‘E’ la partita di Abbruscato e Stellone’

‘E’ la partita di Abbruscato e Stellone’

E’ il grande ex della partita di domenica, avendo allenato sia il Toro che la Reggina, salvandole entrambe e lasciando un buon ricordo ovunque. Il mister più granata degli ultimi anni, in attesa di trovare una nuova sistemazione, oggi insegna all’Isef e domenica non sa ancora se vedrà il match dal vivo o per tv, di sicuro non la perderà.

Mister, che partita sarà…

E’ il grande ex della partita di domenica, avendo allenato sia il Toro che la Reggina, salvandole entrambe e lasciando un buon ricordo ovunque. Il mister più granata degli ultimi anni, in attesa di trovare una nuova sistemazione, oggi insegna all’Isef e domenica non sa ancora se vedrà il match dal vivo o per tv, di sicuro non la perderà.

Mister, che partita sarà ?

Tecnicamente valida e impegnativa, perché la Reggina è una buona squadra che, dopo aver recuperato la penalizzazione sta facendo un bel campionato. Per il Toro sarà dura, soprattutto perché la Reggina fuori casa si chiude bene ed è veloce là davanti. Sarà una partita molto tattica.

Il Toro invece ?

I granata stanno vivendo alti e bassi e sono alla ricerca di una identità precisa e di continuità di risultati. La sosta forzata può essere stata utile soprattutto per recuperare le energie mentali che il mercato porta sempre via. Adesso tutti sanno chi c’è e chi non andrà via e possono finalmente concentrarsi solo sul campionato.

Sembra quasi che la dirigenza granata abbia seguito il suo assioma, “tanto per comprare meglio tenersi chi c’è…”

(ride) Non credo. Il mercato di gennaio è difficile per le esigenze che aveva la squadra. Il Toro ha bisogno di acquisti mirati, di giocatori giovani, soprattutto visti in prospettiva e qualità. Adesso la società ha tempo e mezzi per guardarsi intorno sul mercato e decidere dove e quando intervenire al meglio.

Cosa serve al Toro per fare il salto di qualità ?

Lo sa meglio di me Zaccheroni, che vede e vive la realtà del gruppo tutti i giorni. E’ chiaro che dopo la promozione avvenuta come sappiamo e un campionato che speriamo porti a una salvezza tranquilla, serve un rinforzo per ogni reparto, possibilmente con caratteristiche diverse da quelle dei giocatori attuali.

Al di là di Rosina quali saranno i giocatori decisivi in questa sfida?

I due gol di Abbruscato fanno ben sperare, lui e Stellone possono fare molto in questi mesi dove non avranno più altre preoccupazioni se non quella di dimostrare di essere degni della massima serie. Nella Reggina, ho un’ottimo ricordo di Mesto e Tedesco che sono indubbiamente due giocatori di grande spessore.

Dopo i fatti di Catania, giusto ripartire o era meglio fermarsi ancora ?

Di riflessioni ne sono state fatte e bisognerà continuare a farne, al di là dello stop. Vorrei sottolineare però che la stragrande maggioranza delle partite vengono viste da persone che vanno con la mentalità giusta, ovvero di partecipare a una festa e per divertirsi. Penalizzarli troppo non sarebbe stato giusto, perché non è colpa loro quello che è successo.

Come si possono prevenire queste situazioni ?

Partendo dal fondo, riconsiderando i valori. Oggi sembra che niente abbia più valore, le autorità vengono sempre più messe in discussione, viene meno il rispetto in qualsiasi forma. Per questo bisogna cominciare dalla base, ci deve essere un discorso di ripristino dei valori più autentici del vivere civile, portato avanti nelle scuole e nei posti di aggregazione fra giovani e adulti. Non bisogna cominciare ad altissimi livelli perché spesso chi parla non ha mai vissuto la realtà di uno spogliatoio o dello stadio. Però è un discorso che interessa tutta la società, il calcio può essere la scintilla che mette a fuoco un disagio diffuso.

Però, proprio a livello giovanile, si parla spesso di agonismo esasperato da cui nasce tutto…

Non sono molto d’accordo: non confondiamo il campo con quanto succede fuori dal campo. Non sono contro l’agonismo, senza il quale le partite e le competizioni sportive in genere perderebbe una componente fondamentale, ma contro quello che succede dopo: i ragazzi dimenticano immediatamente, bisogna invece farli riflettere su quanto accaduto in campo.

Ammetterà però che tra la sana competizione agonistica e certe entrate assassine sempre più frequenti c’è un po’ di differenza…

Non è l’agonismo in sé da combattere, perché alcuni episodi fanno parte del gioco, e c’è un arbitro apposta per sanzionarli. Può capitare che in campo ci siano situazioni limite. Bisogna però fare attenzione ai provocatori sia sul terreno di gioco che soprattutto fuori. Il problema sono proprio quelli che vanno allo stadio in cerca dello scontro con le forze dell’ordine.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy