Bellino: ‘Sognavo l’azionariato popolare’

Bellino: ‘Sognavo l’azionariato popolare’

Circa un anno fa, il Toro di Cimminelli moriva, annegando in fideiussioni, Tar del Lazio e altre diavolerie. Intanto un nuovo Toro incominciava a muovere i primi passi, quello dei lodisti, poi a fine agosto successe l’impossibile e arrivò Urbano Cairo. Toronews ha incontrato Gianni Bellino, per sapere dal suo punto di vista cosa avvenne in quei giorni e cosa si sente di dire oggi: “Ricordo soltanto che se…

di Ermanno Eandi

Circa un anno fa, il Toro di Cimminelli moriva, annegando in fideiussioni, Tar del Lazio e altre diavolerie. Intanto un nuovo Toro incominciava a muovere i primi passi, quello dei lodisti, poi a fine agosto successe l’impossibile e arrivò Urbano Cairo. Toronews ha incontrato Gianni Bellino, per sapere dal suo punto di vista cosa avvenne in quei giorni e cosa si sente di dire oggi: “Ricordo soltanto che se non fossi andato a Roma a portare la fideiussione per il Lodo, oggi avremmo giocato in C2. Per il resto, sono ancora amareggiato dal comportamento del sindaco Chiamparino che ha distrutto il sogno dell’azionariato popolare”.

Quale era il vostro progetto?
“Il 49% del club sarebbe rimasto ai lodisti e il resto all’azionariato popolare”

Perché lei è arrabbiato col sindaco?
“Chiamparino fece di tutto per estromettere i lodisti”

Dal suo punto di vista cosa è successo in quei folli giorni?
“Allora, noi avevamo deciso di donare a Cairo il Toro perché c’era una tale pressione che non potevamo fare altrimenti. Tuttavia gli chiedemmo di lasciare almeno il 20% in mano ai tifosi e di tenere gli ex dipendenti e i nuovi calciatori, un punto alquanto controverso. In quel momento è subentrato Giovannone promettendo l’appoggio di facoltosi amici del Lazio (il presidente biancoceleste Lotito, ndr). Dopo è successo di tutto, siamo stati traditi. Inizialmente dal sindaco che il 12 agosto ha incontrato segretamente Cairo e ha atteso fino al 17 per comunicarcelo: 5 giorni vitali per il futuro. In secondo luogo dai mezzi di informazione che hanno fatto di tutto per danneggiarci. Le nostre intenzioni erano oneste”

Tra i vostri sogni c’era il Filadelfia. Lo costruiranno prima o poi?
“Ci sarebbe piaciuto un Filadelfia di proprietà dei tifosi, l’obiettivo era quello. Volevamo ricostruirlo in modo idoneo e non farlo, come forse verrà costruito, come un campetto da oratorio Adesso, però, non voglio più saperne! Mi sono battuto come un leone per il Fila. Ho fatto di tutto, digiunato, messo la tenda, mi sono incatenato. Forse, se non avessi fatto tutto questo ora sarei più contento. Magari ci sarebbe già un bel supermercato sul campo, il Torino sarebbe in C2 e io sarei il solito tifoso un po’ arrabbiato e brontolone”

Adesso il Toro è in A. Come ha vissuto la promozione?
“Mi sarebbe piaciuto partecipare all’evento ma non è stato possibile. Ho assistito ad un ennesimo atto di ingratitudine. Al posto nostro, i meriti se li sono presi il sindaco e l’assessore Peveraro, passati come i primi salvatori della patria”

Si avvicina settembre, ci sarà ancora il Festival di Vigone?
“Finché Chiamparino sarà sindaco, non si farà”.

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