Gonzatto: ‘Un libro cambia la vita’

Gonzatto: ‘Un libro cambia la vita’

Tratto dal libro omonimo di Sabrina Gonzatto, dopo il successo ottenuto al Carignano e al Gobetti, l’opera teatrale viene proposta da dov’era partita due anni fa.

Signora Gonzatto, che significato ha il ritorno al Cardinal Massaia, da dove cominciò questa meravigliosa avventura?

Per prima cosa perché è stato il teatro stesso a richiedercelo. Ci piace riproporlo in quel luogo perché…

Tratto dal libro omonimo di Sabrina Gonzatto, dopo il successo ottenuto al Carignano e al Gobetti, l’opera teatrale viene proposta da dov’era partita due anni fa.

Signora Gonzatto, che significato ha il ritorno al Cardinal Massaia, da dove cominciò questa meravigliosa avventura?

Per prima cosa perché è stato il teatro stesso a richiedercelo. Ci piace riproporlo in quel luogo perché è una zona popolare, popolata da tanti granata, come sa essere Borgo Vittoria. E’ un atto di riconoscenza, senza contare che ha portato molta fortuna. Non è un ciclo che si chiude, ma è un nuovo punto di partenza.

Ci saranno anche gli appuntamenti mattutini previsti per le scuole?

Purtroppo no, mi è spiaciuto molto perché avevo cercato in tutti i modi di far partecipare anche i ragazzini, ma non è stato possibile per problemi organizzativi. Peccato che non si possa fare.

In futuro ci saranno opportunità per portare l’opera nelle scuole?

Mi piacerebbe, soprattutto dopo la bella esperienza dell’incontro con la scuola elementare e media di Trofarello. Trovo che sia una cosa interessante portare a conoscenza degli alunni la storia di una squadra che ha coinvolto un’intera città e nazione con le sue gesta. Ho avuto anche dei contatti con Don Aldo Rabino, il quale mi ha spronato molto a proseguire su questa strada.

Dopo le tre serate previste, il 2, il 3 e il 4 febbraio prossimi, ci sarà un seguito?

Stiamo valutando altri progetti, anzi anticipo, senza poter ancora entrare nei particolari, che in autunno dovrebbe partire un grandissimo progetto legato al libro e all’opera.

Tra l’altro quando uscirà il seguito del primo racconto?

Il libro è pronto e dovrebbe essere pubblicato prima della Fiera del Libro, il titolo sarà ‘La mini bordeaux, anzi granata’. Però non abbiamo pensato di legare una nuova piece teatrale.

Quante recensioni ha avuto il suo primo libro?

Tra stampa e tv direi tantissime, sono più che soddisfatta vedendo appunto quanti libri sul Toro e di sport stanno uscendo. Dopo due anni dalla sua uscita, che cadono proprio in febbraio, continuano ad uscire ancora delle recensioni. L’ultima che segnalo si trova su questo numero di Calcio2000, presentato come libro del mese.


Perché questo racconto ha avuto così tanto successo?

A mio avviso perché è stato concepito da una donna che oltretutto non si occupa di calcio. E’ scritto con un linguaggio comprensibile a tutti, non da giornalista sportivo. Sono parole che arrivano al cuore e vanno a toccare le corde emotive anche di chi non è del Toro. Il marito di una mia amica è juventino sfegatato, la moglie gli ha regalato il mio libro, l’ha letto e poi ha visto lo spettacolo. Adesso sta facendo una campagna a favore incredibile. Ha amato soprattutto la storia del Toro legata alla città.

C’è la possibilità di portare l’opera teatrale fuori dai confini regionali?

Me l’hanno chiesto in parecchi, il Club di Melfi, dei tifosi a Brindisi, però sono difficili da conciliare i tempi con la compagnia, ma non è da escludere. Intanto faremo lo spettacolo in altre località del Piemonte, sotto questo aspetto sta lavorando l’organizzazione del Teatro Stabile.

Quanto le ha cambiato la vita questo successo?

Tantissimo, soprattutto a livello emozionale. E’ stata la mia prima esperienza come scrittrice e nonostante mi sia occupata di Toro, ora mi arrivano richieste per scrivere libri di altro genere. Non posso che ringraziare questa squadra per quello che mi ha dato. Io sono di natura molto riservata, dopo questa esperienza sento di aver acquisito più certezze e ho avuto l’occasione di entrare in contatto con persone eccezionali, che mi riconoscono, mi scrivono, mi vogliono bene.

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