Graziani: “La figuraccia col Napoli? I giocatori studino la storia del Toro”

Graziani: “La figuraccia col Napoli? I giocatori studino la storia del Toro”

Esclusiva TN / L’ex attaccante granata ha risposto ai nostri microfoni: “Il mercato gira intorno alla cessione di Belotti”

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Dopo il deludente match contro il Napoli, abbiamo contattato Francesco Graziani, storico attaccante del Torino che non si è risparmiato, rispondendo a molte domande su diversi argomenti, da Belotti al Filadelfia, fino al futuro e a Mihajlovic. Ecco le sue parole nel giorno del 41° anniversario dell’ultimo scudetto conquistato dal Torino, a conclusione di un’annata, quella del 1975/1976, di cui fu attore protagonista.

Ciccio Graziani, prima un buon risultato al derby, poi la figuraccia contro il Napoli: il Toro ha finito il campionato una settimana fa?

Sembrerebbe di sì, anche se la partita era allettante per il Toro, nella quale puoi toglierti una soddisfazione importante, e sicuramente devi avere un approccio diverso e una capacità tecnica diversa. Il risultato di 5-0 è eclatante: contro il Napoli, se non ha il giusto approccio, fai brutte figure. Non mi è piaciuto per niente il Toro. Era l’occasione per mettersi in mostra ed è stata sciupata.

Lei è stato un attaccante formidabile al Toro: sa dare una spiegazione per questo stallo di Belotti?

Difficile dare un giudizio. Non so se lui si sia sentito appagato dai suoi buoni risultati stagionali, ma sinceramente non credo. Vincere la classifica cannonieri sarebbe una soddisfazione enorme per lui, che gioca contro giocatori di altissimo livello (Dzeko, Higuaìn, Mertens). Secondo me non è stato supportato adeguatamente dalla squadra e se un attaccante non è rifornito bene, non riesce a segnare. A livello di occasioni, anche nel derby non abbiamo creato molto, pur se senza l’espulsione di Acquah, sono sicuro, avremmo vinto. Non è stato supportato, e quando non ti riforniscono è dura. Poi anche lui ha avuto un leggero calo, e unendo le due cose si è arrivati a questa astinenza.

Due giornate, e un’altra stagione sarà finita: cosa serve al Toro in estate?

Credo che il Toro abbia una base solida sulla quale fare affidamento. Deve cercare di prendere quei tre o quattro giocatori per essere più competitivi per puntare all’Europa. Ma sinceramente se non ci sarà il sacrificio di Belotti sarà dura investire. Il mercato gira intorno alla cessione di Belotti, senza la quale non credo ci sia la voglia da parte della società di investire 40 milioni in giocatori importanti per rinforzare la squadra. Se si vendesse Belotti anche solo a 90 milioni di euro, puoi pensare ad investirli in parte indovinando i giocatori giusti.

Quindi vendere Belotti sarebbe la cosa giusta per il Torino?

Secondo me per la società granata, vendere Belotti è una grande opportunità. Fossi in lui, però, farei ancora un anno al Toro, a meno che non arrivi il top club irresistibile. Se dovesse andare via potrebbe fare più fatica, a causa di grandi antagonisti, e sarebbe difficile per lui ripetere i risultati di quest’anno. Per questo se fossi in lui resterei ancora un anno al Toro. Mettendomi nei panni del Toro, invece, il possibile provento della cessione di Belotti mi ingolosirebbe parecchio per reinvestirlo sul mercato“.

Il Torino deve continuare a puntare su Sinisa Mihajlovic?

Metto subito le cose in chiaro: a me Mihajlovic è sempre piaciuto, come tipologia di allenatore. Ha carattere, personalità, carisma. A volte si incide di più, a volte meno, ma lui incarna lo spirito del nostro Toro. Però bisogna ammettere che quest’anno ci siano stati troppi alti e bassi, perché la squadra deve sempre portare il carattere in campo, anche nelle partite meno importanti: bisogna trovare una continuità di carattere e lo può dare solo il tecnico. Il Toro deve giocare da Toro sempre. Poi ci sono vittorie e sconfitte, però devi sempre giocatore con quella determinazione, che ha sempre distinto il Torino competitivo.

Filadelfia, tra 9 giorni l’inaugurazione: potrebbe essere una svolta nella storia del Torino? Lei ci sarà?

Per ora non mi hanno ancora invitato. Del Filadelfia, quello dove io ho avuto l’onore di giocare, calpestato da quei giocatori leggendari, è rimasto solo il nome, di storico non c’è più nulla tranne lo stesso nome, che è importante. Io ho l’impressione, però, che al Toro si sia persa la memoria storica. I giocatori nuovi che arrivano devono sapere cosa sia la passione granata, il Grande Torino, cosa siamo stati noi nelle nostre epoche. Quando arrivano nuovi calciatori bisognerebbe dare loro un libro per far studiare la storia granata e per far capire ai giocatori di mettere il cuore dentro a questa maglia. Io ho vestito anche altre maglie prestigiose, come quelle di Fiorentina e Roma, ma il Toro è una cosa completamente diversa. Saranno le tragedie, ma il Toro ha una storia completamente diversa. Basta andare vedere il museo del Toro, che però non è gestito dalla società. In quel museo ti vengono i brividi, quasi le lacrime. Per la quantità e la qualità del materiale e per l’importanza storica che riveste, dovrebbe essere gestito dalla società; invece lo gestiscono dei tifosi, che sono straordinari. Questi nuovi giocatori dovrebbero capire dove giocano.

3 commenti

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  1. torinodasognare - 6 mesi fa

    Ma si, è vero abatta68, il calcio dei professionisti è questo. I risultati e le motivazioni personali son legati a filo doppio. E’ assurdo aspettarsi qualcosa di diverso.
    Guardavo gli highlights, e devo dire che si vede chiaramente che non si capisce cosa ci facciano un Joe Hart e un Belotti nella stessa squadra di un Carlao e Ajeti, con tutti i limiti dei primi due, intendiamoci. Tu pari bene e segni tanto ma se il risultato non arriva mai o quasi mai NON ti impegni più. Succede anche negli altri lavori. Lo so che è fastidioso per un tifoso vedere perdere la propria squadra per colpa di gente che guadagna un sacco di soldi, ma la mente umana lavora sempre nello stesso modo, sia che tu lavori in un call center sia che tu abbia gli scarpini ai piedi.

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  2. abatta68 - 6 mesi fa

    Tutto vero… soprattutto quando sottolinea l’aspetto caratteriale che è mancato, non solo domenica ma in tante altre occasioni, soprattutto nelle partite in trasferta. Io ero sicuro di una scoppola dopo il derby con la Juve, sia per il valore dell’avversario, sia perchè mi aspettavo un calo di tensione post-derby. Anche in passato succedeva spesso… mi ricordo quel famoso derby del 3-2 in rimonta… le ultime 6 giornate furono un disastro, con la squadra in vacanza, capace di fare un misero 0-0 e altre 5 sconfitte… ed era il 1983, non il Toro di Cairo!

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  3. tapiro granata - 6 mesi fa

    GRANDE GRANDISSIMA verita’…bravo Ciccio..soprattutto l’ultima risposta..la societa’ dovrebbe davvero far capire e vedere l’anima del TORO… lo diceva anche il buon Don Aldo Rabino… ma sembra davvero che in societa’ non freghi piu’ di tanto
    Cmq empre e solo forza TORO

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