Il mental coach e tifoso Cassardo: “Il Toro è una squadra di perdenti. E la colpa… “

Il mental coach e tifoso Cassardo: “Il Toro è una squadra di perdenti. E la colpa… “

Esclusiva / L’opinione di un esperto per capire cosa non va nella testa di società e squadra: “Belotti non è un fenomeno, deve ritararsi. I tifosi parlino meno e vadano di più allo stadio”

di Marco Parella

Il Toro che si fa rimontare due gol dal Bologna in maniera tragicomica, il Toro che rischia la beffa con il Frosinone, ma anche il Toro che ha ormai una amara tradizione di gol allo scadere nei derby. “È un problema di testa”, si dice sempre. Ok, ma vogliamo fare qualcosa per risolverlo? Abbiamo chiesto di farci da guida in un viaggio dentro la mente di questo nostro Toro a un professionista del settore, Marco Cassardo, mental coach. E tifoso granata.

Partiamo dal Marco tifoso. Come hai visto questo inizio di campionato?
Si è di nuovo aperta la solita stagione dei condizionali: “se avessimo fatto questi due punti, se il Var non ci avesse tolto quelli”. Mi sembra il solito campionato che si ripete identico da anni e le prospettive sono abbastanza deprimenti, non c’è stata ancora una partita che mi abbia minimamente emozionato. Non mi sembra che ci siano i presupposti per fare una stagione diversa da quelle anonime e mediocri degli ultimi anni.

I condizionali rovinano il fegato ai tifosi, ma possono trasformarsi in alibi per una squadra. Come se ne esce?
Il Toro purtroppo è recidivo in questi cali di concentrazione, sembra quasi si siano inseriti nel nostro dna. Ti ricordo il 2-2 col Verona l’anno scorso o quello in casa della Spal. Da un punto di vista psicologico, quando accadono queste cose vuol dire che tu, giocatore, non sei più focalizzato sulla prestazione. Essere focalizzati sulla prestazione significa che per 95 minuti la palla che stai giocando è la più importante della partita, sei concentrato sul processo, cioè sul fare quel gesto al tuo meglio secondo per secondo. L’errore arriva quando invece sposti l’attenzione dal processo al risultato e inizi a pensare “stiamo vincendo”, “manteniamo il risultato”, “mancano solo 20 minuti”. La rimonta diventa praticamente inevitabile quando ti proietti sul futuro e distogli l’attenzione dal presente.

Bologna FC v Torino FC - Serie A

Non è solo un problema del Toro questo, ma il concetto è chiaro.
Vero, ma la storia dei derby degli ultimi vent’anni insegna. Perché le grandi squadre riescono a vincere al 97esimo? Perché sono sul pezzo dal primo all’ultimo secondo della partita. Perché dal punto di vista del focus attentivo, il terzo minuto è uguale al settantesimo o al novantatreesimo, a prescindere dal risultato. Così non è stato per i giocatori del Torino contro il Bologna: sembravano cadaveri in campo. La reazione di Djidji è da bar, il modo in cui Berenguer si “dimentica” di fare fallo sull’avversario lanciato a rete idem.

Ci sono altre componenti da considerare per provare a curare questo “male”?
Più in generale, il Toro è diventato una squadra di perdenti. Ci siamo consolidati come una squadra che non conclude nulla da vent’anni, l’emblema di un club che non ottiene risultati. Questo toglie la voglia, la rabbia. Ormai c’è il pensiero che se vinciamo bene, se non vinciamo pazienza, tanto i tifosi applaudono felici una sconfitta in casa contro una Roma che sta prendendo pallonate da chiunque, applaudono felici il bel gioco del Napoli. Se Sirigu avesse vestito la maglia di un top club, quel rinvio non l’avrebbe sbagliato perché avrebbe avuto inculcato in testa il pensiero che non puoi permetterti svarioni, che quella vittoria la devi portare a casa. Si è creata una logica inconscia per cui il Torino non deve per forza vincere, al Torino basta fare i suoi bei campionati da nono posto, l’Europa neanche dichiarata come obiettivo. Si è instaurato un clima molto riduttivo a livello di ambizioni. Manca la ferocia e un tempo non era così perché ho visto dei Toro scarsissimi entrare in campo per vincere, mai rassegnati.

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Quindi una parte della colpa è anche dei tifosi?
I tifosi dovrebbero parlare di meno e andare allo stadio di più, perché è vergognoso che siamo dodicesimi per media spettatori dietro a Udinese, Bologna, Genoa, ecc…. Io vado allo stadio ogni domenica dal ’75 e gradirei meno banfate sulla tastiera e più presenza sugli spalti. E poi smettiamola di applaudire alle sconfitte. Il tifoso del Toro deve tornare a essere un tifoso caldissimo, ma esigente, deve farsi sentire, incavolarsi.

In tutto questo c’entra qualcosa anche l’allenatore?
Il Toro non gioca bene e Mazzarri, a mio parere, è un buon allenatore, ma eccessivamente prudente, quasi pauroso. Però non me la sento di colpevolizzarlo, perché ho visto cose inenarrabili anche con Mihajlovic e Ventura. Gli ultimi tre allenatori del Toro hanno personalità completamente diverse, eppure rimangono gli stessi problemi. Mihajlovic era proprio l’emblema del duro e invece gli avversari hanno continuato a rimontarci e prenderci a pallate. Nell’unico derby che stavamo vincendo, abbiamo preso un gol assurdo al 92esimo. Basta cercare capri espiatori, non si fa il bene del Toro ad addossare tutte le colpe a Mazzarri adesso. Credo che ci sia un discorso di mentalità Toro che vada risolto ai piani alti. Cairo non sta riuscendo a far passare l’immagine di una società vincente, tutt’altro, siamo dei perdenti. Servirebbero delle figure carismatiche nell’organigramma, ma non figurine, gente esecutiva. E poi uno staff adeguato per supportare i calciatori.

cairo

Effettivamente ormai quasi tutte le squadre professionistiche di tutta Europa si avvalgono di mental coach e psicologi. Il Torino com’è messo?
Alla Juventus sono trenta tra psicologi e mental coach, coordinati dal professor Vercelli dell’Università di Torino (anche responsabile della Nazionale italiana di Sci). Al Torino non sanno neanche di cosa stiamo parlando. A Cairo non interessa e questo, dispiace ammetterlo, non rientra nella logica di un club che vuole crescere. Il fatto che nel 2018 nessuno in società pensi che il calcio vada affrontato anche dal punto di vista mentale è grave. Soprattutto per una squadra come il Torino che ora ha dei palesi limiti psicologici, dei palesi limiti di identità, che ha smarrito la propria rabbia e non si sa più se è carne o pesce. Non funziona più entrare nello spogliatoio e urlare “tirate fuori le palle!” ai giocatori. È grave che il Torino sottovaluti questo aspetto. Bisognerebbe fare un discorso a più livelli, con non uno, ma uno staff di mental coach che inizi a lavorare già dalle giovanili.

È un quadro terribile al momento. Come si fa a recuperare l’identità tremendista?
Le domande sono due: Come siamo diventati dei perdenti? E, più importante, invece che piangerci addosso, come possiamo tornare a essere il Toro che faceva paura a tutti? Perché la nostra identità è sempre stata quella. Altrimenti il Toro di Giacomini imbottito di ragazzini non si sarebbe salvato e non avrebbe eliminato la Juve dalla Coppa Italia. Bisogna lavorare pesantemente sull’identità, ma la società è completamente assente.

Al di là di capire l’importanza dell’aspetto psicologico nel calcio e dotarsi di uno staff di mental coach, cos’altro potrebbe fare Cairo?
L’identità si recupera investendo sui patrimoni emotivi. In parole povere, gli stadi. Vogliamo fare uno stadio di proprietà? Lo sta facendo persino il Pisa… E poi vogliamo tirare fuori i soldi per un Filadelfia come si deve con un Museo granata all’interno e un’apertura garantita ai tifosi? È un grande lavoro, ma è questo che serve, non dare la colpa a Mazzarri o al giocatore di turno.

Torino FC v Frosinone Calcio - Serie A

A proposito dei singoli, quello che forse avrebbe più bisogno di un supporto per uscire dal tunnel in cui è entrato già dalla fine dello scorso campionato è Andrea Belotti.
Finchè lui si percepisce come un attaccante da 26 gol a stagione, che vale 100 milioni e che deve dimostrarlo a ogni partita, non ne uscirà mai. Lui deve tornare a percepirsi come un buon attaccante, non un fenomeno, che ha tutte le carte in regola per fare i suoi 12-15 gol a stagione. Soltanto con una percezione più realistica di se stesso può lavorare con calma e magari segnarne anche 20 di gol. Ma deve fare un passo indietro, farsi aiutare e vivere la sua esatta dimensione, estraniandosi dall’ambiente esterno e dalle aspettative che hanno gli altri su di lui. Solo i fenomeni veri riescono a sopportare e poi confermare le aspettative a ogni partita, ma parlo di gente come Cristiano Ronaldo o Ibrahimovic. Belotti non è niente di tutto questo, deve ritararsi e ripartire dai suoi punti di forza.

Non c’è solo Belotti che accusa la pressione…
Alcuni giocatori del Toro sono solidi mentalmente, li vedi: penso a Sirigu, a Nkoulou, a Moretti. Altri sono insicuri già a partire dalla postura in campo: spalle basse, atteggiamento dimesso. È il caso di Baselli, ma anche di Lukic, per esempio.

Tutto molto chiaro, tutto molto triste. Una ricetta magica non c’è?
Servono volontà e amore per il Toro. Ma da parte della società.

135 Commenta qui

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  1. Veyser - 3 settimane fa

    Se Cassardo avesse fatto il macellaio avrebbe detto che per migliorare il Toro doveva far mangiare la carne di struzzo che lui ed altri suoi amici vendevano… Ma è tanto difficile da capire…

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  2. SteGranata77 - 3 settimane fa

    Cairo, non sono mental coach ma farei così: dai massimo 1 milione di euro a testa, circa 25 giocatori e dici:
    “Qualificandoci per la EL avremmo introiti per 50 e 25 li darò a voi”

    Vedi come giocano

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  3. robert - 3 settimane fa

    Finalmente un ottimo commento !!!Era risaputo da molti anni che una mentalità vincente il Toro non l’ha mai avuta ed è questo oscuro problema che i dirigenti non hanno mai capito.Il Torino potrebbe prendere anche giocatori validissimi ma quando si accorgono di essere in un club con mentalità perdente si aflosciano come palloncini sgonfi.Ecco perché tutti i giocatori normali che vanno alla Juventus diventano bravissimi e quelli che vanno al Torino diventano scarsi e perdono di valore.Ha ragione Cassardo , si tratta di inculcare ai giocatori una mentalità vincente che purtroppo i cari dirigenti non sanno neanche di cosa si tratta.Questo articolo lo avrà letto il signor Cairo ?Ho i miei dubbi….

