Fuser: ‘Il Toro si riprenderà’

Fuser: ‘Il Toro si riprenderà’

Diego Fuser nasce a Venaria l’11 novembre 1968 ed esordisce in Serie A nella partita più sentita, un derby. E’ l’aprile dell’87 quando la squadra allenata da Radice affronta la Juve. All’inizio del secondo tempo Fuser prende il posto nientedimeno che di Leo Junior sul risultato di parità, senza reti. La gara terminerà…

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Diego Fuser nasce a Venaria l’11 novembre 1968 ed esordisce in Serie A nella partita più sentita, un derby. E’ l’aprile dell’87 quando la squadra allenata da Radice affronta la Juve. All’inizio del secondo tempo Fuser prende il posto nientedimeno che di Leo Junior sul risultato di parità, senza reti. La gara terminerà 1-1 con il concittadino di Diego, Roberto Cravero, che pareggerà nel finale il provvisorio vantaggio bianconero firmato da Brio.
Fuser ha trascorso 4 stagioni con la prima squadra granata (dal 1987 al 1989 e poi nel 2003) e 6 con la Lazio, di cui è stato anche capitano. Il centrocampista piemontese ha indossato inoltre 25 volte la maglia della nazionale maggiore e segnato 65 gol nel massimo campionato.

Diego Fuser, cosa rappresenta il Toro per lei?

E’ un pezzo della mia vita. Ci sono legato sin da bambino, ci sono cresciuto, ho fatto parte di una Primavera fantastica e vi ho esordito in Serie A. Sono ricordi che porterò sempre con me.

Quali sono i ricordi più esaltanti della sua permanenza in granata?

Ho un grande ricordo della vittoria del torneo di Viareggio. Era un gruppo stupendo, di amici veri. C’erano Gigi Lentini, Giorgio Bresciani, Giorgio Venturin ed altri grandi compagni d’avventura. Ricordo anche con estremo piacere l’esordio in campionato in un derby, pareggiammo e giocai tutto il secondo tempo.

E’ soddisfatto dei progressi evidenziati dal settore giovanile granata, che dopo il fallimento sta crescendo a vista d’occhio?

Questo è un fatto davvero positivo per l’ambiente del Toro. Il settore giovanile dà innanzitutto la possibilità a molti giovani di crescere e migliorare non solo da un punto di vista calcistico. E poi fornisce giocatori alla prima squadra, come si è visto per l’esordio di Angelo Ogbonna domenica scorsa.

Ricorda con piacere anche l’esperienza nella Lazio?

Con la maglia biancoceleste ho trascorso gli anni più belli della mia carriera calcistica. Nella capitale sono maturato come giocatore, al fianco di grandi campioni e sono stato allenato da grandi allenatori. Zoff, Zeman ed Eriksson, con lo svedese in particolare abbiamo vinto una Coppa Italia e giocato un finale di Coppa Uefa contro l’Inter (stagione ’97- ’98 n.d.r).

Come commenta l’attuale periodo attraversato dalle due squadre?

Il Toro è in un momento un po’ critico, con carenza di risultati. La squadra però mi sembra buona, ha le possibilità per riprendersi e fare bene. La Lazio invece finora l’ho vista poco. Mi sembra tuttavia che si stia facendo un campionato soddisfacente. Anche quella di Rossi mi pare una buona formazione. Speriamo sia una bella gara.

Ricorda la gara dell’andata, con una vittoria laziale che punì il Toro più di quanto meritasse?

Sì effettivamente lo 0-4 non ci stava assolutamente per come era andata la partita. Il Toro iniziò bene ma la Lazio nella ripresa fu abile a concretizzare le occasioni, talvolta un po’ rocambolesche.

Le dispiace non aver partecipato alla festa del Centenario?

Purtroppo non ho potuto partecipare a causa degli impegni con la mia squadra attuale, il Canelli. Con Gigi Lentini (attuale compagno di squadra di Fuser n.d.r) abbiamo addirittura provato a chiedere lo spostamento della nostra partita ma ciò non è stato possibile.

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