”Ho la maglia granata tatuata sul petto”

”Ho la maglia granata tatuata sul petto”

di Ivana Crocifisso

Il 28 aprile Marco Chiosa non lo dimenticherà mai: è il giorno della firma del primo contratto da professionista che lo legherà al Toro per tre anni. Quello del difensore centrale della Primavera, classe ’93, è uno dei nomi entrato in modo prorompente nelle “case” dei tifosi granata. La firma, la prima convocazione di Lerda, e l’ovvia curiosità intorno…

di Ivana Crocifisso

Il 28 aprile Marco Chiosa non lo dimenticherà mai: è il giorno della firma del primo contratto da professionista che lo legherà al Toro per tre anni. Quello del difensore centrale della Primavera, classe ’93, è uno dei nomi entrato in modo prorompente nelle “case” dei tifosi granata. La firma, la prima convocazione di Lerda, e l’ovvia curiosità intorno ad un giocatore amato moltissimo da ogni suo tecnico, considerato l’erede naturale di Simone Benedetti. Di sicuro a questo ragazzo, originario di Ciriè, non manca l’umiltà: il solo paragone con l’attuale interista gli sembra addirittura azzardato.

Tutto in pochi giorni, Marco. Il contratto e poi la convocazione
Sì, è cambiato tutto in poco tempo, in poche settimane. Prima della firma mi sono allenato con la Prima squadra, poi la convocazione, un’emozione bellissima, anche se sono andato in tribuna è stato ugualmente bello. Per quanto riguarda il contratto ringrazio la società, il presidente Cairo e Petrachi. Sono qui da quando avevo 11 anni, la maglia granata è ormai tatuata sul petto”.

Da subito hai conquistato in Primavera il posto al fianco di Scaglia, quello che era di Benedetti. Sembri il suo erede naturale, è un paragone che ti fa piacere?
Sì, certo, mi fa piacere. Simone è un ottimo giocatore e non credo di essere ancora al suo livello, ha fatto cose importanti all’Inter e sarà proprio il nostro avversario. Ringrazio chi mi accosta a lui, ma soprattutto i tecnici che mi hanno aiutato a crescere e i miei genitori, che mi hanno sempre seguito.

Inter che sarà l’avversaria di oggi. Partire sfavoriti può essere un vantaggio?
L’inter è una grande squadra, a parte Benedetti conosco altri giocatori, certo, a volte partire sfavoriti può servire, ma noi dobbiamo solo rimanere concentrati e non pensarci. L’obiettivo deve essere soltanto quello di ottenere un risultato positivo.

Hai firmato per tre anni, ti piacerebbe fare esperienza lontano dalla Primavera, magari in presito, cosa che potrebbe darti la possibilità di crescere?
Certo, ma ovviamente il mio sogno è quello di giocare con la maglia del Toro, in serie A, diventarne una bandiera.


Guarda la VIDEOintervista completa! TN WebTV

(foto M. Dreosti)

 

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