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    1. Veyser - 3 settimane fa

      Infatti quelli che vendiamo straguadagnandoci perché con noi fanno i fenomeni quando vanno via steccano…per fortuna che accade il contrario di quello che hai scritto…

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  4. halbert883 - 3 settimane fa

    Questo signore che fa uno fra i tanti mestieri inutili, e magari anche ben pagati, dice cose che qualsiasi comune appassionato va dicendo da tempo. Ha per caso bisogno di pubblicità?

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  5. Veyser - 3 settimane fa

    Ritengo tutta l’intervista una delle più inutili lette negli ultimi anni… Il mental coach per me è una figura del tutto inutile… Se poi vogliamo dire che è la moderna visione di Capitan Valentino che si tira su le maniche mi da ancora più rabbia…

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    1. valex - 3 settimane fa

      Hai capito ben poco dell’articolo.

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      1. Veyser - 3 settimane fa

        Meno male che lo hai capito tu… Grazie a dio siamo diversi…

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  6. bergen - 3 settimane fa

    Guardate mi trattengo dal torpiloquio non tanto perché coi figli piccoli ho imparato a non dire più le parolacce, quanto perché vorrei trasmettere un concetto che ha pure l’ambizione di essere un messaggio.
    Se c’è una cosa che dobbiamo proprio evitare é di accostare anche solo per scopi didattici un esempio come quello della task force psicoterapeutica della juve.
    Pur non sottovalutando il tema dell’aspetto mentale, il primo errore da evitare é quello di dimenticare che SIAMO DIVERSI.
    Abbiamo una superiorità morale, uno storia invidiabile, un tifo generoso ma, badi bene sig. Cassardo, anche un po’ scazzato da anni di umiliazioni, durante i quali l’unica cosa che non hanno potuto portarci via sono la memoria ed i nostri simboli. Perché di tutto il resto hanno fatto carne di porco!
    Detto questo la nostra diversità si deve declinare anche nell’approccio. Noi dobbiamo essere Rocky Balboa, non Ivan Drago.
    Per favore si rilegga l’intervista di Mondonico del 2014 quando parlava degli allenamenti al Fila e poi veda se é il caso di dispensare critiche.

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  7. bergen - 3 settimane fa

    Scusi coach, ma i 30 strizzacervelli guidati dal Prof. Tersilli, come l’hanno gestita la questione delle 7 finali perse? Con l’approccio del maestro Oogway oppure hanno chiamato gli amici dell’ndrangheta per fare un bel gruppo di auto-aiuto?

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    1. valex - 3 settimane fa

      Intanto i gibbosi maledetti alle sette finali ci sono arrivati (anche con l’aiuto del doping). Noi non riusciamo neppure a lottare per la zona euroleague. Ci sarà un po’ di differenza?

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      1. bergen - 3 settimane fa

        Beh, caro Valex, regalami uno stadio, fammi collocare due aumenti di capitale in borsa da 100 milioni l’uno (solo Moratti metteva soldi suoi), dammi una classe arbitrale compiacente per 10 anni e riesco a vincere almeno una Champions League senza bisogno del Prof. Tersilli.

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      2. Marcel Marceau - 3 settimane fa

        Sicuramente la cosa principale cioè la squadra che tifiamo è differente dalla tua…

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  8. dattero - 3 settimane fa

    e poi granatissimo ci porta tutti con i piedi x terra..

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  9. dattero - 3 settimane fa

    maroso,uno che scrive un Libro come Belli e dannati,capisce sicuramente piu di te di Toro,questo lo do per certo.
    non ha parlato da saputello,ma da uno che fa il suo mestiere,semplicemente.
    che poi a te dia fastidio è altro conto

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    1. Maroso - 3 settimane fa

      No comment

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  10. Granatissimo1973 - 3 settimane fa

    Ma scusate tanto, ma gente che guadagna quanto i giocatori di serie A pure del mental coach ha bisogno per essere motivata? Il mental coach ci vorrebbe si ma a noi poveri comuni mortali che per portare a casa 1000/1200 euro al mese ci facciamo un culo cosi’ al lavoro, altro che cazzi.

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  11. Schachner - 3 settimane fa

    Ribadisco che Cairo si accontenta di questo livello di squadra così remissivo per che è quello che vuole.
    Si circonda di dirigenti senza personalità ( ma vi ricordate Comi in campo?)che non hanno neppure il coraggio di affrontare una telecamera ma danno solo organizzare le sfilate dei bambini Delle scuole calcio.
    I giocatori vengono al volo al Toro perché non gli sembra vero che ci sia ancora una squadra che gli paghi uno stipendio o perché sono scarsi o perché bolliti.
    I tifosi allo stadio non ci vanno più e chi ci va è disposto pure ad accettare spettacoli avvilenti.
    Il Milan squadra e allenatore sono stati messi in discussione per aver perso 1 a 0 il derby.
    A noi sono 20 anni che ci prendono a pallate è lì applaudiamo pure e loro vengono pure sotto la curva sicuri di prenderli.

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  12. Maroso - 3 settimane fa

    Ho riletto il mio intervento, molto viscerale, e mi sono reso conto che non si capiscono le ragioni della mia invettiva. In modo molto semplice posso dire che quanto affermato da quel signore è semplice psicologia spicciola: i ragonamenti dei giocatori che pensano a pochi minuti dalla fine che sia già finita la partita e poi prendono goal, sono ragionamenti negativi che cozzano con i ragionamenti positivi di lottare fino all’ ultimo. Ma vogliamo che un qualsiasi allenatore di serie A non le sappia questi concetti? Non è che il signore sta scoprendo l’ acqua calda? Ai miei tempi se non tenevo duro fino alla fine ci pensava l’ allenatore a urlarmi svegliati! Solo che i nostri giocatori sono un pò sordi e devono svegliarsi con un pò di giri di campo extra! (o quello che Mazzarri deciderà). Tra l’ altro a Bologna Rincon conquista caparbiamente un fallo in posizione favorevole, Iago la mette lì e per un pelo Zaza non la mette dentro. E allora? Eravamo agli ultimi minuti o no? Ciao a tutti.

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  13. Maroso - 3 settimane fa

    Ho riletto il mio intervento, molto viscerale, e mi sono reso conto che non si capiscono le ragioni della mia invettiva. In modo molto semplice posso dire che quanto affermato da quel signore è semplice psicologia spicciola: i ragonamenti dei giocatori che pensano a pochi minuti dalla fine che sia già finita la partita e poi prendono goal, sono ragionamenti negativi che cozzano con i ragionamenti positivi di lottare fino all’ ultimo. Ma vogliamo che un qualsiasi allenatore di serie A non le sappia questi concetti? Non è che il signore sta scoprendo l’ acqua calda? Ai miei tempi se non tenevo duro fino alla fine ci pensava l’ allenatore a urlarmi svegliati! Solo che i nostri giocatori sono un pò sordi e devono svegliarsi con un pò di giri di campo extra! (o quello che Mazzarri deciderà). Tra l’ altro a Bologna Rincon conquista caparbiamente un fallo in posizione favorevole, Iago la mette lì e per un pelo Zaza non la mette dentro. E allora? Eravamo agli ultimi minuti o no? Ciao a tutti.

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  14. Maroso - 3 settimane fa

    Uff! l’ennesimo professore che sa tutto e tira acqua al suo mulino, criticando tutta la società da allenatore a Presidente. Ma cosa ne capisce lui di calcio? Non ci frega niente di quanti Mental Coach ha la Juve. Ferrini non aveva nessun Mental Coach e se glielo avessero proposto, immaginate cosa avrebbe detto! Spiegate un pò a quel signore che noi supporters amiamo i gusti forti come il salame e non il caviale e quindi sappiamo anche arrabbiarci se il caso, ma non abbiamo bisogno di nessun the alla menta o Mental Coach che dir si voglia.
    Ma per chi ci ha presi per dei nababbi? Nemmeno Radice che mi risulti si avvaleva di certi figuri il cui unico scopo è di guadagnare palanche! lo facciano con i pargoli universitari delle signore bene! Mental Coach! Bah!
    Scusate ma quando ce vò ce vò.

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  15. Pesce - 3 settimane fa

    L’autore dell’articolo ha ragione da vendere, sul mental coach, sulla società, sui tifosi, su tutto. Sul mantenere la concentrazione fino al 95’ penso che una buona parte del lavoro dipenda dall’allenatore. Non so perché ma sono convinto che con Conte in panchina la squadra sul 2 a 0 non si sarebbe mai fatta rimontare.

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  16. silviot64 - 3 settimane fa

    Ineccepibile

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  17. unasolafede - 3 settimane fa

    Strano che l’opinione di questo signore sia vangelo quando critica la società ma non conti nulla quando definisce vergognosa l’affluenza allo stadio da parte dei tifosi.

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  18. Conterosso - 3 settimane fa

    In buona parte dei commenti leggo un accanimento, secondo me, ingiustificato nei confronti di Cairo. Anche io di lui non è che posso dire che in questi anni ci abbia fatto fare chissà cosa, ma voglio ricordare a tutti che negli ultimi 2 anni ha dato agli ultimi 2 allenatori tutto ciò che gli era stato chiesto. Ma non è questo il problema… Di questo articolo che tra l’altro descrive realmente quello che è il Toro oggi, mi ha colpito una parola: PERDENTI!! Ed è proprio così, siamo dei perdenti, e non solo società e squadra, ma tutto l’ambiente Toro, tifosi compresi; non si va più allo stadio, ci si accontenta di un pareggio col Bologna di turno, quando invece ci si dovrebbe inc….are a vita, si tollerano giocatori senza palle come Baselli ecc ecc. Insomma a leggere le verità di questa intervista è evidente che per tornare ad essere TORO, c’è tanto ma proprio tanto da fare

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    1. Vanni - 3 settimane fa

      Cioè, ha dato a Mazzarri i buoni esterni di cui ha assolutamente bisogno per il suo gioco? Saranno infortunati perché non li abbiamo ancira visti. Aspettiamo, come Sinisa aspettava dei difensori, non marionette di petracchio.

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  19. user-13966898 - 3 settimane fa

    concordo pienamente con l’analisi del collega, però penso che sia più utile Paolo Pulici nello spogliatoio che un mental coach, inoltre i problemi di Belotti sono i fondamentali .. a l’è nen bun

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    1. Maroso - 3 settimane fa

      A l’è nen bon? E quel goal in rovesciata chi l’ ha fatto, e tutti quei goal due anni fa? Dalle stelle alle stalle appena uno non è come si vorrebbe? Mah!

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    2. Maroso - 3 settimane fa

      A l’è nen bon? E quel goal in rovesciata chi l’ ha fatto, e tutti quei goal due anni fa? Dalle stelle alle stalle appena uno non è come si vorrebbe? Mah!

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  20. emanuele.monzan_154 - 3 settimane fa

    Ciao a tutti,
    sicuramente questo signore è un gran tifoso del Torino ma non conoscendolo sono andato a vedere il suo sito… non vedo tra i calciatori che segue e “motiva” dei gran fenomeni.

