Chiambretti: ‘Mi piacerebbe aprire un Bar Sport nella cittadella granata’

Chiambretti: ‘Mi piacerebbe aprire un Bar Sport nella cittadella granata’

Ha esultato in tribuna ai gol di Rosina e Abbruscato dopo una lunga assenza. Non si sbilancia troppo su dove potrà arrivare questo Toro, ma sta preparando un progetto imprenditoriale per contribuire a far parlare della società granata e della città in tutto il mondo. Lui è Piero Chiambretti che da showman e imprenditore analizza per noi le ragioni di un tifo che non si capisce. “Si diventa…

Ha esultato in tribuna ai gol di Rosina e Abbruscato dopo una lunga assenza. Non si sbilancia troppo su dove potrà arrivare questo Toro, ma sta preparando un progetto imprenditoriale per contribuire a far parlare della società granata e della città in tutto il mondo. Lui è Piero Chiambretti che da showman e imprenditore analizza per noi le ragioni di un tifo che non si capisce. “Si diventa del Toro per caso, per andare contro tutto e tutti, perché non si è della Juve. E’ prima una scelta di vita e poi una scelta sportiva” dice mentre sullo schermo scorrono le immagini di Treviso-Juve.

In 50 anni di emozioni il Toro è…

"Più dolori che gioie di sicuro con tantissimi presidenti che alla resa dei conti non hanno meritato la stima dei tifosi".

Chi mette sul podio ?

"Pianelli per lo scudetto, Sergio Rossi incompreso, il più danaroso e il meno attento alla borsa che andò per prendere Maradona e tornò con Leo Junior. Poi il deserto fino a Cairo con una piccolissima menzione per Borsano, anche se con tutta la vicenda, da Lentini in poi, ha rovinato un momento bellissimo in cui si gareggiava in coppa Uefa e si è vinta una Coppa Italia".

Meglio allora vincere rischiando di sparire o rimanere nell’anonimato, ma con un bilancio sano ?

"Non è il caso attuale né di ieri. Ieri mancavano tutti e due, oggi non è nell’anonimato pur non avendo vinto nulla, ma avendo, forse, un bilancio sano. Per cui meglio avere un bilancio sano e una squadra che diverta. A me, poi, più che vincere interessa divertirmi magari con un 0-0 spettacolare che vincere 1-0 rubando".

Toro che nasce o che risorge ?

"Che nasce, anche perché l’unico rimasto è Vailatti che è sparito. Ci ha messo 15 giorni per essere assemblato anziché 9 mesi e sta venendo su bene".

Chi è il giocatore simbolo di oggi ?

"Ardito che ha garantito con Balestri la continuità con la passione e la grinta del vecchio Toro. Hanno il fascino e la modestia dei giocatori che non arrivano da grandi società, ma che hanno sposato la causa granata. In prospettiva penso che sentiremo parlare di Abbruscato perché è evidente che è un giocatore di una categoria superiore. In passato invece ricordo tanti giocatori da Pulici a Junior, da Casagrande a Scifo ai giovani d’oggi".

Che fare del Filadelfia ?

"Non lo so. Il Filadelfia è un simbolo e con il nuovo stadio che sarà, sembra, dedicato al Grande Torino non si vede il motivo pratico di edificarlo. Certo che, come tutti i simboli, qualcosa andrebbe fatto. Cairo è stato molto onesto nel dire che non ha i soldi per rifarlo a differenza dei precedenti presidenti che per imbonirsi i tifosi ne promettevano la rinascita, ma poi non avevano i soldi per il tram. Mi sembra che con questo presidente si abbia una posizione onesta da cui partire per concretizzare questo sogno".

Cosa si aspetta dalla nuova società ?

"Cairo sta dimostrando di essere bravo e fortunato e di avere una buona parlantina, sta facendo fare una bella figura a tutti, per cui è lecito aspettarsi uno scatto in avanti soprattutto rispetto a quando non avevamo né l’uomo simbolo, né l’uomo immagine".

Non è Romero…

"No (ride). Lì il personaggio carismatico era più il suo parrucchiere, lui era un uomo buffo. Quello attuale è giovane ed è vincente…".

Da amante della play station e da showman è più difficile allora fare una squadra vincente o una televisione di qualità ?

"Ci sono sicuramente delle similitudini fra le due esperienze. Il talento e la capacità servono in entrambi i casi, come la fortuna perché i risultati li raggiungi con il lavoro e la sapienza, ma c’è sempre una valenza di fortuna casuale che alla fine dell’anno fa la differenza. Durante le dirette possono capitare alcune sorprese che possono incidere nel bene come nel male. Lo stesso vale per una buona squadra che se ha degli infortuni magari rende meno del previsto, ma se affronta a pieno organico squadre meno in forma sopperisce alle carenze momentanee. Tutto ha un suo perché confrontandosi con gli altri. Le nostre vittorie dipendono sempre anche da come si muovono gli altri".

Da imprenditore aprirebbe un’attività nel nuovo quartiere granata se nascesse ?

"Potrei fare anche qualcosa di più. Ho in mente un progetto che si chiama semplicemente “Bar Sport” lontano dalla definizione in senso stretto, per esaltare Torino città, lo sport e anche il Toro coinvolgendo tutte le attività della città e la sua storia".

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