Antonino Asta: ” Cerci, convocazione meritata”

Antonino Asta: ” Cerci, convocazione meritata”

Prima di Alessio Cerci uno degli ultimi granata a giocare in Nazionale è stato Antonino Asta, undici anni fa, in un’amichevole tra Italia e Stati Uniti del 2002 disputata a Catania.
 
Ciao Tonino, quella di Cerci è…
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Prima di Alessio Cerci uno degli ultimi granata a giocare in Nazionale è stato Antonino Asta, undici anni fa, in un’amichevole tra Italia e Stati Uniti del 2002 disputata a Catania.
 
Ciao Tonino, quella di Cerci è una convocazione meritata?
Direi di sì, e credo che il giocatore debba molto a Giampiero Ventura: a Firenze non ha fatto benissimo per quelle che sono le sue qualità mentre ora è diventato più continuo( anche se sotto questo punto di vista può ancora migliorare) ed è migliorato sotto il profilo caratteriale. Se è in giornata e se è presente con la testa Cerci è davvero fortissimo, perché è in grado di saltare l’uomo, di creare superiorità numerica e anche di tirare bene in porta; inoltre è ancora giovane e non ha espresso tutte le sue potenzialità: ha ampi margini di crescita.
 
Come esterno destro ti rivedi in lui?
Non molto perché io avevo caratteristiche diverse: ero più difensivo e amavo partire da lontano, mentre lui è più tecnico e ama giocare più vicino alla porta; anche se il paragone è di quelli impegnativi, mi ricorda un po’ Claudio Sala.
 
Oltre a lui diversi altri granata sono stati convocati nelle rispettive nazionali: un buon risultato, non credi?
Al Toro stanno facendo un ottimo lavoro, sia a livello giovanile che di prima squadra e mi auguro che i granata possano tornare al livello di un tempo. E’ fondamentale sfornare giovani di valore, seminare per poi raccogliere, e credo che i primi frutti si stiano vedendo con i numerosi convocati nelle nazionali giovanili. Per costruire qualcosa di importante è comunque necessario che l’input venga dall’alto, dalla dirigenza.
 
La tua ex squadra, la Primavera granata, sta facendo vedere buone cose: la segui ancora?
Ho visto qualche gara in tv e devo dire che giocano benissimo: conosco molti dei ragazzi e so che è una squadra che può crescere ancora e togliersi altre soddisfazioni. Fino a questo momento comunque il cammino è stato buono, con una semifinale di Coppa Italia, un Viareggio sfumato per un nulla ai quarti contro i campioni dell’Anderlecht e la possibilità di qualificarsi direttamente per la final eight di campionato.
 
Tornando alla tua unica presenza in maglia azzurra, che emozione provasti quella sera?
Per me giocare quella gara fu come coronare un sogno incredibile, come raggiungere qualcosa di straordinario: ho fatto una gavetta che mi ha fortificato, ho giocato in tutte le categorie e alla fine ho raggiunto l’obiettivo di ogni bambino che inizia a tirare calci al pallone. Fu una serata fantastica, vincemmo uno a zero con gol di Alex Del Piero, non fu a dire il vero una gran partita né da parte mia né da parte della squadra ma il ricordo rimarrà comunque indelebile.
 
Come vanno le cose a Monza? La colonia granata si sta facendo valere?
Nitride e Miello purtroppo hanno giocato poco per colpa di alcuni fastidiosi infortuni, mentre Vita sta giocando con continuità e sta raggiungendo buoni risultati, come dimostra il fatto che ormai sia praticamente in pianta stabile nella Nazionale Under 20. Per il resto la colonia granata è piuttosto nutrita: Franchino viene dal settore giovanile del Toro, mentre Grauso e Gasbarroni (un lusso per la categoria) conoscono bene la maglia del Torino. Le cose stanno andando bene e questi giocatori stanno cercando di trasmettere lo spirito granata a tutti i compagni. Sono soddisfatto sia della classifica sia del fatto che, come società, puntiamo molto sui giovani.
 
Roberto Maccario 
 
(foto Girolamo Cassarà)
 
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