Davide Gariglio: ‘Non sogniamo troppo’

Davide Gariglio: ‘Non sogniamo troppo’

Davide Gariglio è il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, ma soprattutto è un grande cuore granata. La sua figura è longilinea, un barba rada gli ricopre il volto, lo sguardo è sincero, il suo volto è sempre disposto al sorriso.

Presidente, Toro e Piemonte, un binomio indissolubile?

Il Piemonte ha nel Toro un pezzo di…

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Davide Gariglio è il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, ma soprattutto è un grande cuore granata. La sua figura è longilinea, un barba rada gli ricopre il volto, lo sguardo è sincero, il suo volto è sempre disposto al sorriso.

Presidente, Toro e Piemonte, un binomio indissolubile?

Il Piemonte ha nel Toro un pezzo di storia da difendere e un patrimonio da tutelare. Non si può parlare di Torino senza parlare di questa gloriosa squadra, intere generazioni di piemontesi hanno gioito e sofferto per lui. È un dovere di tutte le istituzioni pubbliche stare vicino e sostenere il Toro, perché è una bandiera per la nostra regione e per l’Italia.

Un esempio di cooperazione?
La Mostra del Centenario. Siamo stati orgogliosi di ospitare questa importante collezione di cimeli. Non è un caso che sia stata fatta presso la Regione Piemonte. E’ un gesto fortemente voluto, perché il Toro è un vanto del Piemonte.

Come Presidente del Consiglio, che consiglio darebbe al presidente Cairo?
Da tifoso gli chiedo una squadra che ci faccia sognare e ci riporti in finale di coppa UEFA. L’unico consiglio che gli posso dare è quello di rimanere con i piedi per terra. Purtroppo il calcio è diventato qualcosa di drogato, senza regola, dove il business ha divorato tutto, il nostro cuore granata non è più proponibile, in questo contesto sportivo e, quindi, gli direi di essere molto oculato e fare un piano serio, magari lento, ma continuo di crescita affinché il resti permanentemente in serie A e si tolga qualche soddisfazione. Non bisogna sognare troppo.

Il suo ricordo più bello?
Sono sicuramente i due derby, quello del 3 a 2 e quello del 3 a 3, l’istante magico in Salas calciò il rigore mandando il pallone alle stelle è indimenticabile, una vera goduria. Abbiamo pareggiato ma è come se avessimo vinto.

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