”A Torino si può fare calcio!”

”A Torino si può fare calcio!”

di Valentino Della Casa

Ascoli-Torino è la gara di molti ex. Tra questi, c’è una figura che né con i primi, né con i secondi, ha rivestito i panni di calciatore, bensì quelli di direttore sportivo con i bianconeri, direttore generale, con i granata. Stefano Antonelli da tanto temposi rifiutava di parlare di Toro, lo fa con Toro News, ricordando i momenti vissuti sia con…

di Valentino Della Casa

Ascoli-Torino è la gara di molti ex. Tra questi, c’è una figura che né con i primi, né con i secondi, ha rivestito i panni di calciatore, bensì quelli di direttore sportivo con i bianconeri, direttore generale, con i granata. Stefano Antonelli da tanto temposi rifiutava di parlare di Toro, lo fa con Toro News, ricordando i momenti vissuti sia con Cairo, sia con l’omologo (e futuro avversario) Benigni.

Antonelli, Ascoli e Torino possono essere giudicate esperienze comparabili? Alla fine, tra tante difficoltà sono comunque arrivati risultati positivi.
Concordo con la seconda parte, non con la prima. Si tratta di due momenti completamente diversi della mia carriera. A Torino è stata la mia prima da dirigente, un’esperienza indimenticabile. Non è stato facile, anzi, abbiamo avuto una serie di difficoltà, e anche un po’ di sfortuna, ma -se mi si permette di parlare con il senno di poi- posso dire che abbiamo fatto un gran lavoro: giocavamo in una (forse l’ultima) delle A più competitive, e abbiamo comunque raggiunto la salvezza, ponendo delle basi per fare bene negli anni successivi. Peccato che non abbiamo potuto continuare, anche perché secondo me Torino è esattamente l’opposto di quello che sento dire in questo periodo: a Torino si può fare calcio, e si può fare anche bene! Ha una tifoseria eccellente, che continua a cullare il sogno di rivedere, in futuro, la sua squadra lottare per i massimi traguardi. Ci vorrà ancora tanto, tantissimo tempo, ma non è detto che questo non possa accadere.

Ad Ascoli, invece?
Esperienza completamente diversa, la definirei “Affettiva”. Ho avuto un rapporto veramente speciale con il Presidente Benigni, ma c’erano delle difficoltà economiche enormi. Anche ad Ascoli è stato fatto un lavoro grandissimo, abbiamo anche venduto 7 “gioielli” proprio per cercare di far quadrare i costi, ma purtroppo non è servito. A inizio stagione, c’è stato un franco faccia a faccia con il Presidente, e si era capito che nonostante gli ottimi risultati, ci voleva altro, ci volevano investimenti da fuori. Così non è stato, e allora abbiamo preferito separare le nostre strade. Anche in questo caso dico “Peccato”, perché a mio avviso l’Ascoli potrebbe essere considerata, per diversi fattori, una piccola Udinese (di cui Antonelli è consulente dal 2008, ndr) che avrebbe potuto raggiungere ottimi risultati. Comunque auguro ai bianconeri di raggiungere la doppia salvezza: doppia, perché oltre a quella sul campo ci sarebbe automaticamente quella economica. In caso di retrocessione, la vedo durissima per loro.

Tornando ad un discorso precedente, ha detto che il Toro potrà raggiungere in futuro gli scenari che merita. Secondo lei, con o senza Urbano Cairo alla presidenza del club?
Partiamo da un presupposto: non c’è piazza alcuna in cui, se non vinci, non vieni contestato. È successo addirittura alla Lazio recentemente, per aver perso il derby! Io penso che le dichiarazioni forti di Cairo siano state fatte per due motivi: il primo è che realmente sia saturo di certe contestazioni sempre più frequenti in questo periodo, la seconda è che voglia fare un po’ da parafulmine, cercando di salvaguardare Lerda e la squadra per queste ultime dieci giornate. E se riesce davvero a fare in modo che il Toro centri il risultato finale, allora ha fatto bene.

Ma quindi Cairo vende?
Secondo me no. Soprattutto in caso di promozione.

Certo è che non cambia mai, anche questa volta l’esonero di Papadopulo sembra più una scelta Presidenziale che di Petrachi.
Sono d’accordo, penso che il modo di operare di Cairo non possa cambiare. Premetto subito che secondo me non agisce in malafede, anzi, in cuor suo pensa di fare il bene del Torino.

Come finirà Ascoli-Torino?
Spero vivamente in un pari. Il cuore mi dice così, anche perché voglio vedere l’Ascoli continuare sulla strada che lo porterà alla salvezza, ed il Toro alla promozione. Entrambe ce la possono fare, me lo auguro davvero tanto.

(Foto: M. Dreosti)

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