‘Conterà più la psicologia della tattica’

‘Conterà più la psicologia della tattica’

Quando il Toro era sotto per 2-0 all’Olimpico in Coppa Italia con la Lazio, prese palla fra centrocampo e difesa, si sganciò triangolando con Casagrande e segnò il gol della riscossa che svegliò la squadra, facendo da spartiacque in una partita che segnò la stagione dell’ultima Coppa Italia. Luca Fusi, oltre che il capitano, è stato anche uno degli ospiti alla festa del fans club…

Quando il Toro era sotto per 2-0 all’Olimpico in Coppa Italia con la Lazio, prese palla fra centrocampo e difesa, si sganciò triangolando con Casagrande e segnò il gol della riscossa che svegliò la squadra, facendo da spartiacque in una partita che segnò la stagione dell’ultima Coppa Italia. Luca Fusi, oltre che il capitano, è stato anche uno degli ospiti alla festa del fans club di Zaccheroni a metà gennaio e ha mantenuto fuori dal campo la stessa lucidità nell’analisi della situazione che aveva quando giocava.

Fusi, come si spiega il cambio in panchina, sconfitte a parte ?

C’è stato sicuramente un periodo in cui dopo una falsa partenza i buoni risultati hanno fatto pensare a qualcosa in più di una salvezza, cambiando i programmi del mister. Penso che Cairo abbia valutato bene pro e contro di questa decisione. Logico che forse prima di una partita così importante ha cercato di dare la scossa perché se viene a mancare la qualità di essere giocatore da Toro tutto diventa più difficile.

Marco Peroni oggi ha scritto che ‘Il meglio lo diamo a un passo dal burrone’…

E’ vero fino a un certo punto. Ci sono stati dei momenti in cui si è stati da Toro anche senza essere vicini al precipizio. Bisogna trovare continuità di risultati senza bisogno di sentire il fiato del fondo classifica sul collo. Forse il bel filotto ha spinto inconsciamente qualche giocatore, a mollare un po’.

Con il Cagliari cosa sarà importante fare ?

Più che la tattica conterà la psicologia, bisognerà vedere chi ha più coraggio all’inizio e rischierà di più. Bisognerà vedere se c’è una squadra che ha voglia di fare la partita. Spero sia il Toro perché se parte bene è anche più facile cambiare atteggiamento in corso d’opera. Credo che con il cambio di allenatore questo sarà più facile.

Forse perché Zaccheroni è sempre stato troppo signore, per un ambiente così passionale.

De Biasi ha la fortuna di essere già stato nell’ambiente e sa che deve caricare a palla i giocatori. Il Toro raggiungerà la salvezza ma deve smettere di pensare in grande in questo momento. Deve riscoprire le cose semplici, devono fare gli operai e trovare i tre punti che fanno classifica e pensare a salvarsi. Se partiranno a razzo senza studiare troppo le cose potrebbero andare per il meglio.

L’ex-mister diceva che questa squadra era diesel, non poteva permettersi partenze lanciate.

Il ritmo lo conosce l’allenatore, però conta l’atteggiamento di fondo, che poi si vada ai 100 all’ora o ai 50, l’importante è far capire ai tifosi che c’è il giusto atteggiamento. Toccherà ai giocatori trascinare la piazza. In questo periodo il Toro proprio non ha giocato.

Quest’anno Muzzi nella partita contro il Siena ha provato a dare la scossa come lei, scagliando una folgore nella porta avversaria che riaprì una partita, poi rivelatasi stregata. Come se lo spiega ?

Noi eravamo un gruppo più affiatato che veniva da più tempo passato insieme, è normale che qualcuno si prendesse delle responsabilità. Da quello che ho visto, in questo periodo sono mancati i giocatori che si assumessero le responsabilità prendendo il gruppo per mano.

Chi sarà secondo lei il giocatore decisivo oggi ?

Spero sia un gol di Ardito a decidere la partita perché è uno di quelli che incarna lo spirito del Toro. E’ uno di quelli onorati di indossare la maglia granata e si vede che ci credono.

Come giudica il “caso” Rosina ?

Già era dura, ma così mi sembra si siano fatti ancora più del male. Ogni allenatore fa delle scelte per il bene della squadra. E’ logico che prima di arrivare a queste situazioni entrambi dovevano farsi un esame di coscienza. In questi casi conta di più il dopo del prima. Ed è facile giudicare il dopo a risultato acquisito. Il problema è prendere delle decisioni sul momento, perché se la squadra avesse vinto Zaccheroni sarebbe stato un fenomeno, se avesse giocato Rosina pure. Ma sappiamo come sono andate le cose.

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