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    1. Hagakure - 3 settimane fa

      …e quindi…???

      Esiste solo lui, sul mercato…???

      Io mi affiderei certamente a Roberto Re, visto che lo conosco molto bene e conosco le sue metodologie.

      Dunque tutte le squadre, a qualsiasi sport appartengano, che hanno nel loro staff e a libro paga dei “motivatori” e degli psicologi sono dei “fenomeni da baraccone”…???

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  21. cervix - 3 settimane fa

    Il TORO è questo. Punto. Si ama il granata e basta.
    Tante società falliscono. Tante crescono.
    Noi fermi. Sempre fermi.
    Non si fa il salto di qualità.
    Fermi nei ricordi degli anni d’oro.
    Mal di stomaco fisso. La gioia di una partita troppo spesso diventa fonte di incaxxatura ulteriore.

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  22. Granata - 3 settimane fa

    Conosco personalmente psicologi con specializzazione in ambito sportivo. Alcuni di questi lavorano anche , non esclusivamente, con gli strisciati. Seguono i bambini dai primi calci sino alla primavera e da almeno 10 anni. Se devo giudicare i risultati , beh, vi chiedo, quanti giovani calciatori del loro settore giovanile sono in serie A ? Quali risultati nei 10 anni ? Sicuramente è , può essere un supporto lo psicologo, ma non riesco a definirlo fondamentale. Per quanto riguarda Cairo , vi chiedo , secondo voi un imprenditore che ha un azienda che fattura 100mln €/anno non sa queste cose ? E se fossero decisive per vincere non le avrebbe adottate come misure ?

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    1. Vanni - 3 settimane fa

      E se a Cairo non ne fregasse nulla del Toro e dei granata?

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      1. Hagakure - 3 settimane fa

        …esatto Vanni: ovviamente i “casi più ostinati” continuano a pensare che bracciamozze sia il salvatore filantropo a cui sta a (q)uore il Toro e i Suoi Tifosi.

        Don Chisciotte, contro i mulini a vento, avrebbe avuto più successo…!!!

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      2. vittoriogoli_283 - 3 settimane fa

        Bravo Vanni

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  23. Hagakure - 3 settimane fa

    …e meno male che quando io e tanti altri scrivevamo che bracciamozze era solo un servo dell’altra sponda e uno sporco e bieco opportunista, votato ad utilizzare i Resti del Torino Calcio per allargare il suo impero editoriale (da pidocchio dell’informazione che era), che non avrebbe mai permesso ad alcuna Vecchia Gloria Granata di entrare nell’organigramma della Cairese per evitare che lo Spirito e il Cuore Toro entrassero a contatto con squadra e allenatore, che si sarebbe sempre e solo circondato di ipocriti e servili “yesmen”, a partire dal DS, che il suo unico scopo era ed è quello di far quattrini con plusvalenze, marketing, pubblicità, giornali, ecc. alla faccia dei gonzi che ancora credono alla sua “falsa passione sportiva”, che non avrebbe mai speso un centesimo per ingaggiare uno staff di psicologi e di mental coach…e l’elenco sarebbe ancora lungo e particolareggiato.

    Ci voleva Cassardo per scoprire e capire i reali scopi di bracciamozze & c…???

    Costui tirerà certamente tanta acqua al suo mulino, vista la “professionalità” che riveste ne suo campo ma frasi come:

    “Da un punto di vista psicologico, quando accadono queste cose vuol dire che tu, giocatore, non sei più focalizzato sulla prestazione. Essere focalizzati sulla prestazione significa che per 95 minuti la palla che stai giocando è la più importante della partita, sei concentrato sul processo, cioè sul fare quel gesto al tuo meglio secondo per secondo. L’errore arriva quando invece sposti l’attenzione dal processo al risultato e inizi a pensare “stiamo vincendo”, “manteniamo il risultato”, “mancano solo 20 minuti”. La rimonta diventa praticamente inevitabile quando ti proietti sul futuro e distogli l’attenzione dal presente”.

    “Perché le grandi squadre riescono a vincere al 97esimo? Perché sono sul pezzo dal primo all’ultimo secondo della partita. Perché dal punto di vista del focus attentivo, il terzo minuto è uguale al settantesimo o al novantatreesimo, a prescindere dal risultato. Così non è stato per i giocatori del Torino contro il Bologna: sembravano cadaveri in campo. La reazione di Djidji è da bar, il modo in cui Berenguer si “dimentica” di fare fallo sull’avversario lanciato a rete idem”.

    “Più in generale, il Toro è diventato una squadra di perdenti. Ci siamo consolidati come una squadra che non conclude nulla da vent’anni, l’emblema di un club che non ottiene risultati. Questo toglie la voglia, la rabbia”.

    “Si è creata una logica inconscia per cui il Torino non deve per forza vincere, al Torino basta fare i suoi bei campionati da nono posto, l’Europa neanche dichiarata come obiettivo”.

    “E poi smettiamola di applaudire alle sconfitte. Il tifoso del Toro deve tornare a essere un tifoso caldissimo, ma esigente, deve farsi sentire, incavolarsi”.

    “Cairo non sta riuscendo a far passare l’immagine di una società vincente, tutt’altro, siamo dei perdenti. Servirebbero delle figure carismatiche nell’organigramma, ma non figurine, gente esecutiva. E poi uno staff adeguato per supportare i calciatori”.

    “A Cairo non interessa e questo, dispiace ammetterlo, non rientra nella logica di un club che vuole crescere. Il fatto che nel 2018 nessuno in società pensi che il calcio vada affrontato anche dal punto di vista mentale è grave. Soprattutto per una squadra come il Torino che ora ha dei palesi limiti psicologici, dei palesi limiti di identità, che ha smarrito la propria rabbia e non si sa più se è carne o pesce. Non funziona più entrare nello spogliatoio e urlare “tirate fuori le palle!” ai giocatori. È grave che il Torino sottovaluti questo aspetto. Bisognerebbe fare un discorso a più livelli, con non uno, ma uno staff di mental coach che inizi a lavorare già dalle giovanili”.

    “L’identità si recupera investendo sui patrimoni emotivi. In parole povere, gli stadi. Vogliamo fare uno stadio di proprietà? Lo sta facendo persino il Pisa… E poi vogliamo tirare fuori i soldi per un Filadelfia come si deve con un Museo granata all’interno e un’apertura garantita ai tifosi”?

    “Alcuni giocatori del Toro sono solidi mentalmente, li vedi: penso a Sirigu, a Nkoulou, a Moretti. Altri sono insicuri già a partire dalla postura in campo: spalle basse, atteggiamento dimesso. È il caso di Baselli, ma anche di Lukic, per esempio”.

    sono da incidere nel bronzo.

    Capito, “tifosi 2.0” perchè bracciamozze (a meno che non “rinsavisca” tutto in un colpo) deve fare i bagagli e togliersi dai coglioni…??

    Mi sembra che 14 anni di servilismo danni assortiti e prese per il culo continue possano bastare.

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  24. rugger_161 - 3 settimane fa

    Ineccepibile. Non una virgola in meno. Nel calcio, come nel tennis almeno 50% è nella testa.
    Alè Toro

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  25. Russcumelsang - 3 settimane fa

    Mah….che un calciatore plurimilionario abbia bisogno di un mental coach per riuscire nell’indicibile sforzo di riuscire a mantenere la concentrazione e non avere cali di tensione per ben due ore consecutive impegnato in una partita di pallone, mi sembra davvero incredibile.

    Sicuramente le pressioni sono tante, la stagione lunga e logorante…ma caspita, parliamo sembre di partite di pallone!!

    Sarà questa l’ennesima conquista della modernità, in questo caso applicata al mondo dello sport.

    Detto ciò, è innegabile che le riflessioni dell’autore centrino il problema; è come se su tutto l’ambiente granata (squadra, dirigenza, tifosi) fosse calata una cappa di malinconica (il tremendismo, il vecchio cuore granata, l’attaccamento alla maglia) RASSEGNAZIONE.

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  26. Pazko - 3 settimane fa

    Finalmente un articolo che inquadra il problema : la paura! Ha perfettamente ragione, se io gioco una partita di tennis e mi trovo in vantaggio ad esempio per 5-2, se gioco pensando ” intanto ho un break di vantaggio, provo a tenere in campo aspettando che sbagli l’avversario, ” e ragiona,enti simili, quasi sicuramente vado a perdere ovvero rischio molto. Questa squadra fa lo stesso ragionamento avendo inoltre, come sottolinea l’articolo, anche la variabile tempo che incide. Come superare questo blocco? Con i mental coach? Fischiando i giocatori se arretrano troppo? Incitandoli a “tirare fuori le palle” ? (Ho visto tante partite e. Non ha mai funzionato, li impecorisce ancora di più. Non ho una ricetta, forse l’unica sarebbe che il pagamento degli stipendi fosse elargito soltanto in base al rendimento, allora sicuramente si applicherebbero di più. Non potendo farlo, alzo le mani e mi rimetto alla fortuna, anche perché un Pulici che insegni a tutti loro come si impegnavano i giocatori del suo periodo, non sarà mai inserito nei quadri dirigenziali. E purtroppo quella “garra” l’abbiamo persa e non sarà facile recuperarla.

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  27. Vanni - 3 settimane fa

    Ma se c’era uno che l’anno scorso, davanti a certe vaccate, sclerava, perché sa ……lo ha mandato via ipso facto. Ma qui c’è gente che crede lo abbia fatto per i pochi risultati sportivi. Ah già, ha preso Guardiola al suo posto.

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  28. Schachner - 3 settimane fa

    Io penso che Cairo non fa nulla perché non ha nulla che lo stimolo / obblighi a fare.
    Tifosi poco esigenti che applaudono comunque vada , però allo stadio siamo sempre di meno.
    Comune di Torino che del toro non glie ne frega nulla .
    Calciatori che sanno che comunque vada Cairo paga.ecc ecc.
    Poca pressione= poca ambizione.

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  29. iugen - 3 settimane fa

    Articolo interessante, perlomeno perché fornisce un punto di vista diverso dai soliti (Cairo braccino, Mazzari testadighisa, giocatori scarsi, etc…) sui problemi della squadra.
    E credo che in fondo abbia anche ragione, la società è molto importante sui risultati della squadra. Se una società è allo sbando i risultati saranno sempre sotto le attese, qualsiasi campione possa esserci in campo. La nostra società non è allo sbando, ma è verosimile che l’obiettivo di galleggiare a metà classifica possa influenzare la mentalità dei calciatori, facendoli giocare tutte le partite come se fossero partite di fine campionato quando in ballo non c’è più nulla, praticamente delle amichevoli.

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  30. Vanni - 3 settimane fa

    Abbiamo la struttura di una società, forse, di bassa B, forse.
    Più che fornire un mental coach per i giocatori, servirebbe togliere il prestigiatore dalla proprietà.

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  31. Vanni - 3 settimane fa

    Il Toro di proprietà ha poco o nulla. Il giorno, spero presto, che voglia vendere, l’acquirente di fronte a certe cifre, gli chiedera; ma Uvbano mi vuoi vendere fumo?

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  32. Vanni - 3 settimane fa

    Cassardo, manco una sede di proprietà abbiamo. E uscito da un cntr in affitto da poco. Dagli tempo al miglior presiniente di tutte le galassie. Ancora 3 o 4 anni di Cairo e spariremo.

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  33. iugen - 3 settimane fa

    ‘Servirebbero delle figure carismatiche nell’organigramma, ma non figurine, gente esecutiva.’
    Amen!

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  34. Tarzan - 3 settimane fa

    Negli ultimi 10 anni noi tifosi ci siamo innamorati (io perlomeno) di Glik. Perché ai nostri occhi rappresentava una cellula di tremendismo, di grinta che nel profondo desideriamo. Senza nulla togliere al grande Kamil, Glik non è degno di essere accostato ai vari Asta, Annoni, Bruno, Policano, o anche solo un Bonomi per restare a giocatori che ho visto. Guardatevi su youtube il derby della buca di Maspero, gli occhi di Asta iniettati di sangue e il suo furore agonistico. Cosa inimmaginabile oggi, se ci fosse un Asta in questa squadra lo porteremmo in trionfo ogni domenica.
    Ecco, qualcosa si è perso e la colpa non può che essere della società. Probabilmente è come dice Cassardo, non lo so, ma questa squadra è fatta di molti buoni giocatori privi di un’anima e di un vero spirito agonistico. Baselli ne è l’emblema, e Belotti non è da meno. Aggiungo solo che non credo sia un caso che Glik fosse straniero, non aveva capito del tutto come vanno le cose qui.

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    1. André - 3 settimane fa

      Concordo!

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  35. marcohelg_385 - 3 settimane fa

    bellissimo articolo/intervista..io sono daccordoin ambito generale e nello specifico tifosi- cairo-belotti-mazzarri ancor di piu’…..incredibile che i lavori al fila siano incompiuti cairo dovrebbe vergognarsi!,tifosi purtroppo per presenze siamo da b,belotti deve capire che tutti quei discorsi fatti un’anno e mezzo fa erano esagerati deve giocare tranquillo e senza pressioni(bene che mancio lo lasci a casa..)mazzarri deve finirla di fare il prete e deve far giocare zaza belotti e falque tutti insieme almeno un po’ godiamo..tantofacciam cagare anche cn una punta,quindi.

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  36. Seagull'59 - 3 settimane fa

    Sogno o son desto? Leggo solo ora l’articolo e mi ci rispecchio in pieno: se non ci credi e non ce l’hai ben fisso nella testa, non raggiungerai mai nessun obiettivo nella vita, personale, lavorativa o sportiva che sia.
    Qualcuno magari si offenderà pure dopo averlo letto, ma è la realtà dei fatti: una squadra di modesti, in una società modesta!
    Finché c’è stato il “clima Filadelfia”, con lo stadio (vero), le persone come Cozzolino, Vatta, Ussello, Marchetto, Pianelli, don Aldo (tanto era citarne di storici) con il Toro dentro e capaci di trasmetterlo a chi li circondava, anche il Toro reggeva!
    Dove sono gli ultimi scudettati? i Pulici, Agroppi, Sala, Zaccarelli, i P. Bruno! sono sempre stati tenuti ben lontano da un ruolo di identificazione, simbolo, esempio di ESSERE DEL TORO!!!
    Leggo dello scudetto revocato del 1927!?! vogliamo invitare i gobbi?
    Io voglio vedere un piano per arrivare a vincerlo uno scudetto! uno stadio DEL TORO! Con immagini, bandiere, simboli della nostra storia dappertutto, altrimenti W il 9° posto e la salvezza tranquilla… ma i Tifosi e i Giovani come li conquisterai quando anche gli ultimi che hanno visto vincere il Toro (sottoscritto incluso) non ci saranno più???
    FVCG

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  37. Federico Granata - 3 settimane fa

    Sono d’accordo su due cose, e cioè:
    – La politica al risparmio di Cairo non ci fa mai fare il salto di qualità, perché a forza di contare i centesimi non riusciamo a comprare giocatori di livello, che effettivamente risolvano i problemi.
    E sono i giocatori i primi protagonisti, non dimentichiamocelo.

    – La politica del risparmio di Cairo ci ha dato un organizzazione societaria debole.
    Nessun dirigente che protesta per le decisioni degli arbitri, (-5 punti) a parte Petrachi e Mazzarri, nessuno che metta pressione al palazzo come fanno gli altri. Chi sono i nostri dirigenti che vanno ai consigli di lega?
    Si sta zitti e sì subisce, questo è il problema.

    Non sono d’accordo sulle considerazioni sul gioco, perché io ho visto un gran Toro a Bologna e Mazzarri mi piace.
    E per questo penso che il mental coach, si sia un po’ sopravvalutato sul piano calcistico, come dimostra anche il suo curriculum, ma sulla società e Cairo ha ragione

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  38. Tarzan - 3 settimane fa

    Sottoscrivo tutto il contenuto dell’articolo.

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  39. Jerry - 3 settimane fa

    Articolo molto Interessante. Penso che il vero problema del Toro è della sua gente, compreso me ovviamente, sia genetico. Ovvero si è persa quella unicità che ci distingueva. È vero il calcio è cambiato( in peggio), oramai non contano più solo le partite la domenica, i punti persi e non persi, le tattiche, ecc…. Oramai si fa’ calcio solo esclusivamente per Business, per produrre utili, e per mungere le vacche( noi poveri tifosi) fino allo stremo. È asseconda di quanto fatturi ti posizioni nella griglia. Noi siamo passati da periodo pre fallimento, al fallimento, è alla rinascita perdendo la nostra unicità, il nostro DNA. Siamo stati usati, saccheggiati, bistrattati, la nostra STORIA è stata calpestata. È inutile negare che il fallimento del 2005 ha staccato la spina con ciò che eravamo. Siamo rinati è vero, ma siamo diversi. Il senso di appartenenza, l’orgoglio, il tremendismo, il cuore, non esistono più. Questa mancanza, si riversa su tutti, dai tifosi, alla società, alla squadra. Si riempiono, è ci riempiamo la bocca di questi valori, ma non ci accorgiamo che noi tifosi li abbiamo lasciati nella nostra storia e pian piano dimenticati, è che la società che ora ci rappresenta non li ha nel suo DNA, e di conseguenza ciò che è nato, è un Torino geneticamente modificato, che ha perso i suoi reali valori. IL TORO NON È PIÙ TORO……

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  40. MONDO - 3 settimane fa

    Disamina e fotografia perfetta della situazione .
    La società ne faccia tesoro .

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  41. Puntmasingranata - 3 settimane fa

    Non me la sento di perdere il mio tempo per leggere cosa dice un mental coach, figura equivalente ad uno psicólogo de noartri, Il fatto più incredibile é che persone per lo più fra i 19 e i 33 anni Ricci e viziati senza problemi di vita reale abbiano bisogno di tale figura, io sarò vecchio e rimbambito ma ritengo che chi tifa TORO è chi gioca nel TORO non può avere bisogno di queste cagate la medicina É E DEVE ESSERE LA MAGLIA GRANATA, CAIRO CON TUTTI I SUOI DIFETTI É E SPERO SARÀ IL NOSTRO PRESİDENTE A LUNGO, se questi coglioni saccenti ed inconcludenti vogliono cambiare presidente, opopdindin cacciare euro e comprare cammello, il resto é da TSO SUBITO URGENTE E DEFINITIVO

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    1. luca.bottirol_8 - 3 settimane fa

      Non si tratta di voler cambiare presidente o meno. Sta parlando della mentalità di una squadra sportiva, che per raggiungere determinati risultati sportivi deve avere la giusta mentalità, oppure non può fare quel “passo avanti”. É un po’ come l’ambiente familiare nel quale si nasce. Cairo ha il dovere di scegliere collaboratori che trasmettano questa mentalità. Opinione personale

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    2. Giancarlo - 3 settimane fa

      Anch’io sono vecchio (anche di età, penso) tifoso come te, ma dovremmo avere capito che il mondo, in tutti i suoi aspetti, cambia, e perciò cambia anche il calcio. Concordo con quanto scritto di sotto che trattasi per lo più di ragazzini, anche se taluni non più giovanissimi, che si trovano su palcoscenici senza preparazione umana alcuna. Diversi forse dagli atleti di “una volta”, e perciò lo psicologo, o “mental coach” forse oggi è indispensabile, e perciò anche noi dovremo “ammodernarci” per non sparire. Così come nell’industria e nel mondo moderno.

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  42. granatadellabassa - 3 settimane fa

    Va anche detto come diceva non so chi su Sky che una volta erano molte le squadre che avevano una sia pur minima speranza di vincere. Ora non è più così.
    Siamo dei perdenti? Vero. Ma sono tutti pirla in Italia? A Roma non vincono da 20 anni, a Napoli da 30, a Firenze da 50… Per me il campionato italiano non ha più senso.

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    1. iard68 - 3 settimane fa

      A Milano da 10… quasi.

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    2. Vanni - 3 settimane fa

      E beh ma lottare almeno per il 5-6 posto fa schifo? Almeno vedremo wualche partita in più in qualche coppa.
      Non credo ci sia alcun tifiso granata che stia sognando li sc

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  43. valex - 3 settimane fa

    Questo articolo lo conservo. Non sono uno psicologo di mestiere, ma per lavoro ho fatto corsi di motivazione mentale, sia per me che per i miei collaboratori, e devo dire che i risultati che si ottengono sono ottimi. Speriamo che qualcuno in società legga le parole di Marco Cassardo e intervenga in merito.

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  44. granatadellabassa - 3 settimane fa

    Molto interessante e originale il discorso del mental coach.
    Ci lamentiamo dei cali di tensione, degli approcci alla gara, della mancanza di grinta o di tranquillità etc etc.
    Una serie di problemi “mentali ” che dovrebbero essere affrontati da dei professionisti e non lasciati ai mister che certamente non sono degli sprovveduti. Ma non sono al livello di gente che per lavoro fa lo stizza cervelli. La juve ne ha una trentina e noi zero? Non esiste anche perché non credo che costino chissà che, soprattutto se confrontati con gli ingaggi dei giocatori.

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  45. granatadellabassa - 3 settimane fa

    Cassardo sfonda una porta aperta quando si parla di museo o di inserire vecchie glorie nel Toro che insegnino cos’è il Toro. Abbiamo una storia unica: deve essere valorizzata il più possibile. Diversamente siamo una delle migliaia squadre del mondo. È un discorso di senso di appartenenza ma, se vogliamo, anche di marketing. Sarebbe bello se da tutto il mondo volessero comprare la maglia che fu di Valentino.

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  46. user-13658280 - 3 settimane fa

    su una cosa lo appoggio…. se si fosse rifatto il Filadelfia in stile inglese x far giocare la prima squadra avrebbe dato un grosso aiuto ai risultati….neanke le merde pur rubando sempre hanno portato a casa trofei finke hanno giocato nel nostro stadio

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  47. gian.ca_242 - 3 settimane fa

    Amen!
    Senza entrare nell’ambito professionale ma leggendo il contributo del tifoso non posso che essere d’accordo…tranne gli inguaribili sostenitori di Cairo che temono solo il fallimento societario, ci sono tanti di noi che sono ormai rassegnati alla mediocrità, che vivono ogni campionato in 3 fasi: mercato (vediamo chi si vende…), sosteniamo il mister e la squadra (noi non siamo gobbi…), dopo il girone d’andata (ci mancano 2 rigori, se non avessimo perso 2 punti li’ o uno là) ed a gennaio è tutto finito, fuori anche dalla Coppa Italia (il cui regolamento è francamente assurdo…) e ad aspettare l’ennesimo derby sperando nel miracolo…questo è da 13 anni e questo rimarrà con il nostro grande Presidente…

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    1. GlennGould - 3 settimane fa

      Mi sembra tu sia convinto e dia per scontato che a gennaio 2019 saremo nella situazione degli ultimi due. Io ho visto sino ad oggi una squadra potenzialmente buona; che ha perso dei punti da polli, vero, ed in effetti, per riallacciarmi al discorso società, anche io lamento una scarsa struttura e che dovrebbe essere più presente. Tuttavia ritengo questa una squadra più forte degli altri anni, ed aspetterei a fare previsioni da 10mo 11 esimo posto col campionato già finito a gennaio.

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      1. gian.ca_321 - 3 settimane fa

        Felice di essere smentito, ci mancherebbe…ma i segnali mi sembrano inequivocabili…finora abbiamo sofferto quando abbiamo vinto con Spal e Frosinone, vinto nel finale col derelitto Chievo, pareggiato con Udinese e Bologna (dove avremmo dovuto vincere a mani basse), pareggiato con un gran secondo tempo con l’Inter, perso immeritatamente con la Roma, straperso col Napoli. Come vedi sono molti gli elementi negativi e pochi quelli positivi…

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        1. tafazzi - 3 settimane fa

          Come volevasi dimostrare, qui si pensa di vincere a mani basse

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      2. iard68 - 3 settimane fa

        Per carità, se il Toro fa bene sono solo tanto contento… Ma non riesco proprio a capire come fate, tu ed altri, a vedere una “squadra più forte degli altri anni”… Senza Liaijc è di gran lunga più debole di quello dell’anno scorso, che in più aveva anche quel lavativo di Niang! Perchè Zaza è in panca, Soriano non pervenuto, Lukic inconsistente. Rincon e Baselli continuano a giocare tutte le partite, c’è Meité al posto del serbo, (o di Obi) che sto fenomeno di allenatore ha tenuto in panca metà anno scorso, finché, ormai fuori da tutto, ha scoperto il 3-4-1-2 che oggi vuol fare con Baselli (!!!). Dietro, Izzo va anche bene, ma di sicuro non sposta gli equilibri, infatti i gol li bekkiamo comunque! E non vedo come si possa sentirsi più forti oggi del Toro con Darmian, Glick, Maxi e Quagliarella… oppure di quello Cerci e Immobile. Il Toro veramente più forte non si è mai visto e sarebbe stato quello con Ljaijc dietro Belotti e Immobile. Ci siamo andati vicino.

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    2. tafazzi - 3 settimane fa

      Non credo di essere abbituato alla mediocrità.
      -di chi si vende mi interessa relativamente,mi importa più chi si compra (si è venduto solo il serbo che non avrebbe spostato gli equilibri di una virgola. Non avrebbe evitato i gol con Frosinone e Bologna)
      – sostenere squadra e mister mi sembra una cosa normale, magari sbaglio ed è più costruttivo insultarli
      -sui derby ti do ragione, posso solo sperare non in un miracolo, ma in una giornata fortunata. Se ci fossero più professionisti come te o Cassandro in società non ci sarebbe confronto con i pigiamini.

      Dall’altra parte invece ci sono quelli “campionato finito dopo un pareggio in trasferta, con partita dominata all’ottava di campionato”; chissa come definirebbe il sig. Cassandro la mentalità di questi tifosi. Alla prima difficoltà subito a piangere, più perdenti di cosi….

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      1. gian.ca_240 - 3 settimane fa

        Nik coerente con quello che scrivi…ti rispondo punto per punto:
        1) a Udine e Bologna per gioco e valori tecnici, sia sulla carta che espressi sul campo, se vuoi andare in EL, devi vincere a mani basse…
        2) l’alternativa ad incitare senza se e senza ma non è insultare, ma qui se si critica siamo disfattisti, gobbi o falliti nella vita e non mi reputo nessuno dei tre;
        3) se il pareggio di Bologna ti sembra la prima difficoltà di un campionato invece esaltante del Toro, rileggiti meglio il mio post oppure riguardati le prime 8 partite di campionato (sempre se non ti addormenti…);
        4) sul chi si compra consentimi di sottolineare che sono molte più le plusvalenze che i veri acquisti fatti per costruire una squadra che stazioni STABILMENTE tra le prime 7 squadre del campionato;
        5) non sono un mental coach ma ogni giorno devo motivare un bel gruppo di persone per raggiungere i risultati lavorativi che mi sono richiesti dai miei capi per cui qualcosa in materia capisco…
        Senza rancore

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        1. tafazzi - 3 settimane fa

          1) si certo, però le esperienze passate mi insegnano che non è cosi e partite scontate non ce ne sono
          2) nessuno ha dato del fallito a nessuno, sei libero di criticare quanto ti pare se questo ti fa stare meglio ma non credo questo possa portare qualcosa di costruttivo
          3)non ho bisogno di rivedere le partite. Se ti aspettavi di vedere calcio spettacolo con Mazzari forse non lo conoscevi. Quello che vedo è una squadra solida, che concede poco dietro (purtroppo al momento quello che concede è da oratorio) e tira poco in porta. I giocatori che dovrebbero fare la differenza davanti(zaza, Belotti, soriano) non la stanno facendo ma nonostante il momento negativo non sono giocatori su cui si può discutere. Inoltre vedo giocare giocatori giovani e questo per me è molto positivo.

          4)Mai come quest anno abbiamo avuto una rosa cosi completa tanto e vero che nonostante gli infortuni non siamo andati in emergenza e possiamo tranquillamente parlare di 14/15 titolari. Il livello sulla carta è altissimo considerando gli ultimi 20 anni, nonostante questo ci manca ancora qualcosa per colmare il gap con le prime 6.tutto ciò è stato possibile con le vendite e purtroppo a posteriori bisognava vendere anche il gallo (io sarei stato il primo ad esserne deluso)
          5)come li motivi?nemmeno alla fine del trimestre mandi tutto in vacca? O lamentandoti dei superiori e della politica aziendale? Non si motivano le persone con atteggiamenti negativi e pessimistici. Solo affrontando le cose con ottimismo puoi raggiungere gli obiettivi.
          Nessun rancore solo modi differenti di approcciarsi alla vita.

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  48. Tre gol in quattro minuti - 3 settimane fa

    Ineccepibile il richiamo al Toro di Giacomini, giovane, inesperto e con limiti tecnici (Cuttone, Ermini e Bertoneri in formazione solo per citarne alcuni) ma che, con una feroce determinazione, riuscì a salvarsi con un turno di anticipo e a disputare un’onorevolissima finale di Coppa Italia contro l’Inter .
    Altro che Belotti, Baselli & CO ; gli unici che si spendono a 100% per la causa sono Nkoulou,Iago ed il veterano Moretti

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  49. anpav - 3 settimane fa

    Brutta figura, a mio parere, quella del Signor Cassardo
    Vuol parlare da professore, da scienziato, ma “mental coach” eppure commette un errore gravissimo: giudica per “sentito dire”, o per quanto vede da fuori, dall’esterno. Senza aver parlato con i giocatori, con il mister o con la dirigenza

    Come uno psicologo che per fare una diagnosi precisa, si avvalesse della lettura di una email del paziente
    O come un ortopedico che per vedere se c’è una frattura e dove e come è fatta, si limita a guardare la postura o l’andatura del paziente, senza fargli fare adeguate lastre.

    Anche io mi sono preso poi la briga di andare a vedere chi è e cosa fa. Insomma … e mi fermo qui!

    Se invece vuol parlare da semplice tifoso è il benvenuto. Un parere in più non fa mai male. Ma vale come il mio e come quello di tutti isignori che hanno commentato l’articolo. Ne più ne meno.
    scrive cose interessante e condivisibili; altre che secondo me non stanno ne in cielo ne in terra. ma questo è tutto un altro discorso

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    1. Krhon1494 - 3 settimane fa

      Ah il giustificazionismo, il parere di un esperto che non perde il suo valore quando parla di concetti che non vengono condivisi. Io trovo un perfetto equilibrio tra supposizioni e certezze: certezza è che noi non abbiamo questi profili in società, supposizione derivante che non ci teniamo quindi ad averne. Certezza è che abbiamo cali di concentrazioni continue, supposizione che non ci siano figure forti. Tu prendi questo articolo di un esperto e lo fai passare per un parere di un tifoso ubriaco al bar, grande errore anche il tuo direi. Mi raccomando la prossima volta che senti parlare bene del Toro, quando l’espertone arriva e ti dice che Cairo è un imprenditore magistrale perchè sembra stia gestendo bene la società, dagli ragione eh, perchè in quel caso sarebbe un esperto.

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      1. anpav - 3 settimane fa

        Non hai compreso il tenore della mia critica, riportandoTi nella solita diatriba pro-Cairo / Contro-Cairo. Anche questo significa essere faziosi. L’interpretare tutto in funzione di una persona Ti rende limitato a priori. fa lo stesso.

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  50. leoj - 3 settimane fa

    A me sembra un contributo equilibrato e costruttivo, che andrebbe preso sul serio perchè dice cose che si possono dimostrare, va dritto al punto e prova a dare delle soluzioni credibili.
    E’ la verità: abbiamo acquisito negli anni una mentalità da provinciale che non riusciamo a toglierci di dosso. Non possono essere i tifosi nè gli stessi giocatori (eccetto, se ci fosse un leader) a modificare le cose: tocca alla società, che oggettivamente pare inadeguata nell’organizzazione a sostenere le ambizioni che proclama di avere

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    1. tafazzi - 3 settimane fa

      Soluzioni? L’ammore!!! Fischiare la squadra se non vince? Assumere un ortopedico per far camminare tutti con la schiena dritta? Ma per favore…..
      Lo scorso anno nello staff del serbo c’era di tutto e di più, non mi sembra sia servito a molto

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  51. Toro71 - 3 settimane fa

    Dalla foto assomiglia più a Cassano che a Cassardo….cmq tutta la squadra compreso l’allenatore avrebbe bisogno sicuramente di un mental coach.

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  52. CUORE GRANATA 44 - 3 settimane fa

    Più che al mental coach Cassardo guarderei al tifoso Cassardo che ha sostanzialmente enucleato la sostanza del problema già peraltro più volte esposta e commentata da molti di noi sul forum senza essere mental coach.Noto con soddisfazione che anche questi commenti per lo più vanno nella stessa direzione.Inutile girarci attorno il problema è Cairo grande imbonitore e pessimo architetto che in questi anni non ha voluto\saputo \potuto costruire le fondamenta necessarie per costruire un’immagine vincente della Società tesa alla costante mediocrità.Per i suoi obiettivi va bene così e non illudiamoci che “molli l’osso” tanto presto:almeno fino a quando non dovrà mettere un euro di tasca propria. Comunque sempre FVCG!!!

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  53. user-13814870 - 3 settimane fa

    finora nessuno lo conosceva..ora chi ha bisogno si faccia avanti.

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  54. Semaforo spento - 3 settimane fa

    Se vuole candidarsi per ricoprire la carica di mental coach presenti la sua domanda a Cairo invece di giudicare lui ed i tifosi del Toro che non valgono meno di quanto non valga Lei.

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    1. anpav - 3 settimane fa

      Sono d’accordo. Diciamo che si è fatto un po’ di pubblicità spicciola gratis. Ma io fossi stato in lui avrei usato più verbi al condizionale, piuttosto che delle sentenze. Un uomo di scienza prima indaga a fondo, studia, sperimenta, poi emette la diagnosi definitiva. Altrimenti è la classica chiacchiera da bar. Che non squalifico, sia chiaro, ma che chiamo con il suo giusto nome.

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  55. Claudio70 - 3 settimane fa

    Caro Cassardo, tre considerazioni.

    1 – Mazzarri non mi sembra allenatore prudente, tant’è che giochiamo con Berenguer (un’attaccante) esterno sx, con Iago, Belotti e Baselli davanti

    2 – A Bologna ho visto forse il miglior Toro da trasferta degli ultimi 3 anni, parlo della prestazione. E ho visto un Toro con un identità e idee di gioco precise.
    Il gol mancato da Belotti su cross di Berenguer era un’azione molto bella, rivedetela

    3 – Ho visto il suo sito, sig. Cassardo, e calcisticamente il suo portfolio conta calciatori di Serie C e qualcuno di B. Poca roba per sparare sentenze, sopratutto sul piano del gioco.

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    1. granata - 3 settimane fa

      Non so dove tu abbia visto un Toro così sbilanciato in avanti in quanto:
      1)Berenguer parte dalla linea dei terzini e, infatti, fa per ora il lavoro che faceva un terzino vero e cioè Ansaldi. Il problema è che Berenguer non è un difensore, gioca nel posto sbagliato e, infatti, ad ogni partita combina qualche guaio in difesa (fra l’ altro finora ha giocato contro tre modeste squadre, Chievo, Frosinone e Bologna, che cosa accadrà se si troverà contro avversari ben più agguerriti?)
      2) Annoverare Iago e Baselli fra gli attaccanti è sbagliato: Iago è quello che una volta si definiva un tornante. Sono vecchio e per decenni mi sono occupato di calcio per motivi professionali e ti posso assicurare che all’ epoca dell’ ultimo scudetto (1976) nessuno ha mai pensato di definire il Toro a tre punte perchè giocavano insieme Claudio Sala, Pulici e Graziani. Allora non si imbrogliava con i numeri dei moduli e si diceva pane al pane e vino al vino e cioè che il Torino giocava con due punte e un tornante (il quale, lo dice la parola stessa, aveva compiti di copertura, come del resto fa per tutta la partita Iago Falque). Baselli è un centrocampista puro/regista,con scarsa propensione al contenimento ed avrebbe bisogno di due cursori al fianco che lo sorreggano, altrimenti il nostro centrocampo (come spesso accade) va in sofferenza.
      Che quello di Bologna sia stato il miglior Toro da trasferta può essere vero, ma allora c’ è poco da stare allegri, perchè se n’ è tornato a casa con un misero pareggio contro una delle peggiori squadre di Serie A, che non ha praticamente fatto nulla per 90′ tranne approfittare di due nostri gravi svarioni. Certo chi si accontenta gode e può consolarsi pensando che abbiamo ottenuto un buon punto in ottca salvezza
      Il signor Cassardo non so chi sia e credo a quello che scrivi, comunque anche se è una figura di secondo piano nella sua profesione non vuol dire che per certi versi non abbia ragione.

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    2. iard68 - 3 settimane fa

      Non so che film stai guardando… di sicuro non le partite del toro! Berenguer e Baselli nei quattro davanti… forse sui calci d’angolo… Giochiamo a 2 davanti, con Iago che per lo più gira intorno a Belotti, punto. L’unica identità di gioco del miglior toro che hai visto, precisa neanchè tanto, è il contropiede; un’azione molto bella vuol dire nulla, i calciatori di serie A, prima o poi, un’azione bella la indovinano, anche senza schemi a supporto. Non so chi sia Cassardo, di sicuro non è Vangelo, ma molte delle cose che ha scritto le condivido e sono facilmente riscontrabili da chiunque abbia un briciolo di esperienza di lavoro con un gruppo di ragazzi (ad esempio io…). Tra gli aspetti più critici della gestione tecnica di Mazzarri, c’è poi la gestione dei rinvii del portiere, lunghi o sbagliati che siano e che finiscono sempre in bocca agli avversari. E’ evidente che Sirigu non è il massimo in questo fondamentale, sarebbe il caso di trovare delle soluzioni per evitare di regular palla in continuazione!

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  56. tafazzi - 3 settimane fa

    Volevo fermarmi al titolo pensando di leggere le solite lamentele su Cairo, visto come la causa di tutti i mali che non portano da nessuna parte, invece alcune cose le ho rirenute molto interessanti.
    Tuttavia se posso scrivere la mia
    – Cairo sono 2 anni che ha fissato l’obiettivo
    – il ragionamento, cambiano i mister ei giocatori ma non il risultato allora la colpa e del pres. Però non vinciamo qualcosa da molto prima di Cairo. allora la colpa possiamo darlo all’ambiente e al suo pessimismo che trasmette inevitabilmente alla squadra
    – vengono citati Sirigu e Nkoulou come esempi di personalità forte, ma ciò non ha impedito ad entrambi di fare errori dovuti alla scarsa concentrazione.
    – personalmente continuero’ ad applaudire la squadra in base all’impegno e al sudore sulla maglia a prescindere dal risultato, per essere come uno strisciato qualsiasi faccio prima a cambiare sport.
    – con i se e con i ma non si va da nessuna parte, come del resto lamentarsi senza costrutto non porta punti
    – da quando è arrivato Ventura a fine mercato tiro le somme, se considero lo considero positivo cerco di mantenere la linea per il resto del campionato. Troppo facile cambiare opinione al primo inconveniente. La sensazione è che si pretenda di raggiungere l’obiettivo a mani basse. La rosa è da settimo/ottavo posto quindi bisogna remare tutti dalla stessa parte per andare in Europa.
    – la chiusura poi e’ da applausi, con l’amore si risolve tutto anche se l’amore mon è bello se non è litigarello

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    1. Krhon1494 - 3 settimane fa

      Accontentista, qualunquista, giustificazionista, bravo! Proprio un atteggiamento da TORO, anche se a me pare più uno da pecora

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      1. tafazzi - 3 settimane fa

        Qualunquista? Ma ti leggi?

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  57. Pimpa - 3 settimane fa

    Ha ragione Cassardo,non c’è che dire.
    Io da almeno cinque anni,essendo prudente,continuo a scrivere,qualcuno lo ricorderà,che c’è del dolo in società.
    E intend(ev)o proprio questo: organigramma societario ridicolo,pianificazione di marketing inesistente, acquisto di allenatori anacronistici impresentabili o bene che vada modesti, giocatori tutti modestucci tranne qualche rarissima eccezione.
    E così succede che ogni anno ci troviamo a ripetere se ci avessero dato quel rigore, se fossimo rimasti concentrati, se non avessimo sbagliato tutti quei goals, che la prossima partita sarà quella della svolta.
    Anche questo campionato è andato, cari miei, un altro campionato passato a sobbollire nella polta della nostra mediocrità.

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    1. GlennGould - 3 settimane fa

      Beh si, dopo nove giornate ormai..robe da matti.

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      1. Pimpa - 3 settimane fa

        Dopo sette anni, glenngould, dopo sette anni, non nove giornate.
        E’ da sette anni che dopo nove giornate dic(iam)o le stesse cose.

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        1. GlennGould - 3 settimane fa

          Dico a te ciò che ho scritto pocanzi ad un altro “collega di virus”. Io questo aspetterei prima di giudicare. Abbiamo perso punti da polli, vero, ma a parere mio la squadra c’è.

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  58. granata - 3 settimane fa

    Ieri avevo scritto che i problemi del Torino nascevano da staff e strategie. Per quanto riguarda lo staff dirigenziale questo articolo fa considerazioni eloquenti: “…Servirebbero delle figure carismatiche nell’organigramma, ma non figurine, gente esecutiva. E poi uno staff adeguato per supportare i calciatori…”. E per ora il discorso coinvolge anche Mazzarri,che non ha saputo dare identità e personalità precise al gioco della squadra. Sul fronte delle strategie la faccenda è complicata: la società fa una campagna acquisti finalmente dispendiosa, ma l’ allenatore non sfrutta il presunto potenziale che gli ha messo in mano la proprietà. Se si tengono Soriano e Zaza in panchina (i due pezzi pregiati e più costosi) e non si vogliono adeguare le scelte tattiche alla “rosa” che si ha in mano, vuol dire che c’è stata una frattura grave fra Mazzarri e il resto dello staff societario. Così non si può andare avanti: o Mazzarri si rassegna e obtorto collo cambia le sue convinzioni tattiche, magari per dimostrare senza ombra di dubbio che ha ragione lui, oppure per lui non vedo un futuro. Purtroppo non ci sono alternative; è quello che è successo con Mihajlovic, cui, al di là dei risultati altalenanti, non è stato perdonato di avere voluto a tutti i costi Niang, costato 15 milioni di euro e ora scaldatore di panchine nel campionato francese.
    Concordo sul discorso di Belotti, probabilmente giocatore da 12-15 gol per campionato (e tutto sommato non sarebbe poco), ma sulla sua involuzione pesa
    il fatto di non volergli testardamente dare una spalla, che lo sollevi dai faticosi rientri, svariare continuaente sulle fasce, dalle corse a vuoto per mancanza di passaggi utili, dal giocare spalle alla porta per appoggiare di testa a compagni inesistenti palloni che arrivano dalle retrovie. Pesa sul suo rendimento anche la partenza di Ljajic, l’ unico giocatore del Torino che sapeva imbeccare i compagni perchè andassero a rete. Ed anche qui, fra chi ha avallato questa cessione, ci metto di nuovo Mazzarri, il quale avrebbe almeno dovuto impuntarsi per avere un altro giocatore di analoghe caratteristiche.
    Ora è il tempo che Mazzarri dia un segnale, magari smentendo (ne sarei felicissimo) le mie considerazioni su di lui.

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  59. wendok - 3 settimane fa

    il pezzo MIGLIORE in assoluto e con le verità piú vere, da quando tifo Toro. Cavoli se é tutto vero !!!!!!

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  60. dattero - 3 settimane fa

    chi non ha niente da dire e commenta x difendere l’indifendibile,lo fa deridendo la professione altrui.
    a casa mia si chiama ignoranza irrispettosa.
    Il sig Cassardo è stato intervistato proprio x la sua attivita’e non penso abbia parlato di banale ordinarieta’.
    Ha sviscerato,con minuzia,argomentazioni che noi consolidiamo da tempo,noi intesi quelli che motivano l’opposizione al presidente ed al suo staff fantasma con argomentazioni esplicate.
    Son d’accordo con lui in toto,ed aggiungo,uscendo leggermente dal tema,una cosa: di nuovo silenzio completo sul robaldo,sempre e solo colpa degli uffici comunali?siam sicuri?son silenzi che assordano

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  61. Poliboomboom - 3 settimane fa

    Purtroppo può non piacere, ma ha toccato molti punti quasi “oggettivi”: squadra molle che si accontenta di stare a mezza classifica, società priva di managerialità, tifoseria che pensa ancora di essere la migliore ma che ormai ne ha molte davanti (non solo come numero di tifosi ma anche come passione). Quando poi penso a quanto visto su Report, che sono sicuro riguardi tutte le squadre nessuna esclusa, talvolta mi domando perché ancora insisto nel trasmettere a mio figlio la passione per il Toro così come mio padre ha fatto con me. FVCG sempre e comunque.

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    1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

      Perché solo in questo modo possiamo continuare a sperare in un mondo migliore. Diversamente sarebbe la fine. Vinci sempre i dubbi di questo tipo e persevera sulla strada che hai intrapreso. I valori non si comprano al mercato, tantomeno dalle mani di un bagarino.

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  62. barierant - 3 settimane fa

    finalmente qualcuno che parla chiaro

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  63. Grande Torino - 3 settimane fa

    Innanzitutto grazie a Marco Cassardo per aver scritto ‘Belli e Dannati’ a mio parere il libro che tutti dovrebbero far leggere ai propri figli per far capire che cosa è il Toro ‘Vero’.
    Sull’articolo sono d’accordo su tutto ma non sulla discolpa di Mazzarri, un allenatore ha uno staff e quando firma un contratto, così comee inserisce alla guida tecnica i professionisti di fiducia, può chiedere anche altre figure. Ritengo Mazzarri un buon allenatore ma me piacciono quelli con visione diversa e più ‘moderni’ nella gestione.
    La colpa più grande che invece darei a Cairo è che dopo 12 anni di presidenza non è ancora riuscito a comprendere i tifosi e non ha saputo creare un ambiente affine alla cultura di noi tifosi granata. Il calcio è cambiato, ormai il business è la cosa principale ma devi saper cogliere i cambiamenti salvando e salvaguardando l’ambiente, altrimenti devi guardare solo al mercato, te ne freghi della storia e dell’ambiente ma fai marketing ma eanche in questo purtroppo Cairo è carente.E quindi, sintetizzando, tiri a campare…

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  64. drino-san - 3 settimane fa

    Buongiorno, sono Fracazzo da Velletri, quand’è che mi intervistate? Vi spiego io i problemi della squadra, se volete vi leggo anche la mano.

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    1. Grande Torino - 3 settimane fa

      Caro Fracazzo da Velletri, scrivi solo una pagina, una pagina sola che crei emozioni sul Toro delle centinaia che ha scrtto Cassardo e poi spara pure tutte le idiozie che vuoi. Magari sui socia, scrivendo con questi toni ironici e offensivi potrai anche avere successo ma qui non siamo su FB e il rispetto va dato ad ogni pensiero o intervento.

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      1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

        10 cum laude, e nulla da aggiungere!

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      2. drino-san - 3 settimane fa

        Sono Fracazzo da Velletri e scrivo quello che mi pare, anche qui. Ho dato un’occhiata veloce ai nobel per la letteratura ma non trovo nessun Cassardo. Scrivi quel che ti pare ma non hai il diritto di zittire nessuno. P.S. non ho un account facebook.

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  65. prawn - 3 settimane fa

    Tutto vero e condivisibile, spiegato bene cose che alcuna gente scrive da un pezzo sui commenti di TN.
    Cmq si smetterebbe di essere perdenti anche senza mental coach ma con obiettivi dichiarati (non alla stampa).
    Discorso a parte per il Gallo che ha bisogno di supporto psicologico per capire appunto che non è Mr 100M e tantomeno Mr 26 goals.

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  66. robertozanabon_821 - 3 settimane fa

    Non desiderare niente è il miglior modo per non ottenerlo. Lasciamo stare paragoni improponibili per capacità individuali, ma un buon “abito” mentale potrebbe contribuire ad aumentare i risultati. Se questo incidesse anche solo per un 10% , ecco che una squadra con un potenziale di circa 55 punti ne farebbe più di 60 sufficienti, forse, a qualificarsi per la Europe League. Sono solo esempi e il calcio non è una scienza esatta ma, giustamente, così come si utilizzano strumenti di lavoro moderni (GPS e altri) è giusto ricorrere a tutti i mezzi leciti per migliorarsi. Ma c’è una fregatura. Quando hanno introdotto le biciclette in carbonio, tutte le squadre se ne sono dotate. Morale? La differenza la facevano, come sempre, i ciclisti. Beh, proviamo almeno a cambiare le biciclette. Forza Toro !!!

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  67. Conta7 - 3 settimane fa

    E meno male che c’è il fenomeno Cassardo a farci una bella lezione sul calcio… E’ “merito” dei “fenomeni negativi” come lui se la nostra piazza cade sistematicamente nelle depressioni umorali!
    A me sembra solo un tentativo di auto-pubblicizzare il proprio “mestiere”, con parole pronunciate evidentemente da chi non guarda le partite e credo vivamente non abbia mai calcato un terreno di gioco.
    Oltretutto, al di là del mental fantasy da carta straccia, con delle inesattezze palesi:
    – “…Tanto i tifosi applaudono anche una sconfitta in casa…” : se venisse allo stadio tutte le domeniche come dichiara, si sarebbe accorto che ci siamo permessi di fischiare persino dopo una vittoria (vd Frosinone).
    – E’ proprio perchè siamo diventati troppo esigenti che il Toro sembra debba essere il Real Madrid: rammentatemi una partita negli ultimi 3 anni in cui abbiamo dominato e creato così tanto in trasferta come a Bologna…
    – “Mazzarri eccessivamente prudente, quasi pauroso”: beh certo, uno che fa giocare e valorizzare dei giovani sconosciuti fino a ieri, coinvolgendo dal 1′ tutti i componenti della rosa, che finisce le partite anche con 4 punte pur di vincere (vd Chievo) e che in carriera ha sempre ottenuto risultati ben oltre il valore delle rose allenate, direi che per definizione è prudente e pauroso……

    L’unico punto su cui concordo è la mancanza di un imprinting societario adeguato in termini di gestione sportiva ed investimenti rispetto ai presunti obiettivi.

    Gente, meno p*** mentali e guardiamo di più le partite, analizzando tutti i fattori che concorrono ad un risultato e dando fiducia ad una squadra che a mio avviso sta dimostrando, oltre a lacune fisiologiche ed umiliazioni arbitrali, anche tante cose positive!

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  68. sempre_toro - 3 settimane fa

    Cairo, è un imprenditore bravissimo.
    Sa perfettamente quanto scritto in questo articolo.
    Mai si esporrà ad investimenti mirati per raggiungere risultati eccellenti.
    Non è mica “pazzo”!

    Per portare la squadra in “alto” deve RI-fondare la società, assumere personale che sa cosa vuol dire vincere e sa come farlo, ma questo gli costerebbe un esborso economico importante (pura utopia), ma ancora peggio si dovrebbe confrontare sia sul campo, che nei “palazzi” con gli strisciati infami.

    Purtroppo per farlo o hai intenzioni serie oppure sei finito e mi sembra che i fatti siano lampanti ed evidenti.

    La società non vuole andare da nessuna parte e noi siamo qui ancora a inneggiare ai valori , alla storia , alla grinta ecc. ecc. …… purtroppo come tifosi abbiamo “fame” e perdiamo il senso della realtà …….. la realtà è questa: nessuna ambizione e testa sotto la sabbia e chi prova a fare qualcosa per uscire da questo torpore , viene additato come persona negativa che non vuole il “bene” del toro o in altri modi.
    Ma comunque vorrei far notare che ad oggi, abbiamo 13 punti (come l’altro anno se non ricordo male) , attaccanti che non stoppano un pallone, centrocampisti che non detto un passaggio nemmeno sotto minaccia, difensori che sono sempre rotti, una squadra senza gioco, idee e grinta ……… questi sono i fatti ….. poi sicuramente mi smentiranno coi fatti, arrivando a 70 punti e vincendo i 2 derby….
    staremo a vedere.

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    1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

      Lascia perdere la classifica! Dobbiamo ancora incontrare 6 delle 9 squadre che ci stanno sopra, più Milan e Cagliari fuori che sono belle bestie. D’ora in avanti, messo e non concesso che vi siano ancora dubbi, cominceremo a tirare le somme vere.

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  69. marcocalzolari - 3 settimane fa

    Cairo deve smetterla di dire “ho investito 50 milioni”.
    Ha preso prestiti (Zaza, Aina e Soriano), e scambi (Meite). L’unico vero acquisto è stato Izzo.
    Per lottare in alto devono giocatori veri, serve una struttura societaria seria, non gente che è lì per farsi fare le foto in panchina (Comi e altri).
    Mazzarri sta cercando di dare organizzazione, ma Cairo deve mettergli a disposizione risorse e uomini

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  70. prawda - 3 settimane fa

    Opinioni decisamente condivisibili, sono sostanzialmente le critiche spesso lette in commenti su TN che vengono mosse alla gestione Cairo da chi non condivide un Torino senza obiettivi e senza attributi. Partirei dall’ultima frase perche’ a mio parere ci sono racchiuse tutte le cause della mancanza di risultati: “Servono volontà e amore per il Toro”. Io Cairo non l’ho mai sentito parlare con amore del Torino, non l’ho mai sentito sognare un Torino diverso, non l’ho mai sentito propugnare obiettivi e risorse per arrivare dove solo i sogni purtroppo portano; ecco la realta’ e’ semplicemente questa una societa’ sportiva non e’ come una societa’ che fabbrica pentole, non viene giudicata dai risultati economici, ma da quelli sul campo, che restano mediocri anche se hai 60M di utili in cinque anni. Questo non significa non volere una societa’ sana, ma un presidente dovrebbe essere il primo a voler sognare la sua squadra il piu’ in alto possibile ed una societa’ sportiva e’ sana anche se chiude in pareggio. Purtroppo la gestione Cairo e’ attenta solo all’aspetto economico per cui fare utili e minimizzare ogni costo possibile, cosi’ il mental coach diventa una spesa assolutamente inutile, come lo stadio o il museo sono investimenti infruttuosi per entita’ e tempi di rientro e quindi neanche ipotizzati.

