”Che emozione la convocazione”

”Che emozione la convocazione”

di Ivana Crocifisso

 Sono giorni che Fabio Panepinto, centrocampista classe ’92 in forza alla Primavera di Asta, non dimenticherà facilmente. La prima convocazione in occasione della traserta di Vicenza ma anche la prima panchina in B, vista l’indisponibilità di Pratali. Un turbine di emozioni che Panepinto ha affrontato con la spensieratezza dei suoi diciannove anni ma allo stesso tempo…

di Ivana Crocifisso

 Sono giorni che Fabio Panepinto, centrocampista classe ’92 in forza alla Primavera di Asta, non dimenticherà facilmente. La prima convocazione in occasione della traserta di Vicenza ma anche la prima panchina in B, vista l’indisponibilità di Pratali. Un turbine di emozioni che Panepinto ha affrontato con la spensieratezza dei suoi diciannove anni ma allo stesso tempo con la consapevolezze di aver avuto un’opportunità che non capita tutti i giorni.

Cosa hai provato quando hai saputo di essere tra i convocati?
Un’emozione bellissima, è andato tutto bene con gli altri, sono stato trattato benissimo. Peccato per il risultato finale.

E tra l’altro hai saputo solo all’ultimo momento di doverti accomodare in panchina e non in tribuna
Sì, ero lì che guardavo i ragazzi scaldarsi, ad un certo punto mi è stato detto di correre a cambiarmi, e così ho fatto, andando in panchina.

Quando e come hai saputo della convocazione?
L’ho saputo venerdì, ero in macchina con Alfred Gomis e ho ricevuto la chiamata di Longo. Mi è stato detto di prepararmi perchè sarei partito per il ritiro insieme alla Prima squadra. Un ‘emozione fortissima. Mi è stato chiesto il numero di maglia, avrei voluto il 92, il mio anno di nascita, ma non si poteva (il umero 92 erà già stato assegnato a Pippo Scaglia, ndr), e così la scelta è caduta sul 95. A pensarci bene avrei potuto chiedere il 63, l’anno di nascita di mio papà.

Facciamo un passo indietro, alla Primavera e al Viareggio. Un torneo che hai già disputato lo scorso anno. Quali le differenze che hai trovato nelle due edizioni?
L’eliminazione è stata ingiusta, lo scorso anno siamo arrivati più avanti, quest’anno non meritavamo di uscire già nel girone. Con la Lazio tanta sfortuna, un gol veramene fortuito, in seguito ad una serie di batti e ribatti. Peccato, con un risultato diverso, che comunque avremmo meritato, non saremmo ora qui a parlare di questo.

Si parla tanto di questa Primavera, di quanto siano inaspettati i risultati ottenuti e il secondo posto. Ma è una squadra tanto più forte di quella dell’anno scorso?
Forse siamo più gruppo, siamo più uniti, dobbiamo fare i complimenti anche ai ’93 che si sono integrati benissimo. Il secondo posto è meritato, noi ci crediamo e speriamo di poter ottenere la qualificazione diretta. Non dobbiamo però guardare gli altri, ma solo pensare a noi stessi. A quel punto saranno gli altri a dover avere paura di noi.

Dietro a questo gruppo unito e vincente c’è un tecnico, Antonino Asta, che è stato molto importane per la tua formazione.
Sì, Asta è stato il mister che mi ha dato quel qualcosa in più per dimostrare le mie qualità. Ma tutti i mister che ho avuto sono stati importanti, penso ad esempio a Davin e a tanti altri.

Quanto è importante avere una guida di un certo spessore a questo livello?
L’allenatore conta, è chiaro, poi però in campo vanno i giocatori, sono loro a dover dimostrare il prorprio valore.

In bocca al lupo per il tuo futuro Fabio
Crepi, grazie a voi.


Guarda la VIDEOintervista completa! TN WebTV

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy