Berruto: ‘Il Toro come valore di sport’

Berruto: ‘Il Toro come valore di sport’

Mauro Berruto porta i colori granata in giro per il mondo grazie alla sua attività di allenatore di pallavolo. Da un paio d’anni è il coach della Nazionale Finlandese maschile, ma ha sempre uno spazio per il suo Toro ovunque sia.

Mauro, in un anno due finali playoff, come le hai vissute?

L’anno scorso il giorno della finale dei play-off…

di Redazione Toro News

Mauro Berruto porta i colori granata in giro per il mondo grazie alla sua attività di allenatore di pallavolo. Da un paio d’anni è il coach della Nazionale Finlandese maschile, ma ha sempre uno spazio per il suo Toro ovunque sia.

Mauro, in un anno due finali playoff, come le hai vissute?

L’anno scorso il giorno della finale dei play-off contro il Perugia mi trovavo a Mosca in occasione di un match della mia nazionale contro la Russia. Trascorsi gli ultimi minuti del secondo tempo supplementare in “diretta telefonica”. Quest’anno invece il calendario internazionale del volley mi ha fatto un regalo e ho potuto essere al Delle Alpi in occasione di Torino-Mantova. Ho vissuto personalmente momenti molto emozionanti nel mondo dello sport, non ultima la finale olimpica di Atene quando ero nello staff tecnico della nazionale italiana. L’intensitá emotiva, l’atmosfera, la forza delle emozioni che ho vissuto l’11 giugno scorso é stata straordinaria. Probabilmente perché pochi mesi fa ci siamo, non metaforicamente, trovati senza neanche i palloni per allenarci. E questo aver visto il baratro cosí da vicino si é rivelata una forza in piú nel credere che rimontare un 2-4 era possibile. Ricordo che la sensazione comune, di tutte le persone vicino a me quella sera prima che la partita iniziasse, era che ci saremmo riusciti. Tutto ció si é tradotto in una fonte di energia straordinaria, esplosa come uno tsunami al goal di Nicola. E credo anche che la fonte di quell’energia sia veramente da cercare nell’atteggiamento del nostro Presidente che dal primo minuto del suo arrivo al Toro ha saputo, sempre e con coerenza, trasmettere quello stesso messaggio: ci riusciremo.

Qual è stato a tuo parere il momento decisivo della stagione?

Credo che il momento decisivo della stagione sia stata la soliditá della struttura nel momento della difficoltá. Quando stavamo smarrendo la strada, quando De Biasi sembrava inesorabilmente destinato ad andarsene, lo staff tecnico ed il Presidente sono stati capace di restare saldi, di guardare avanti, di continuare a credere nel lavoro. Mi ricordo la conferenza stampa dopo Piacenza: Presidente ed allenatore uno di fianco all’altro a mostrare la loro faccia. Un segnale di forza incredibile alla squadra. Un esempio straordinario, soprattutto perché nel mondo dello sport questa non é affatto la norma. Anzi quando le cose vanno male la norma é quella di incominciare a pensare individualmente.

Ora finalmente il Toro ha un futuro roseo, che ne pensi?

Da quanto tempo non guardavo al futuro del Toro con gli occhi di oggi! Rosina é un talento fuori dal comune, é stata una grande operazione di mercato. Ma credo anche che Stellone potrá riscattare una stagione con troppe delusioni. Poi non saró originale, ma il Toro é il posto perfetto per il Chino Recoba!

Un tuo parere su questo scandalo che sta sconvolgendo il mondo del calcio?

Credo che il mondo del calcio abbia bisogno di regole nuove. La cosa piú impressionante, dalle dichiarazioni raccolte, non é l’esistenza di una lobby che comandava in maniera prepotente, presuntuosa e che tutti sapevano perfettamente che esisteva. La cosa piú impressionante, letta nelle parole dei protagonisti, é l’assoluta normalitá di quello che si faceva. Tutti, piú o meno, hanno parlato di una specie di necessitá di conformarsi ad un sistema che é squallido, non accettabile e che va punito duramente. Non si dovrebbe neppure parlare di amnistie. Quel sistema va abbattuto. Con forza e fermezza esemplari. Poi si ricomincerà, nella speranza che la lezione sia servita. Sono state splendide le parole di Zeman che commentando la frase di Moggi che sosteneva di avere avuto la vita rovinata ha sottolineato che bisognerebbe pensare a quante vite a quanti sogni ha rovinato quel sistema. Da colui che giocava la schedina credendo di poter indovinare il risultato di partite vere, ai tifosi, atleti, squadre e arbitri onesti.

Cosa ci puoi dire di Montali alla Juve, un personaggio che tu conosci bene?

Ho lavorato con lui quattro anni. L’ho chiamato per un “in bocca al lupo” personale e gli ho ricordato che la cittá é giusta, ma la squadra é quella sbagliata! Penso che la pallavolo italiana abbia dimostrato di essere un sistema vincente e pulito da ormai quasi vent’anni. Porterá la sua professionalitá ma credo che sará chiamato a fare delle scelte. Il suo essere allenatore della nazionale é un lavoro che comporta impegno, energia, dedizione totale. Tanti aspetteranno dietro l’angolo qualche suo segnale di difficoltá e dato che conosco molto bene Giampaolo so che proprio questa sará la sua sfida.

Si giocherà o no il derby?

Il derby che non ci sará lo vinceremo noi. Come abbiamo vinto tanti altri derby partendo da posizioni di svantaggio da un punto di vista tecnico, ma mille volte superiori dal punto di vista motivazionale. Siamo il Toro. Siamo il Toro e nessuna squadra al mondo ha il proprio dna forgiato nella tragedia della squadra piú forte di tutte, scomparsa in un solo secondo. Il derby che non ci sará lo vinceremo. Anzi lo domineremo. E sará solo un piccolo risarcimento della storia. Non mi mancherá affatto.

Quali sono i tuoi impegni attuali?

Questo é il mio secondo anno alla guida della nazionale finlandese. Il progetto continua, quest’anno parteciperemo alla World League e incontreremo, nella nostra pool, il Brasile campione olimpico, l’Argentina e il Portogallo. Poi, a fine agosto, ci aspetta uno spareggio storico: dopo dieci anni esatti di assenza e con una squadra giovanissima siamo ad una sola partita dalle qualificazioni alle fasi finali degli Europei del 2007. La mia attivitá di CT della nazionale finlandese rende incompatibile la mia presenza su una panchina di A1 del prossimo campionato e quindi quest’inverno saró libero di fare il papá e di andare a vedere il Toro!

Un tuo messaggio da esperto alla Torino sportiva?

Lavoro da alcuni anni, purtroppo inascoltato, su un progetto che riguarda lo sviluppo dello sport torinese. In un momento in cui il calcio ha subito un tremendo scossone, la nostra cittá ha delle potenzialitá e delle opportunitá incredibili. Sogno una cittá che possa essere laboratorio anche nel mondo dello sport e ci sono strumenti ben precisi (anche fortemente innovativi e creativi) per fare in modo che questo sogno si realizzi. Sogno che il Toro possa essere leader di questo progetto, sogno che il Toro possa lasciare il suo segno nelle scuole, nelle strade, nelle palestre. Ci sono grandi societá sportive in Europa che sono diventate una cosa sola con il tessuto sociale della cittá e che trasmettono e tramandano di generazione in generazione lo sport come valore, come fatto culturale. Solo il Toro puó farlo a Torino. Mi piacerebbe parlarne a Cairo, non lo conosco personalmente, ma conosco la sua storia e so che crede nella forza delle idee. Presidente, io ho delle idee.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy