Viareggio Cup: Toro avanti tra conferme e soprese

Viareggio Cup: Toro avanti tra conferme e soprese

C’è da essere soddisfatti per Moreno Longo, che in questa fase a gironi della Viareggio Cup 2013 ha messo in campo una squadra determinata e compatta, in grado di esprimere del buon calcio e di valorizzare le proprie individualità, oltre che, ancor di più, il valore del gruppo.

GRANDE GRUPPO – Lo raccontava ai nostri microfoni ieri uno dei simboli di questa formazione,…

C’è da essere soddisfatti per Moreno Longo, che in questa fase a gironi della Viareggio Cup 2013 ha messo in campo una squadra determinata e compatta, in grado di esprimere del buon calcio e di valorizzare le proprie individualità, oltre che, ancor di più, il valore del gruppo.

GRANDE GRUPPO – Lo raccontava ai nostri microfoni ieri uno dei simboli di questa formazione, quel Marco Firriolo (centrocampista dai piedi buoni che ha avuto una sola ‘sfortuna’, quella di avere davanti un ragazzo dalla visione di gioco ancora più superlativa, Emanuele Gatto): ‘Siamo un grande gruppo, e ne andiamo orgogliosi’. In effetti, al di là della pochezza tecnica degi avversari, della quale sarebbe forse ipocrita tacere, i ragazzi di Longo, a noi che li abbiamo seguiti in queste prime partite, hanno trasmesso una sensazione speciale, quella di essere scesi in campo divertendosi, senza l’ansia del risultato e con il fondamentale obiettivo del concedere a tutti, nessuno escluso, la possibilità di mettersi in mostra e dare il proprio meglio al servizio della squadra.
A parte i portieri di riserva, l’ancora acciaccato Cinaglia, che potrebbe tornare utile per eventuali semifinale e finale del Torneo, e l’infortunato Cargnino (che ha già abbandonato il ritiro ed è tornato a curarsi a Torino), Longo ha usato tutti gli uomini a propria disposizione, scegliendo anche, in occasione della partita di ieri, di schierare titolari due delle cosiddette ‘riserve’: Firriolo, appunto, nel Toro fin dai pulcini, che ha avuto la gioia di giocarsi una gara così importante con la fascia di Capitano al braccio, e Calorio, mutando due terzi del centrocampo ormai abituale ma senza far rimpiangere i titolari.

LE CONFERME – Da queste tre gare, sono giunte alcune conferme, ma anche qualche sorpresa: le conferme sono, come se ce ne fosse bisogno, l’immenso talento di Willyan Barbosa, quel ragazzino brasiliano scoperto proprio a Viareggio nel 2010 e che tutti gli operatori del settore presenti in questi giorni ad osservare le gare del Torino ricordano come un vero e proprio colpo, stupendosi, ad essere sinceri, del fatto che lo stesso non abbia ancora stabilmente calcato i palcoscenici della prima squadra (affermazione riferita niente di meno che da un osservatore inviato dal Barcellona apposta per visionarne i progressi, in occasione della prima gara contro l’Honefoss).
La seconda conferma è la già menzionata intelligenza tattica di Emanuele Gatto, altro osservato speciale degli operatori del settore (su di lui, in questi giorni, gli occhi indiscreti di emissari del Pescara), con considerazioni simili circa un posto ‘tra i grandi’ ancora non occupato.

La terza è la facilità, propria di questo duttile 4-3-3 di Mister Longo, nel creare occasioni da goal succulente per gli attaccanti, ad essere sinceri un po’ sottoutilizzata in virtù di qualche imprecisione di troppo del ‘puntero’ di turno, in questi giorni sopratutto di Kabasele, che è ancora lontano dalla migliore condizione, ma ha comunque dimostrato di possedere un notevole fiuto per il goal.
Una bella sorpresa, invece, e non ce ne voglia il ragazzo se la definiamo ‘sorpresa’, non volendo per questo motivo sminuirne il valore, è il rendimento di Gomis tra i pali: costante e sicuro, e determinante molto di più di quanto i risultati ‘tennistici’ possano suggerire: se il Torino non ha subito reti, il merito non è soltanto di avversari non propriamente irresistibili, ma anche di un portiere che si è dimostrato sempre pronto, esibendosi in interventi di valore.

MENGA E DIOP DI NUOVO AL TORNEO, MA… – Se, come abbiamo modo di ritenere assai probabile, domenica sera Dolly Menga e Abou Diop raggiungeranno nuovamente il ritiro di Lido di Camaiore, colmando anche il vuoto lasciato dal velocissimo Vittorio Parigini, (meritatamente convocato in Nazionale Under 17, voluto non solo dal CT Zoratto ma altresì, esplicitamente, dal coordinatore delle Nazionali giovanili, Arrigo Sacchi), questo Toro avrà sicuramente qualche freccia in più al proprio arco, ma non potrà prescindere dal contributo apportato dai ragazzi che, come ci ha giustamente riferito Moreno Longo, lavorano insieme a questo progetto comune fin dallo scorso 16 di luglio. La generosità di un ragazzo come Coccolo, che fa un lavoro enorme di raccordo tra il centrocampo e l’attacco granata; la determinazione e la spinta dei terzini, Affinito e Barreca da una parte, Astone e Quitadamo dall’altra; l’umiltà di un difensore come Ignico, altro prodotto al 100% del vivaio granata, che ha sostituito più che egregiamente quel Cinaglia di cui tutti ormai avevamo sentito parlare: tutti questi sono fattori da non sottovalutare, nemmeno quando si avrà la consapevolezza di aver innalzato il livello più propriamente ‘tecnico’ con l’innesto di ragazzi di talento come Menga & Diop.

Del resto, siamo sicuri che Mister Longo sappia bene come motivare i propri ragazzi, e come gestire al meglio questo gruppo: finora ci è sempre riuscito più che egregiamente, ed ora che il gioco si fa duro… continuerà a giocare sapendo bene il da farsi. In bocca al lupo, ragazzi, e complimenti per questa qualificazione. Appuntamento a martedi per gli ottavi di finale, contro una delle migliori seconde del gruppo B, sulle quali avremmo soltanto oggi pomeriggio qualche notizia in più.

Diego Fornero

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