‘Il Toro non è l’Albinoleffe’

‘Il Toro non è l’Albinoleffe’

"Chiedo a Cairo di farsi da parte e lasciare il Torino allo stesso prezzo con cui lo ha acquisito grazie al sacrificio di tanti tra cui il sottoscritto ed i lodisti, che gli hanno consegnato una società gloriosa e senza spendere un solo euro con la sola speranza che ritornasse tale. Gli intenti speculativi di Cairo si sono oramai materializzati ed è ormai davanti agli occhi di tutti che questo presidente aveva…

"Chiedo a Cairo di farsi da parte e lasciare il Torino allo stesso prezzo con cui lo ha acquisito grazie al sacrificio di tanti tra cui il sottoscritto ed i lodisti, che gli hanno consegnato una società gloriosa e senza spendere un solo euro con la sola speranza che ritornasse tale. Gli intenti speculativi di Cairo si sono oramai materializzati ed è ormai davanti agli occhi di tutti che questo presidente aveva tutte altre mireche quelle di dedicarsi alla squadrae alla sua rinascita. L’allontanamento dell’allenatore De Biasi e del direttore sportivo Salvatori, colpevoli solo di aver rilevato lo scarso impegno del presidente di fronte ad una serie A conquistata anche con un pizzico di fortuna, la dice lunga sui criteri di gestione di Cairo che sembra ubbidire alla logica "prendi 3 e paghi 2".
E’ un estratto di un’intervista resa la settimana scorsa dall’on. Roberto Salerno (Alleanza Nazionale) a un quotidiano torinese. Parole pesanti, in una fase di transizione delicata per la società granata.
On. Salerno, conferma le dichiarazioni rilasciate giorni fa ?

Confermo tutto.

Perché ha scelto proprio questo momento per “sparare” su Cairo ?

E’ questo il momento giusto per farlo perché Cairo deve passare dalle parole ai fatti. Basta con le chiacchiere servono fatti.

Dati alla mano, il presidente non ha lesinato gli sforzi in questi mesi…

E’ un presidente al quale non è mai interessata la rinascita del Torino. Mi risulta che la società non abbia ancora una sede.

Veramente ce l’ha eccome, in via dell’Arcivescovado…

Si, piccola ma con appena un paio di impiegati

Un direttore sportivo, un segretario generale, un addetto stampa, gli addetti alla biglietteria, quelli al settore giovanile, i responsabili della scuola calcio. Le sembrano pochi ?

Parlo di una struttura di società degna di tale nome che da spazio alla partecipazione tecnica di ex-giocatori, di un settore giovanile valido. Torino non è l’Albinoleffe. Non è stato costruito quel tessuto tecnico-societario degno di una società di serie A. Cairo non ha mai messo mano all’operazione di costruzione della società come fecero Pianelli, Rossi e lo stesso Gerbi. C’era un vivere diverso, basato su un motore umano. Dov’è dopo due anni di presidenza ? Le pare che sia stato fatto il massimo ?

Era dai tempi di Camolese (stagione 2001-02) che il Toro non si salvava…

Si ma come ? Inizia il campionato di serie A, c’entrato anche con un pizzico di fortuna e grazie a un grande gruppo con la mentalità giusta guidata da un vero uomo granata ed eroe del popolo: Gianni De Biasi. Con lui Salvatori, persona competente allontanata per far posto a Tosi. La stessa cosa capita con il mister a tre giorni dal via. L’impressione è che a inizio stagione, un anno fa, sia mancato il dialogo onesto fra un signor allenatore e il presidente.

Cosa chiede lei a Cairo ?

Non ho capito cosa vuole fare. Gli passo l’inesperienza, ma dai fatti non si capisce quale sia il suo progetto. Non basta fare qualche sceneggiata, per convincere i tifosi. Forse Cairo non ha ancora capito dov’è. Ci dica se vuole fare il presidente del Torino o dell’Albinoleffe. Lo dica chiaro, perché il Toro vero è un’altra cosa. Al momento attuale è un presidente che va bene per il Borgomanero.

L’acquisto di Barone e Abbruscato, quello di Stellone, Rosina e Lazetic, le comproprietà di Comotto e Abbiati, il prestito di Fiore e del talentino Bovo non sono proprio poca roba…

Mi pare un po’ poco onestamente. Vorrei ricordare che Cairo non è stato un presidente cercato con il lanternino. Ha fatto lui una proposta forte, accompagnandola da enfasi con messaggi rivolti alla piazza. La sensazione originaria era che fosse un presidente con il piglio dell’imprenditore e la passione del tifoso. Un mix più equilibrato di tanti altri presidenti tifosi milionari. Però è diventato presidente con il supporto di una vasta gamma di persone da Chiamparino, ai lodisti, che si sono fatti da parte per zero euro e ai tifosi. Io poi intervenni su Giovannone che operava per motivi che con la politica non c’entravano nulla.

Fonti autorevoli parlano di un acquisto tutt’altro che a zero euro della società da parte di Cairo, c’è chi dice addirittura un milione di euro a Giovannone… 

Ho portato io Cairo al tavolo della discussione con Giovannone. Io sono stato testimone oculare della firma dell’accordo fra i due, in cui Giovannone recuperò la somma investita cedendo il resto per zero euro. Una cosa mai vista nella storia del calcio con una squadra di serie B con il passato del Torino.

Quali sono stati gli errori di Cairo ?

Ha fatto di tutto per complicarsi la vita in serie A. Un anno fa non è scattato il valore aggiunto dell’imprenditore: non ci sono stati gli acquisti voluti dal mister che poi venne allontanato insieme a Salvatori con Tosi che aveva minacciato le dimissioni. Finora il presidente non ha meritato il nostro impegno.

Lei cosa vuole raggiungere con queste dichiarazioni ?

Se Cairo non se la sente di gestire, finanziare o sostenere la ricostruzione vera del Torino lo dica chiaro e tondo. Se invece è disposto a farlo scenda dal piedistallo del tuttologo e faccia il normale presidente di calcio e decida con l’allenatore le indicazioni della campagna acquisti. De Biasi è una persona seria, equilibrata e non chiederà la luna. Poi deve mettere mano alla costruzione della società non con dipendenti delle sue aziende, ma con esperti del settore e poi coinvolga la città, gli ex-giocatori.

Domanda irriverente, non sarà che per caso è “a libro paga” di De Biasi ?

Assolutamente no. Ho avuto, per qualche tempo della mia vita, l’opportunità di fare il giocatore di calcio professionista nell’Ivrea, nel Bolzano e nell’Alessandria. Quindi non sono proprio digiuno dell’ambiente. Non bisogna essere né tecnici né tifosi per capire che De Biasi ha fatto un miracolo costruendo un gruppo coeso, digerendo un allontanamento dopo la preparazione, tornando poi e raggiungendo una salvezza difficile.

E come la mettiamo con gli investimenti sbandierati dal presidente ?

Vorrei vedere il bilancio societario, perché con tutti i soldi entrati spendere 9 milioni di euro è il minimo. Probabilmente alcuni acquisti non sono stati voluti dallo staff tecnico ma solo dal presidente che aveva mal gradito alcune critiche.

Ventitré milioni di spesa in venti mesi le paiono pochi ?

Vorrei capire quali sono gli introiti reali fra diritti, sponsor e biglietteria.

Lei vede davvero, qualcuno sulla piazza in grado di subentrare, finanziariamente, a Cairo ?

Ah beh, se Cairo non si mette in carreggiata, se non la sente si faccia da parte. Su una pay tv, domenica, hanno parlato di un accordo imminente con una cordata russa.

Queste voci si rincorrono da mesi, lei ci crede ancora ?

A me onestamente non interessano. Però se si evidenzia la classica operazione speculativa ai danni del Torino, dove prendi a zero e rivendi a 20, io interverrò a livello politico, umano e sportivo.

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