Dotto: ‘Ayroldi va fermato a lungo’

Dotto: ‘Ayroldi va fermato a lungo’

di Alessandro Salvatico

 

Dopo più di nove mesi (nove mesi e sette giorni, come egli stesso precisa), Urbano Cairo è tornato a commentare le decisioni arbitrali. Un motivo ci dev’essere, perchè il presidente del Torino abbandoni la linea che ha fedelmente mantenuto per diverso tempo. Anzi, più d’uno, in effetti; i soli gol validi annullati (per tacere di altri episodi)…

di Alessandro Salvatico

 

Dopo più di nove mesi (nove mesi e sette giorni, come egli stesso precisa), Urbano Cairo è tornato a commentare le decisioni arbitrali. Un motivo ci dev’essere, perchè il presidente del Torino abbandoni la linea che ha fedelmente mantenuto per diverso tempo. Anzi, più d’uno, in effetti; i soli gol validi annullati (per tacere di altri episodi) sono quattro in undici giornate. Un numero normalmente difficile da raggiungere anche in un intero campionato. Un numero che accende la polemica ed anche il sospetto. Ne abbiamo parlato con Matteo Dotto, giornalista di Mediaset presso la redazione di Controcampo, esperto di moviola e di questioni arbitrali, e grande tifoso granata.

Matteo Dotto, dalla sua postazione lei gode uno sguardo d’insieme su questa Serie A; che campionato sta vedendo? Livellato verso il basso, o invece particolarmente divertente?
Globalmente, devo dire che è piuttosto divertente vedere un campionato dove ci sono squadre come il Genoa, il Napoli, la stessa Fiorentina che possono provare a rompere il predominio delle classiche squadre che da noi storicamente si giocano la vetta. Certo, non ho visto del grandissimo calcio, ma qualche prestazione estemporanea di grande qualità; penso all’esplosione di Zarate nella Lazio, a Lavezzi. Devo dire che, al di là del risultato di Juventus-Genoa, sono proprio i rossoblu secondo me a fare il calcio migliore, finora.

E il Torino? Che Toro sta vedendo, e che Toro si aspettava di vedere?
Dal punto di vista di quello che la squadra granata fa in campo, più o meno è quello che mi aspettavo; credevo invece in qualche punto in più, ma senza vittimismo devo dire che quei punti ci sono stati negati. A Genova, a Udine, ci sono stati errori difficilmente perdonabili. Errare è umano, ma farlo come accaduto a Genova è una cosa che grida sportivamente vendetta. E se è colpa del guardalinee l’errore, è vero anche che un arbitro con personalità avrebbe approfondito la questione, prima di annullare un gol del genere. Per questo spero che, oltre al guardalinee, soprattutto Ayroldi stia fermo per diversi mesi, perchè non merita di arbitrare in Serie A.

Mi corregga se sbaglio, ma se un errore come quello avvenuto contro il Palermo è questione di centimetri, e di per sé ci potrebbe stare, quel che infastidisce è la tendenza generale a fischiare contro il Torino ogni singolo episodio dubbio.

Sì; anche perché, per chi crede che alla fine tutto si compensi, dovrebbero alternarsi dunque a questi episodi contro alcuni episodi a favore; invece finora la linea è stata ahinoi sempre penalizzante per il Toro. Contro il Palermo la squadra è però stata più forte delle ingiustizie; come ho avuto modo di dire, sul gol si trattava di una segnalazione non facile, ma, come ha ribadito Collina, un fuorigioco per essere fischiato deve essere evidente, deve essere certo. Stavolta tutta questa evidenza mi sembra non ci fosse, anzi l’immagine rallentata ha dimostrato che il fuorigioco proprio non c’era. Era comunque la prima partita che quest’anno riuscivo a vedere dal vivo, mi è piaciuta molto la reazione della squadra, anche con parecchie cose contro si è tirata su, sono armi "da Toro" queste. Magari senza i campioni che c’erano anni fa, ma vincere all’ultimo minuto dopo aver perso o pareggiato tante partite proprio nello stesso modo è un segnale che mi fa ben sperare nel futuro.

Parliamo di grandi media: pensa si parli troppo poco del Torino?

Purtroppo sì, questa è una verità incontestabile. E da tifoso, devo dire che fa anche un po’ male. Si parla sempre dei grandi numeri, per cui una piccola polemica di Inter, Juve o Milan ha più eco di un fatto tecnico anche notevole che riguardi squadre diverse. Domina chi ha più abbonati alla tv, le milanesi, la Juve, le romane, il Napoli. Bisognerebbe riuscire a tornare ai vertici, e così obbligare i media a parlare di Toro.

Costringerli con i risultati, quindi?
Certo, sarebbe la cosa migliore in assoluto, anche da tifoso. Di Genoa o Udinese si è costretti a parlare, visti i risultati; sarebbe il sogno, magari non immediato ma da realizzare a medio termine, arrivare a quei livelli.

Quest’anno avete avuto ospite De Biasi.

Sì, poi spero verrà qualcun altro; Rosina un’ospitata la fa quasi tutti gli anni, poi spero ci saranno Sereni, Bianchi, Amoruso, insomma i giocatori più rappresentativi. Chiaro che poi quando sono qui non si può parlare solo di Toro, devono farlo un po’ di tutto, per cui magari chiami Sereni e poi lui deve commentare la sostituzione di Ibrahimovic o il gol di Del Piero, per gli stessi motivi che dicevamo prima. Comunque fare presenza è già importante, se poi prima c’è stato un risultato positivo tutto è più bello e ha più eco.

Com’è lavorare fianco a fianco con Giampiero Mughini?

E’ una persona di grande cultura, senz’altro, e questo lo salva un po’ dal suo peccato originale. Per il resto, è un personaggio molto schierato, lo sappiamo, e fa discutere, il che mediaticamente è un risultato.

Per finire: perchè Matteo Dotto tifa Toro?

Perché sono nato così… Anche per questioni famigliari: i miei genitori erano piemontesi, alessandrini; mio papà tra i 20 e i 30 anni aveva seguito il Grande Torino, per cui senza accorgermene sono stato educato bene.

Genitori alessandrini cresciuti guardando gli Invincibili: una genesi tifosa molto simile a quella di Urbano Cairo.

Già, è vero. Ma io non ho avuto sbandate… Non sono andato per tanto tempo a seguire il Milan allo stadio con Berlusconi. Non ho mai avuto la tentazione, per quanto lavori per una rete Mediaset, non me ne frega nulla… Non sono mai stato attratto da altro che non fosse il Toro.

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