‘La carica non mi è mai stata offerta’

‘La carica non mi è mai stata offerta’

Stefano Antonelli, 43 anni, romano, è agente di alcuni dei più promettenti giocatori del campionato che si è appena concluso. La gemma più preziosa del suo scrigno è Fabio Quagliarella, ma della sua scuderia fanno parte anche il neo campione d’Europa Massimo Oddo, il campione del mondo Fabio Grosso, il centrocampista ghanese dell’Udinese Sulley Muntari, David Di Michele del Palermo, il centrocampista della…

Stefano Antonelli, 43 anni, romano, è agente di alcuni dei più promettenti giocatori del campionato che si è appena concluso. La gemma più preziosa del suo scrigno è Fabio Quagliarella, ma della sua scuderia fanno parte anche il neo campione d’Europa Massimo Oddo, il campione del mondo Fabio Grosso, il centrocampista ghanese dell’Udinese Sulley Muntari, David Di Michele del Palermo, il centrocampista della Lazio Roberto Baronio, il difensore Maurizio Domizzi del Napoli dove segue anche Fabio Gatti, e il centravanti Christian Bucchi Per non parlare di Pinzi e Firmani.

Antonelli, lei è il procuratore degli astri nascenti della serie A, ed è anche l’uomo del giorno per tanti quotidiani che seguono il Torino…

Si l’ho letto e non capisco perché. Ho un buon rapporto con Cairo, ma anche con Pozzo, con Lotito, Marino, Marotta. Ero presente alla cena per il compleanno del presidente insieme ad altri 15 miei colleghi per cui non capisco onestamente tutto questo tam, tam.

Ho un buon rapporto con Cairo, ma anche con Pozzo, con Lotito, Marino, Marotta. Ero presente alla cena per il compleanno del presidente insieme ad altri 15 miei colleghi per cui non capisco onestamente tutto questo tam, tam.

Ma lei ha ricevuto una proposta dal presidente Cairo ?

Non mi sono mai posto il problema di diventare dirigente, perché non ho mai ricevuto alcuna offerta in tal senso. E’ il gioco delle parti in questo momento che vede i presidenti di tutta la serie A parlare e confrontarsi con gli agenti dei giocatori.

Alcuni di quelli che segue lei farebbero molto comodo al Toro…

Al momento è tutto molto mobile, in divenire, è una situazione che va analizzata bene. Spero che ci siano presupposti per fare qualcosa, ma per il momento non posso dire nulla.

Anche perché, a leggere i giornali i rapporti fra Cairo e De Biasi proprio tanto idilliaci non sembrano…

Non parlo di cose che non conosco. Le posso dire, però, che l’altra sera alla cena ho visto un dialogo sereno, spontaneo e positivo. Poi leggo anch’io i giornali e, in 11 anni che frequento l’ambiente, mi faccio un’idea.

In questo caso cosa pensa ?

Che ci sia una situazione di stand-by che però non va letta in chiave negativa, anzi. Nel silenzio, a volte, vengono fuori le risposte migliori. Credo che Cairo si sia meritato sul campo il diritto di poter operare con serenità e fiducia. In 21 mesi quello che ha fatto non è da tutti.

Che giudizio da della stagione granata ?

Hanno fatto un’impresa straordinaria, perché nell’ambito di una stagione difficile sono riusciti a uscire da una situazione che stava diventando veramente pesante e non si sono salvati all’ultima giornata. Lo hanno fatto facendo fronte comune insieme, squadra, staff tecnico e società in un modo che non è così facile da vedere, soprattutto viste le premesse che c’erano alle spalle. E non dimentichiamo che nella stessa situazione si sono trovate persone, come Spinelli, che vivono il calcio da vent’anni.

Come vede allora la situazione di incertezza che si è creata ?

Quando non si vince è dura, quando si vince si esulta, a volte in maniera anche strana. Per cui cercherei un perché positivo. Questi silenzi non necessariamente rappresentano la calma prima della tempesta.

Quindi secondo lei De Biasi resterà a Torino ?

Ripeto non parlo di cose che non conosco. Invito comunque ad avere fiducia nei confronti di chi sta facendo.

Previsione: si siederanno attorno a un tavolo forti di una profonda conoscenza reciproca, si studieranno, poi si fideranno molto delle sensazioni che avranno e sulla base di quelle prenderanno una decisione…

Ci può stare. Però ripeto: prenderanno una decisione insieme nell’interesse del bene di tutto il Toro che rimane, anche presso tutti gli altri giocatori e dirigenti, una delle piazze più ambite della serie A, immediatamente dopo le prime tre grandi.

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