Giagnoni: ‘Il tempo sarà importante per l’intesa’

Giagnoni: ‘Il tempo sarà importante per l’intesa’

Classe 1932, carattere tosto da sardo di razza, per tutti i tifosi granata sar

di Redazione Toro News

Classe 1932, carattere tosto da sardo di razza, per tutti i tifosi granata sarà ricordato come l’allenatore con il colbacco. Al Toro è arrivato nel ’71 ed è andato via nel ’74, due anni prima della conquista dell’ultimo scudetto. Il titolo, arrivato 27 anni dopo la tragedia di Superga, in parte è stato merito anche suo, che iniziò a porre i primi tasselli di quel gruppo memorabile, soprattutto diede al Toro quel tocco di "tremendismo" che ancora oggi rappresenta una vera e propria epoca della storia granata. Oggi Gustavo Giagnoni fa il pensionato, ma continua a mantenersi in contatto con il calcio attuale soprattutto come opinionista.

Cosa pensa del nuovo Toro che sta nascendo?

E’ cambiato molto sia l’anno scorso che questo, quindi un po’ di preoccupazione bisogna averla, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi. Sono arrivati buoni giocatori, ora occorre trovare l’amalgama e l’intesa, mi auguro che tutto vada per il verso giusto. Però ho dei dubbi, ci vuole anche fortuna, cioè che il gruppo trovi in breve tempo l’unione perfetta in campo.

Quanto contano le amichevoli che si giocano in questo periodo?

Poco o nulla, anche se può essere positivo vedere già un po’ di intesa.

Un suo giudizio su Novellino?

E’ stato un mio giocatore, l’ho fatto debuttare io, poi s’è fatto male e fu anche colpa mia che gli feci fare una preparazione non adatta a lui. All’epoca era il sostituto di Claudio Sala, peccato che poi al Torino come calciatore non abbia avuto molta fortuna. Ma era un giocatore da Toro e lo è anche da tecnico, poi lui voleva a tutti i costi allenare la squadra granata. Possiede un grande temperamento e molta grinta, direi ancora di più ora che allena. Per il Toro è una garanzia che ci sia lui.

Cosa pensa di De Biasi?

Ha fatto bene anche lui, parlano i risultati. S’è trovato alle prese con una squadra tutta da rifare e ha centrato la promozione al primo colpo, così il suo ingresso quest’anno è stato determinante per la salvezza. Ho allenato anche lui al Palermo.

Che differenze riscontra tra Novellino e De Biasi?

Novellino ha più temperamento, è testardo, diverso, diciamo che hanno due personalità opposte. Entrambi hanno ottenuto risultati buoni. Credo che anche De Biasi possa ambire ad una squadra ambiziosa, un po’ com’è successo a Di Carlo che dal Mantova ora è passato al Parma, con una squadra di valore a disposizione.

Qual è il miglior acquisto fatto finora dal Torino?

E’ un po’ anziano, ma direi Corini, anche Grella è un buon giocatore. Corini può dare al Toro la qualità, che c’è già in Rosina, tutto dipenderà da come si schiererà la difesa, ma Novellino sa cosa fare ed è molto attento sul reparto arretrato. Corini ha bisogno di avere vicino qualcuno che contrasti, che faccia da interditore, Rosina e Lazetic possono aiutarlo in questo.

Che cosa manca ancora a questo Toro per essere completo?

Il tempo, quello che occorre per assemblare il gruppo.

Dove può arrivare questa squadra in campionato?

Andare in Uefa sarebbe già un successo importante, senza illudersi però, sarà un campionato difficile, con Juve, Napoli e Genoa sarà un campionato più duro. Il Toro deve partire bene poi si aiuterà con i … derby!

Come vede il Torino a lungo termine?

Sarà una squadra importante grazie all’apporto di Cairo. La figura del presidente è fondamentale, più dei giocatori, degli allenatori, l’ho capito con l’esperienza. E’ chiaro che ci vogliono anche i mezzi, ma è importante stare vicini alla squadra, come fa Cairo. A Torino sono state messe le basi buone per il futuro. Senza contare che ha preso un allenatore che gli va a genio.

Cosa ne pensa della ricostruzione del Filadelfia e della frattura che ne è nata tra alcuni protagonisti dell’Associazione Ex Calciatori Granata?

Faccio parte anch’io dell’Associazione e mi schiero dalla parte di chi mette al primo posto la ricostruzione dello stadio in origine. Se poi sono necessarie delle attività per finanziare il progetto ben vengano, ma devono essere inerenti allo stadio. Bisognerebbe seguire l’esempio inglese, mi ricordo quando proprio con il Torino andammo a Glasgow contro i Rangers e ammirai che all’interno dello stadio c’erano ristoranti, negozi di gadgets e abbigliamento, ma tutto riconducibile alla squadra e non extra. Intendo: mettere la sede della società, un circolo per i soci e così via.

E’ giusto che la Juve sia subito considerata testa di serie del campionato?

Gli spetta di diritto (leggere la frase in senso ironico)! Ha fatto una bella squadra, ma non è detto che abbia già vinto.

Lei a proposito di Calciopoli è colpevolista o innocentista?

Colpevolista. Ne avrei anch’io di fatti da raccontare, perchè certe cose sono sempre capitate anche in passato. Ma non si agiva in maniera così spregiudicata come ora, dove veramente si è esagerato.

Lei è un amante della buona cucina, che piatto cucinerebbe al Toro?

Spaghetti con le arselle di Olbia, che sono più prelibate delle vongole. Un piatto anche un po’ piccantino, così come cucina mia moglie. E’ il preferito dalla mia famiglia, tra cui c’è mio figlio che è sfegatato tifoso granata. Come vino da accompagnare consiglierei il Funtaliras, un bianco che proviene sempre dalle mie zone, non estremamente raffinato, ma che si sposa bene con il piatto.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy