”Il Fila per riavere la nostra identità”

”Il Fila per riavere la nostra identità”

di Davide Agazzi – Nel 2006, Giuseppe Culicchia pubblicava “Ecce Toro”. Con quel libro, lo scrittore torinese metteva in chiaro, ancora una volta, la sua fede calcistica e si faceva acclamare da gran parte della tifoseria granata. Nella sua carriera, tante le opere incentrate su Torino, tutte scritte con quel Cuore Toro, di cui oggi si sente un gran bisogno. In occasione del “Salone del Libro di Torino”, lo abbiamo intervistato,…

di Davide Agazzi – Nel 2006, Giuseppe Culicchia pubblicava “Ecce Toro”. Con quel libro, lo scrittore torinese metteva in chiaro, ancora una volta, la sua fede calcistica e si faceva acclamare da gran parte della tifoseria granata. Nella sua carriera, tante le opere incentrate su Torino, tutte scritte con quel Cuore Toro, di cui oggi si sente un gran bisogno. In occasione del “Salone del Libro di Torino”, lo abbiamo intervistato, in esclusiva, per sapere il suo punto di vista sull’attuale società e le sue speranze per questo finale di stagione.

Anno nuovo, stessa storia. Un campionato cadetto con tante sofferenze e poche soddisfazioni. Siamo sempre lì.
Si, siamo sempre lì. Bisogna fare uno sforzo di volontà enorme e crederci fino alla fine, sperando che lo sforzo lo faccia anche qualcun’altro.

Nei tuoi libri scrivi di una Torino che cambia, una Torino in continuo movimento. Anche il Toro è cambiato, ma come?
Il Torino è cambiato quando ha perso il Filadelfia e con lo stadio ha perso la sua casa e la sua identità. Ora sono rimasti solo la maglia, i colori ed un nome. Persino il simbolo mi sembra leggermente cambiato. Sono venuti a mancare i legami di un tempo. Penso a Natali, qualche anno fa, che aveva detto di non sapere cosa fosse il Cuore Toro.

Secondo te, quale può essere la soluzione a questa situazione?
Prima di tutto, lo ripeto, partire dal Filadelfia. Si parla tanto di Serie A, ma tornarci per soffrire senza una propria identità, non cambierebbe le cose. Per fortuna ora nel Toro c’è una figura come Giacomo Ferri, che spero possa trasmettere ai giocatori i valori di un Cuore Granata.

Qual è il tuo ricordo preferito legato al Toro?
Senza andare troppo lontano, penso alla finale play-off con il Mantova. Ricordo un “Delle  Alpi” colmo di tifosi, il vero patrimonio di questa società. Un patrimonio che, purtroppo, Cairo sta perdendo con gli anni.

Infine, una battuta su questo finale di stagione. Cosa speri e cosa ti aspetti?
Non spero e non mi aspetto nulla. Bisogna semplicemente vincerle tutte.

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