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    1. alexku65 - 3 settimane fa

      Non ricordo chi ha scritto/detto “Cairo che magnifico presidente sarebbe solo se fosse innamorato del Toro….”

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  71. tric - 3 settimane fa

    Ci mancava Cassardo! ma ci faccia il piacere….

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  72. Bischero - 3 settimane fa

    In generale ha ragione. Ma la prima con la Roma abbiamo applaudito perché la squadra ha giocato un buon calcio perdendo si, ma con una squadra che non aveva preso pallonate da nessuno. E che alla fine centrerà il suo obbiettivo. Come quasi sempre accade. Chiaro. Il pesce puzza sempre della testa. Ma ognuno da Cairo ai tifosi hanno le loro responsabilità.

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  73. Claudio70 - 3 settimane fa

    D’accordo con l’articolo, soprattutto su due punti.
    A) Chi sono gli uomini società, che stanno vicino alla squadra ogni giorno? Ci sono?
    B) Il dato più importante in una squadra di calcio è la spesa per i giocatori. Cairo ha dato a Mazzarri giocatori adeguati? O gli ha preso gente a prezzo di saldo facendola passare per “colpo” sui giornali?

    La risposta a queste domande la conosciamo tutti.

    Cairo deve investire seriamente sul Toro, altrimenti la colpa sarà sempre dell’allenatore di turno e di noi tifosi

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  74. GlennGould - 3 settimane fa

    Anche per me, sostanzialmente ha ragione. Ma non perche’servano 15 mental coach, già il nome mi fa abbastanza ridere; semplicemente è una questione di società. Se non hai una grande società, dalla mentalità vincente e strutturata per pensare a certi livelli ed essere un tuttuno con la squadra,ogni giorno, anzi ogni ora, di conseguenza neanche la squadra potrà pensare in un certo modo.
    E questo si, è demerito del presidente.

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  75. user-13997937 - 3 settimane fa

    Gran bella intervista! d’accordo in tutto e per tutto, la mentalità vincente arriva dall’alto, o per lo meno la si può promuovere lavorando sul modo di vedere se stessi e il proprio lavoro. E basta per favore, lo dico a qualche utente, parlare di Pulici e Graziani, son passati 40anni, è cambiato tutto, non ha senso fare certi paragoni.

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    1. Granata69 - 3 settimane fa

      Se la mentalità vincente venisse dall’alto come dici,visti i successi lavorativi del nostro presidente, dovremmo vincere il campionato in carrozza…

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  76. user-14003131 - 3 settimane fa

    Tira un po’ dalla sua, self promotion ci sta. Ma ha pienamente ragione su tanti punti a cominciare da chi è alla testa della società. Non interessa vincere o darsi un’anima di quello che fu il Toro.

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  77. Federico Granata - 3 settimane fa

    Cassardo ha centrato un punto fondamentale, e cioè le colpe di Cairo.
    Cairo gestisce il Toro come le sue aziende, cioè taglio dei costi e plusvalenze.

    Ma il calcio non è come le altre aziende, nel calcio c’è Il campo, c’è l’emozione, e soprattutto un giocatore da 5 milioni non può fare le stesse cose di uno da 25. Non stiamo parlando di uno che lavora al Corriere e che deve scrivere un articolo o inserire un titolo, stiamo parlando di differenze di qualità, tecniche, fisiche e mentali.

    A me piace l’esempio dell’Inter, che quest’anno sta facendo bene dopo anni di buio, ma come ha fatto?
    Ha preso un buon allenatore allestendogli una squadra competitiva, spendendo, caro Cairo!!
    Ha preso gente come Asamoah, lottatori come Nainggolan, gente che vuol vincere.

    Cairo, nell’anno in cui doveva allestire la squadra per Mazzarri gli ha preso Meite (buon giocatore, ma giovane e poco “cattivo”) nello scambio con Barreca, e gli ha portato Zaza e Soriano, due tutt’altro che vincenti.
    E Mazzarri è di un altro livello rispetto a Ventura e Mihajlovic, non c’è paragone tra i tre.
    Ma gli manca la materia prima, perché come dice Cassardo è difficile insegnare ad un mulo a volare.
    I gobbi voglione vincere la Champions, prendono e pagano un vincente, non è così difficile da capire, caro Cairo.

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  78. alexku65 - 3 settimane fa

    Finalmente una analisi sensata e piena di spunti. Per come la vedo io intelligente anche se non rivoluzionaria. Del resto la verità è sotto gli occhi di tutti e solo coloro che la rifuggono riescono a farsi persuadere come nelle vecchie scuole di retorica dai persuasori occulti alla Rampanti e/o alla Marcello sparsi qua e là e ben boluto dalle redazioni che ambiscono ad avere considerazione da parte della società. Per favore più Parella meno Rampanti. Anche da qui si cresce.

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  79. vittoriogoli_374 - 3 settimane fa

    Ha ragione,purtroppo.
    Tutto deriva da un sistema ove noi sempre saremo in lizza per il nulla ed a febbraio avremo finito il nostro torneo.
    Innominabili,Napoli,Lazio,Inter,Roma,Milan ci staccheranno presto per cui lotteremo con Fiorentina,Samp ed un outsider per le posizione tra settimo ed undicesimo, i giocatori lo sanno perfettamente ed anche Mazzarri lo sa; cercheranno di non prenderne tante nel derby e voilá stagione finita.
    Per il resto tipo stadio ed un organigramma valido nel Toro ma quando? Si farebbe se Cairo fosse un tifoso ma é un ragioniere amministratore nulla più e sa perfettamente che se investe sarà difficile abbia un ritorno superiore a quello che ha già oggi per cui.

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  80. Fab - 3 settimane fa

    Applausi. Chi può lo metta all’attenzione della dirigenza.

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  81. user-13814870 - 3 settimane fa

    avrà anche ragione visti i risultati. …ma adesso le persone son tutte delicate…Non penso che Pulici e Graziani avessero un mentalcoach…avevano altri attributi. I tifosi piano piano invecchiano non possono più andare allo stadio e di giovani se ne raccolgono pochi..ogni anno stesso film. La gente si stufa.

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  82. LeoJunior - 3 settimane fa

    Tutto, ma proprio tutto condiviso. In altri modi l’ho scritto tante volte. Siamo carenti proprio nella mentalità e questo passa per uomini (un VERO DG), calciatori (abituati a vincere) e strutture (stadio e fila).
    E di conseguenza noi tifosi
    Cairo, perché non lo capisce?! Inspiegabile

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    1. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

      Tu non hai capito che Cairo l’ha capito perfettamente! Ecco perché va nella direzione opposta.

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  83. Marchese del Grillo - 3 settimane fa

    Come si chiama costui? Cassardo? Ma io voglio incontrarlo e abbracciarlo oggi stesso!!! Ma cosa scrivo, io e non solo io, da tempo su questo sito? Il processo involutivo del Toro per come io e quelli della mia generazione l’hanno conosciuto è iniziato con Cairo. Il Torino Calcio è stato cairizzato è trasformato in Cairese FC, un’entita’ completamente funzionale alle necessità del suo capo. Di conseguenza nessuna ambizione se non quella di produrre denari, burattini in società, e nulla, ma proprio nulla, che possa trasformarci in una società seria e una squadra degna di questo nome, soprattutto se parliamo del Toro, il nostro Toro. Ho scritto all’indomani del pareggio di Bologna che continuiamo a preoccuparci dei sassolini che ci cadono in testa, l’errore di Sirigua o di Berenquer o di Djidji, senza far caso che ci sta per franare addosso la montagna. Ecco, intendevo esattamente quanto magistralmente esposto dal dott. Cassardo.
    E mi permetto di aggiungere che lo stadio tornerà a riempirsi di abbonati quando questo processo involutivo sarà arrestato. Perché con questo torello anemico perennemente in centro classifica, la voglia di abbonarti non ti viene nemmeno sotto tortura!

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  84. LucioR - 3 settimane fa

    “Ormai c’è il pensiero che se vinciamo bene, se non vinciamo pazienza, tanto i tifosi applaudono felici una sconfitta in casa contro una Roma che sta prendendo pallonate da chiunque” Applausi.

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  85. Bonekamp - 3 settimane fa

    Condivido ogni singola parola su società,singoli calciatori e tifosi. Sopra di tutto ci metterei Mazzarri che è il primo ad essere un pavido che cerca scuse per i suoi pessimi risultati.

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  86. michelebrillada@gmail.com - 3 settimane fa

    ha tutte le ragioni ma per fare in modo che le cose cambino non ci resta che non andare piu per niente alla stadio e poi non è vero che il mister porte chiuse sia bravo non capisce nulla di calcio basta vedere come ha fatto la squadra con 25 difensori e nessun centrocampista di ordine che sappiano fare girare la squadra se aspettiamo che la squadra la facciano girare rincon ,meite,e compani siamo alla frutta

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  87. granata196_449 - 3 settimane fa

    Signor Cassardo tutto vero quello che dice , io andavo allo stadio qualche anno prima di lei e sarà perché ho ammirato il Toro di Giagnoni che non riesco più a vedere una squadra di morti in piedi come quella di adesso

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  88. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 settimane fa

    Non l’ha certo toccata morbida, ma alla fine mi sa che ha ragione dall’inizio alla fine… Tra i tanti problemi del Toro non avere un obiettivo da raggiungere con ferocia mi sembra uno dei più gravi (insieme alla disaffezione dei tifosi, che però è una conseguenza del primo problema )

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  89. paololoret_395 - 3 settimane fa

    Io, invece, non lo trovo per niente esagerato. Anzi condivido tutto il pensiero. Basti pensare a giocatori come Cerci, con Ventura ha sempre fatto il fenomeno c9n gli altri il brocco. Perché? Per Ventura lavorava sulla sua testa. Nel calcio l’aspetto psicologico è fondamentale. Ma curare questi aspetti è da grande squadra e società. Le società mediocri non se ne preoccupano perché non hanno ambizioni. Ormai è chiaro che ai presidenti interessa solo fare plusvalenze, il risultato sportivo passa in secondo piano.

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  90. SiculoGranataSempre - 3 settimane fa

    Un pochino esagerato ma alla base c’è un problema vero, di Identità e ruolo della squadra e di testa e approccio dei giocatori. Mi fa piacere che un esperto del settore abbia messo in campo argomenti sui quali ho scritto più volte. Anche delle “paure” di Baselli.

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