Gramellini: ‘Cairo nessuna follia’

Gramellini: ‘Cairo nessuna follia’

Il nostro ospite non ha bisogno di presentazioni, è un fratello di virus con il quale è sempre un piacere estremo dialogare, granata e pungente al punto giusto.

Momento clou dell’anno, dopo la promozione del Toro, l’Italia campione del mondo. Che sensazioni hai provato?

di Redazione Toro News

Il nostro ospite non ha bisogno di presentazioni, è un fratello di virus con il quale è sempre un piacere estremo dialogare, granata e pungente al punto giusto.

Momento clou dell’anno, dopo la promozione del Toro, l’Italia campione del mondo. Che sensazioni hai provato?

La vittoria di Berlino non mi ha dato neppure un centesimo delle emozioni provate contro il Mantova. Il tifo per la Nazionale è una questione di testa. Il Toro è spremuta di cuore. Ho trovato “granata” solo il gol di Grosso nella semifinale.

Il lato oscuro del nostro sport per eccellenza: calciopoli. Qual è il tuo pensiero?

Comandavano in due: la Juve con Moggiraudo e il Milan coi diritti televisivi. Se adesso ne cade una sola, tutto rischia di continuare come prima. Mi stupisce che alcuni tifosi del Toro non lo capiscano: eppure siamo stati proprio noi i primi a sperimentare sulla nostra pelle la bulimia berlusconiana, con il caso Lentini. Non la sto buttando in politica. Infatti ce l’ho anche col “compagno” Moratti, il cui sbandierato interesse per i deboli si è fermato davanti ai contratti televisivi dell’Inter.

A questo punto come vedi il futuro del calcio?

I problemi dipendono in minima parte dagli arbitri. Il vero nodo sono i diritti tv. Vanno ridistribuiti in parti uguali, altrimenti nei prossimi anni ci limiteremo ad aver sostituito la diarchia Juvemilan con quella Intermilan. Sono abbastanza antijuventino da preferire la seconda alla prima. Ma anche abbastanza granata per desiderare che saltino tutte le cupole e ogni squadra abbia di nuovo la possibilità di ingaggiare i migliori giocatori e di puntare allo scudetto, Toro compreso.

Passiamo al Toro, le tue previsioni sul prossimo campionato?

Il mio obiettivo è finire il campionato del Centenario nella parte sinistra della classifica. Tutto ciò che va sopra al decimo posto sarà un regalo inatteso. Ma non è vero che un campionato senza Juve e Fiorentina rappresenti un’occasione unica e imperdibile. La Juve impiegherà almeno 5 anni per tornare quella che era nell’era Moggiraudo. E la Viola, a cui auguro ogni bene, chissà.

Un tuo giudizio su questi primi movimenti della campagna acquisti granata?

Cairo sbaglierebbe a svenarsi. Ma anche a continuare la politica dei Pancaro e dei Franceschini. Quali stimoli hanno? Quali prospettive garantiscono? Meglio concentrarsi su un paio di elementi di esperienza e poi però puntare sui giovani provenienti dall’estero o dalle serie minori, alla ricerca dei tanti Grosso che sicuramente vi giocano. Mi rifiuto di credere che in C1 o in C2 non ci sia uno stopper o un mediano con le caratteristiche giuste per sfondare da noi.

Dopo il ritorno di De Ascentis ne vedresti altri del Toro che fu?

De Ascentis è dei nostri, anche se era il capitano di un Toro che vorremmo dimenticare. Mudy lo riprenderei subito. E anche Mantovani: non può essersi imbrocchito di colpo.

Un tuo giudizio sulla sempre ingarbugliata situazione del Filadelfia?

Senza il campetto attiguo è inutile. Uno stadio con un solo terreno di gioco non potrebbe mai diventare quel centro sportivo nel cuore della città che tutti noi vogliamo. Un luogo dove convivano società, museo, prima squadra, Primavera e tifosi. Far sloggiare i proprietari delle aree edificabili costa 6/7 milioni di euro e il Comune non li vuole sborsare. L’assessore ha detto che non spende i soldi della comunità per liberare un campetto che non serve a niente. Dobbiamo fargli capire che serve, eccome se serve.

Quest’anno si tornerà al vecchio Comunale, al centro di polemiche perché troppo piccolo. Che ne pensi?

Lo stadio GRANDE TORINO (guai a chi lo chiama Olimpico) è bellissimo. Purtroppo è vicino alle case e per motivi di sicurezza non potrà mai essere ampliato oltre un certo limite: questioni di deflusso, parcheggi, eccetera. Poiché il problema della capienza, siamo onesti, riguarda solo le curve (gli spettatori dei distinti e delle tribune garantiscono il tutto esaurito tre volte l’anno), confido in una legge che le ritrasformi in “standing area”. Con il pubblico in piedi, Maratona e Primavera potrebbero crescere di quel 20-30% per cento che basterebbe ad accogliere tutti i tifosi più fedeli, senza sforare i limiti imposti dalle norme sui parcheggi e le uscite di sicurezza.

Non possiamo non concludere la nostra chiacchierata parlando del successo del tuo nuovo “Granata da legare”.

Voglio ringraziare i forumisti di Toronews per il gradimento che hanno espresso nei confronti del libro. Ho ricevuto tante lettere di persone che si sono commosse per il racconto dello scudetto 1976. Chi c’era ha rivissuto la sua adolescenza. E chi non c’era ha finalmente compreso la famosa frase di Pulici: uno scudetto col Toro ne vale 10 vinti da un’altra parte. Confermo. Quanto a campionati vinti, noi siamo a quota 70 e la Juve solo a 29. Pardon, a 27…

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