui nostri social network gridava al complottismo: ‘Ecco, tolgono al Torino il suo più grande talento per un’amichevole della Nazionale!’. Questo è uno degli inconvenienti, peraltro, quando si gioca con ragazzi di due anni più grandi, e la Federcalcio immagina (giustamente) che un ragazzo di 16 anni sia ancora aggregato agli Allievi Nazionali e non alla Primavera. Alla fine, la sfortuna è andata ancora oltre, procurandogli una lesione al collaterale che lo costringerà ad una settimana di stop, e facendogli saltare sia la fase finale del Torneo di Viareggio che la Nazionale Under 17.

 

DA PANCALIERI A VIAREGGIO – Il talento di Vittorio non passava inosservato neppure a 9 anni, quando, nel 2005, Silvano Benedetti lo pescò ad un provino a Pancalieri, dove Parigini giocava nei pulcini. Da lì, quasi 8 anni in granata, attraversando tutte le formazioni e bruciando le tappe, giocando sempre, o quasi, con ragazzi più grandi. Nel 2010/2011 è nei Giovanissimi di Roberto Fogli, nel 2011/2012 negli Allievi Nazionali di Moreno Longo, che se lo porta dritto nella Primavera odierna. Il ragazzo, ovunque vada, mette in mostra i suoi colpi ed impressiona per la velocità e la capacità di puntare l’uomo, unita ad una grande caparbietà lungo tutto l’arco della partita, rivelandosi spesso decisivo proprio quando gli altri si stancano e iniziano a perdere colpi.

 

QUALITA’ ASSOLUTA – Tanto talento non passa inosservato, sia da parte degli 007 federali, sia da parte delle altre Società. Non a caso, Vittorio è una colonna delle varie nazionali Under di categoria, ora stabilmente aggregato all’Under 17 di Zoratto, con il coordinatore Arrigo Sacchi che si è speso personalmente per volerlo all’opera nei vari impegni di preparazione all’Europeo di categoria, parametrati, ovviamente, sulla categoria Allievi Nazionali, nella quale milita la stragrande maggioranza dei ragazzi del ’96. Anche per questo motivo, non gli è stata ‘risparmiata’ alcuna convocazione, neppure quando gli impegni del Torino avrebbero tratto solo vantaggio dalla sua presenza (vedasi la semifinale di andata di Tim Cup contro la Juventus o la fase finale della Viareggio Cup dei prossimi giorni).

 

SIRENE AGGUERRITE – Se  Milan e Fiorentina provano subito a corteggiarlo, ma la corte più serrata (e mai sopita) è quella del Manchester City, i cui osservatori sono stati all’opera anche in questi giorni a Viareggio. Tecnicamente, il ragazzo, assistito da Giorgio Parretti, non potrebbe muoversi fino al diciottesimo anno di età, ma i rischi ci sono, e non vanno sottovalutati. La Società deve essere consapevole di avere tra le mani un ragazzo dal futuro assicurato, e deve fare il massimo per valorizzarlo, non facendogli correre rischi inutili (potrebbe rivelarsi senza dubbio rischiosa la pratica del ‘doppio impiego’ tra Allievi e Primavera, che ha portato Vittorio a giocare, talvolta, due partite in due giorni) e, magari, evitando di fomentare la concorrenza interna. Nel mercato invernale, il Torino ha rimpolpato la propria rosa di attaccanti, e sarebbe veramente beffardo se a farne le spese fossero due fra i ragazzi di maggior talento, ossia Vittorio Parigini e Willyan Barbosa: se nella fase finale del Viareggio, come crediamo, verranno aggregati alla squadra Dolly Menga e Abou Diop, le possibilità di vederli in campo si sarebbero ulteriormente ridotte, e, a questo punto, ben venga per Vittorio la Nazionale, giusto premio ed esperienza importante per la sua carriera, sfuggito solo per questo sfortunato infortunio. Il Torino, però, non perda di vista il valore del ragazzo, e non se lo faccia scappare: davanti ha almeno due stagioni da protagonista assoluto in Primavera, poi si vedrà. Ma sognarlo in granata a lungo, è lecito ed auspicabile.

 

Diego Fornero

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