”Con il Lume le coccole, con il Toro la crescita”

”Con il Lume le coccole, con il Toro la crescita”

di Roberto Maccario – Dopo un girone d’andata chiuso tra polemiche e bufere di ogni tipo, nel gennaio del 2010 il ds Petrachi rivoltava la rosa del Torino come un guanto arruolando un manipolo di giocatori semi sconosciuti, molti dei quali provenenti dalla Lega Pro: con loro il Toro sfiorava l’impresa e, dopo una strepitosa rimonta sotto la guida di Mister Stefano Colantuono, perdeva lo spareggio-promozione contro il…

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di Roberto Maccario – Dopo un girone d’andata chiuso tra polemiche e bufere di ogni tipo, nel gennaio del 2010 il ds Petrachi rivoltava la rosa del Torino come un guanto arruolando un manipolo di giocatori semi sconosciuti, molti dei quali provenenti dalla Lega Pro: con loro il Toro sfiorava l’impresa e, dopo una strepitosa rimonta sotto la guida di Mister Stefano Colantuono, perdeva lo spareggio-promozione contro il Brescia. Tra i protagonisti di quegli emozionanti mesi vi è senza dubbio Luigi Scaglia, fantasiosa ala destra con il vizio del goal. In occasione del match con il Lumezzane lo abbiamo intervistato come doppio ex di turno.

Ciao Gigi, partiamo dal Toro: con Colantuono una fantastica cavalcata condita da goal pesanti e grandi prestazioni, soprattutto durante le ultime giornate e i play-off.
Ho un bellissimo ricordo di quell’esperienza a Torino: per un ragazzo come me non era facile trovarsi catapultato in una realtà così importante e così piena di fascino, però tutto l’ambiente mi ha accolto subito benissimo e di questo sono molto contento; purtroppo l’avventura non è finita come speravamo per via di quello spareggio con il Brescia ma nel calcio sono cose che capitano, noi in ogni caso ce l’abbiamo messa tutta.

La tua seconda esperienza in granata invece, sotto la guida di Lerda, è stata meno esaltante: sei deluso? C’è qualcosa che ti ha dato fastidio? Vuoi toglierti qualche sassolino dalla scarpa?
Assolutamente no: anche nella mia seconda esperienza in granata mi sono trovato molto bene con tutto l’ambiente, il problema era solo che il mister non mi vedeva.

Parliamo adesso del Lumezzane: un ambiente più familiare e completamente diverso da quello di Torino.
Si, si tratta di due realtà assolutamente differenti, sarò sempre grato al Lumezzane perché mi ha fatto esordire tra i professionisti e poi lì sono a casa: conosco tutti e tutti mi coccolano.

Quella rossoblu è una società famosa per far crescere i giovani: lì ha cominciato Balotelli ed anche oggi l’età media della rosa di Nicola è piuttosto bassa.
E’ vero, lavorano sempre con i giovani e riescono ogni volta a raggiungere buoni risultati, basta vedere l’ultimo campionato disputato con Nicola in panchina.

Attualmente sei in ritiro con il Brescia: cosa farai? Rimarrai con le rondinelle?
Non lo so ancora con esattezza, al momento il mio futuro è un’incognita.

Lo scorso anno hai giocato in Lega Pro con la Cremonese, quali differenze noti con la serie B ?
In serie B ci sono giocatori importanti e dotati di grande tecnica che possono inventarti il colpo decisivo da un momento all’altro e questo cambia radicalmente le cose, lo dico per esperienza.

Come ti senti in questo momento? Sei in buona forma fisica? Ti alleni regolarmente?
Certo, mi sono sempre allenato con impegno e sono in piena forma.

Allora in bocca al lupo.
Grazie, anche a voi: crepi! 

(foto M.Dreosti)

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