Barone: ‘Obiettivo è la salvezza’

Barone: ‘Obiettivo è la salvezza’

Sorridente, abbronzato, sereno e carico. Simone Barone ha chiesto espressamente di poter parlare con i media per dire che è orgoglioso e fiero di cominciare una nuova annata nel Torino. Tanto è vero che parte a testa bassa: "Avevo proprio bisogno di staccare per ripartire carico e volenteroso. Ho visto che la società sta facendo cose importanti per poter fare bene" dice tutto d’un fiato. Persino…

di Redazione Toro News

Sorridente, abbronzato, sereno e carico. Simone Barone ha chiesto espressamente di poter parlare con i media per dire che è orgoglioso e fiero di cominciare una nuova annata nel Torino. Tanto è vero che parte a testa bassa: "Avevo proprio bisogno di staccare per ripartire carico e volenteroso. Ho visto che la società sta facendo cose importanti per poter fare bene" dice tutto d’un fiato. Persino la voce è diversa e la favella scorre via veloce, come mai avvenuto la scorsa stagione.

Barone, cosa non ha funzionato lo scorso anno ?

Pensiamo a quella nuova, l’anno scorso ho reso molto ma molto meno di quello che potevo. Sono rimasto perché volevo, non perché costretto come ha detto qualcuno. Ho staccato la spina e per un po’ non ho sentito nessuno. Sono stato in vacanza all’estero per tre settimane e quando sono tornato ci siamo sentiti con il Presidente e gli ho fatto i complimenti per la campagna acquisti.

Dove è andato di bello in vacanza ?

Sono stato alla Seychelles e a Dubai con la mia ragazza.

Vista la squadra, dove si può collocare quest’anno ?

Dobbiamo pensare alla salvezza. Sarà più difficile dello scorso anno perché sono salite squadre come Juve, Napoli e Genoa, non ci sono penalizzazioni e bisogna tornare parecchio indietro per trovare così tante squadre di livello. Poi adesso persino la società è diversa, è stato un cambiamento a 360°. In certi aspetti è tutto nuovo, quindi c’è molto da fare.

Contento dell’arrivo di Corini ? 

Sono stato molto contento perché con lui ho fatto due anni a Chievo e due a Palermo è un professionista e un capitano. Per me è un faro, sia fuori che dentro lo spogliatoio.

Hai sentito Novellino ?

Gli ho parlato una volta, ma non abbiamo parlato di tattica.

In quale ruolo si vede meglio ?

Non ci ho ancora pensato perché ero ancora in vacanza. L’importante è stare bene e presentarsi in condizione. Io lo sono, arrivo da una bella vacanza.

E’ uno dei pochi rimasti, che effetto fa ?

E’ strano, mi spiace per chi è andato via. Chi è rimasto deve riuscire a fare integrare i nuovi, però conosco già qualcuno come Di Michele e so che non avrà problemi a farcela.

Sarà un Toro più fantasioso dello scorso anno?

Rosina e David hanno qualità da vendere, l’importante è non sognare troppo e non illudere la gente. L’anno scorso abbiamo rischiato di retrocedere, dobbiamo rimanere umili, con i piedi per terra senza pensare al passato e a cosa ci aspetta.

Comotto ha parlato di giusta epurazione, che ne pensa ?

Può essere stata una sua idea, mi spiace perché chi è andato via ha dato il suo contributo. Può essere dipeso da un fattore di età e di contratto. Però gente come Muzzi e Brevi ha dato una mano importante.

Che atteggiamento avrai rispetto ai nuovi ?

Siamo persone intelligenti che dall’anno scorso hanno imparato a come aiutare i nuovi. Non è vero che lo spogliatoio era spaccato, nuovi contro vecchi. Abbiamo tanto tempo di conoscerci e capirsi.

Una cosa che non vuole vedere più ?

L’anno scorso non mi era mai capitato di essere così bersagliato dalla critica e dalla jella. Ho accettato tutto, di andare in panchina, di giocare anche per 2-3 minuti per il bene del gruppo. L’ho fatto nell’interesse della squadra, altrimenti avrei fatto il tennista.

Cosa non rifarebbe più ?

Subito farei di nuovo il salvataggio con l’Empoli, (risate ndr). Poi so che non ho reso quanto dovevo, sono un professionista e so quali sono le mie colpe e mi assumo tutte le mie responsabilità.

Perché è rimasto nonostante tante critiche ?

Perché sto bene a Torino, mi piace la piazza e perchè voglio dimostrare che l’anno passato è stato solo un episodio isolato. L’importante è essere positivi e ottimisti, non illuderci e non dare false aspettative alla gente.

Quanto ti farebbe piacere trovare anche Lanna ?

Faccio il tifo perchè arrivi perché fuori dal campo è un mio amico, ci ho giocato insieme due anni, è un giocatore di categoria, ma non mi va di sponsorizzarlo se non dicendo che è un grande uomo.

Chi speri che rimanga invece dei tuoi compagni ?

Io devo pensare a giocare, per queste cose c’è la società.

Obiettivi ?

L’importante è far bene, perché l’anno scorso è stato particolare, non ho fatto neanche il ritiro che è sempre importante.

Cosa pensa del derby ?

E’ lontano, c’è ancora tanto tempo per parlarne ma non vedo l’ora di giocarlo.

Come mai questo periodo di silenzio ? 

Ho voluto capire cosa voleva fare la società, guardarmi dentro e capire cosa volevo e potevo fare. L’ho fatto e so che posso dare e fare di più. 

L’anno scorso è stato impiegato nel suo ruolo preferito ? 

Ho sempre giocato in un centrocampo a due, a tre, dietro a una punta non è il mio ruolo, sono un centrocampista con una predilezione per giocare in mezzo più che sulla fascia. Poi il modulo conta poco.

Le manca il gol ?

Il gol mi manca sì perché ne ho sempre segnati. Spero che basti una stagione così.

Cosa è per lei il Toro ?

Non solo un grande attaccamento ma qualcosa di più da parte della gente, anche questo seguito così importante mi ha spinto a rimanere, per la gente che non vuole mai vedere la squadra mollare.

E la città ?

E’ un bel posto, vivibile, piacevole non ho cambiato casa, la gente ti lascia vivere.

L’anno scorso è stata salvezza meritata o fortunata ?

Meritata, con le buone prestazioni a Empoli e a Roma dopo un periodo difficile.

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