Gonzatto: ‘De Biasi, Cairo e i tifosi sono gli artefici di questo successo’

Gonzatto: ‘De Biasi, Cairo e i tifosi sono gli artefici di questo successo’

Scrittrice e PR di successo, Sabrina Gonzatto un anno fa ha lottato a fianco dei lodisti per salvare il Toro dal fallimento. Pochi lo sanno, ma fu anche candidata alla presidenza con i Lodisti. Le abbiamo chiesto come visse l’estate 2005, in mezzo a quella ricorsa frenetica per far sopravvivere il Torino.

Sabrina, un anno fa, che ricordi hai? La conferenza con Rodda e Marengo e la corsa a trovare i soldi per arrivare…

di Redazione Toro News

Scrittrice e PR di successo, Sabrina Gonzatto un anno fa ha lottato a fianco dei lodisti per salvare il Toro dal fallimento. Pochi lo sanno, ma fu anche candidata alla presidenza con i Lodisti. Le abbiamo chiesto come visse l’estate 2005, in mezzo a quella ricorsa frenetica per far sopravvivere il Torino.

Sabrina, un anno fa, che ricordi hai? La conferenza con Rodda e Marengo e la corsa a trovare i soldi per arrivare in tempo in Figc ed ottenere il Lodo Petrucci.

Come tutti i ricordi che hanno un’evoluzione positiva- e per il Toro mi sembra le cose siano andate benissimo – l’estate del 2005 (giugno-settembre) rimarrà per sempre fortemente radicata in me. Ci pensavo giusto in questi giorni parlandone con un amico. Fu Gianni Bellino che mi invitò ad unirmi al gruppo. Partecipai alla conferenza presso il notaio Cilluffo e alla prima riunione operativa dove conobbi Giovannone. Rodda e Marengo li avevo conosciuti alla conferenza stampa. Queste furono le mie uscite pubbliche e finì tutto lì. Mi allontanai perchè mi fu chiaro che per me non ci sarebbe stato spazio. Credo che in molti si siano chiesti cosa ci facesse una donna in mezzo a tutti quegli uomini. Tra l’altro una donna che di mestiere si occupa di altro e che è entrata nel mondo Toro in punta di piedi. Le mie competenze professionali e l’azienda che rappresentavo e rappresento tuttora erano il mio biglietto da visita. A livello mediatico, come un giornalista mi ha fatto notare, avere una donna politically correct come la sottoscritta, avrebbe potuto avere un grande appeal. Non posso dire chi è, ma questo giornalista il giorno in cui Cairo comprò il Toro e l’odissea ebbe termine, mi telefonò dicendomi che per lui sarei rimasta l’unica presidentessa del Toro. Ma il calcio è roba da maschi.

Tu eri a fianco dei Lodisti, anche se in modo un po’ defilato, ma credevi davvero nel loro progetto?

 

Erano tutti molto entusiasti. Competenti nella loro professione, ma a mio avviso poco avvezzi ai meccanismi calcistici. Credevano in un sogno e hanno fatto di tutto, forse con un po’ di ingenuità, per realizzarlo. Tutto quanto era nelle loro possibilità intendo. Hanno accompagnato il Toro verso la sicurezza di Cairo. E non è poco. E’ facile con il senno di poi salire in cattedra e magari criticare. Era un periodo di grande concitazione ed incertezza. E’ un po’ come quando uno sta per annegare e arrivano i primi soccorsi, i lodisti hanno prestato i primi soccorsi al Toro, altrimenti sarebbe annegato, il resto lo ha fatto Cairo e lo sta facendo.

 

Se hai letto l’intervista di Gianni Bellino, cosa ci puoi dire a proposito?

E’ ancora arrabbiato. E’ un puro Gianni. A volte un po’ cocciuto proprio come il suo granatismo.

Quando hai saputo che Cairo sarebbe diventato il vero acquirente del Toro?

Qualche giorno prima della presentazione ufficiale mi avvisarono che c’era un acquirente sicuro. Ero in vacanza a Merano. Non sapevo fosse Cairo, del quale conoscevo la sua società, la Cairo Communication.

Ti saresti mai aspettata un anno dopo la Juve così in crisi?

Assolutamente no, anche se negli ultimi mesi si percepiva qualche avvisaglia. Un anno veramente orribile non solo per la Juve, ma per tutto il calcio. Torino, dal punto di vista calcistico può ben dire di non essersi fatta mancare nulla, nel bene e nel male.

A questo punto aggiungerai altri capitoli alla seconda puntata del tuo libro, in base a questi cambiamenti gerarchici del calcio cittadino?

Guarda, non lo so. Il libro è praticamente finito. Se apporterò dei cambiamenti sarete i primi a saperlo. Nelle brevi anticipazioni fornite alla stampa avevo rivelato alcuni fatti e a seguito di ciò qualcuno scherzosamente mi ha chiamato Cassandra perché quando ho scritto la seconda parte, qualche mese fa, nell’aria non c’era ancora nulla. Nella mia proiezione, infatti – il libro è ambientato nel 2015 – il Toro è in A e la Juve arranca per raggiungerlo. Sono andata molto avanti nel tempo, ma come vedi la realtà odierna è più cattiva con la Juve di quanto non siano state le mie previsioni. A parte tutto questo l’augurio che faccio al Toro è di proseguire così. Passo dopo passo.

Conosci bene Chiamparino, quanto ha fatto per la salvezza del Toro?

Chiamparino è un tifoso del Toro ma prima di tutto è il nostro sindaco. Il sindaco di una città importante che dopo le Olimpiadi è diventata città del mondo. Si è molto impegnato per il Toro ma non solamente perchè è un granata. Lo ha fatto per salvaguardare una parte della nostra storia. Da uomo, da sindaco e da tifoso. Questo è quanto penso.

Visto che hai vissuto tutta la stagione allo stadio, anche se ti ritieni non esperta di calcio, un giudizio sulla squadra?

La squadra ha giocato sempre per rendere al meglio delle sue possibilità. Anche quando alcune partite non erano così appaganti dal punto di vista del gioco e la classifica languiva. Ma grazie ad una buona guida in campo (De Biasi), un’altra fuori del campo (Cairo) e una altrettanto buona sugli spalti ( i tifosi), i risultati sono arrivati. E’ stato veramente un gioco di squadra.

Da esperta di comunicazione, che campagna faresti per invogliare autorità e imprenditori a risolvere l’annosa questione del Filadelfia?

Gli accordi presi precedentemente devono essere rispettati. Le parti interessate però potrebbero rinunciare ad una parte del progetto e contribuire alla ricostruzione del Fila con aiuti economici provenienti non solo da enti pubblici, ma anche da privati. A livello mediatico potrebbe essere sensazionale. Pensate: un confronto con l’Inghilterra. I londinesi non sono riusciti, i torinesi possono. Filadelfia e Highbury. Torino e Londra. Sarebbe un bello scoop anche a livello internazionale. TORINO BATTE ARSENAL 1-0.

Il Toro sarà l’unica squadra in A della città, che effetto fa?

Ci si sente un po’ soli, ma va bene così. Per il derby c’è tempo.

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