Week-end dolce e amaro

Week-end dolce e amaro

di Ivana Crocifisso

L’amarezza nel commentare un risultato che alla vigilia sembrava improbabile. L’abbandono della competizione ai sedicesimi da parte dei Giovanissimi, con il Monza, ha lasciato di sasso addetti ai lavori e non, ma prima di tutto lo stesso tecnico del gruppo, Roberto Fogli. Che ieri, ai nostri taccuini, proprio non riusciva a spiegarsi più che l’eliminazione l’atteggiamento timoroso della squadra….

di Ivana Crocifisso

L’amarezza nel commentare un risultato che alla vigilia sembrava improbabile. L’abbandono della competizione ai sedicesimi da parte dei Giovanissimi, con il Monza, ha lasciato di sasso addetti ai lavori e non, ma prima di tutto lo stesso tecnico del gruppo, Roberto Fogli. Che ieri, ai nostri taccuini, proprio non riusciva a spiegarsi più che l’eliminazione l’atteggiamento timoroso della squadra. Dopo quasi 24 ore è possibile analizzare in maniera diversa la gara di ieri, pareggiata 2-2 dopo l’1-1 dell’andata. Fogli dice di aver visto troppa ‘tensione’. E forse ci può stare a 14-15 anni, alla prima vera fase finale a livello nazionale della propria vita, che l’emozione possa tradire. Da qui l’impossibilità di imporre il proprio gioco e un gara comunque condotta per due volte e per due volte capovolta dagli avversari. Più lucidi o più forti, i brianzoli, questo non lo si sa, ma certamente meno timorosi e consapevoli di essere in casa del Toro e di non avere nulla da perdere.

Ma che non venga in mente adesso di pensare a questo come un fallimento del Settore giovanile, accomunando questa alla sconfitta della Primavera. Niente di più sbagliato. Due casi completamente diversi, poiché forse a distanza di otto giorni ci si ricorda solo della sconfitta a Milano. Ma è il caso di ricordare che il Toro ha annichilito i nerazzurri e che i rigori, a detta di tutti e quindi vale anche per questo caso, sono una lotteria.

La mattinata si era aperta in modo completamente diverso. Lo 0-0 degli Allievi di Moreno Longo ha consegnato ai granata la qualificazione agli ottavi di finale. Lo spauracchio Pro Patria torna così a Busto Arsizio a mani vuote, nonostante il tentativo di colpaccio di ieri al Robaldo. Nonostante le assenze e le defezioni (Affinito operato, Gyasi non al meglio e nemmeno convocato, Fumana con qualche problemino e quindi non in campo dall’inizio) i granata sono riusciti a portare a casa un pari prezioso, il minimo indispensabile per passare il turno. Questo non vuol dire che la squadra abbia giocato per il pari: il Toro è stato bravo ad aspettare gli avversari e ripartire, a non concedere campo (come capitato all’andata) rischiando così meno di otto giorni fa, non facendosi sorprendere dalle veloci ripartenze dei lombardi. Adesso il Parma: cambieranno forse gli stimoli, ma saranno due gare fondamentali. Obiettivo quello di ritornare, dopo un anno di assenza, a giocare la final-eight.

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