”L’azzurro unisce il Paese”

”L’azzurro unisce il Paese”

di Alessandro Salvatico – Un solo campionato, eppure non lo dimentica; un po’ perché é stato l’ultimo, un po’ perché é difficile scordarsi cosa voglia dire indossare la maglia granata. Cesare Maldini, dall’alto delle sue quasi ottanta primavere, non riesce a lasciare il calcio; lo commenta per le tv, lo segue quotidianamente, lo vive in famiglia (e che famiglia, la sua). “Cesarone”…

di Alessandro Salvatico – Un solo campionato, eppure non lo dimentica; un po’ perché é stato l’ultimo, un po’ perché é difficile scordarsi cosa voglia dire indossare la maglia granata. Cesare Maldini, dall’alto delle sue quasi ottanta primavere, non riesce a lasciare il calcio; lo commenta per le tv, lo segue quotidianamente, lo vive in famiglia (e che famiglia, la sua). “Cesarone” ama l’Italia, e ama l’azzurro, che ritiene uno di quegli elementi che uniscono davvero tutto il Paese; ne parla con la simpatia e la genuinità che sono diventati celebri.

 

E oggi, l’Italia é in festa: festeggia se stessa.
Sì, é un gran momento, ed é anche un po’ di vacanza per molti. Peccato che il tempo non sia buono, ho paura che rovinerà un po’ la giornata.

Parliamo di Nazionale, e di giovani: cosa pensa della proposta di Prandelli e Albertini sull’inserire un’Under 21 in Serie B?
Mi pare un po’ una visione di fantasia, più che una proposta; una cosa é concedere spazi, un’altra partecipare ad un campionato. E poi, quanti? Come? Quando? E anche il posto per giocare… Insomma, mi sembra una cosa davvero difficile.

Non é l’idea giusta per dare spazio agli azzurrini?
No, non é una buona idea. L’Under 21 ha i suoi spazi e i giovani le loro vetrine, le gare internazionali, per mettersi in mostra e giocare. So bene di cosa parlo, l’ho guidata per anni e vincendo molto, ritengo sia un progetto molto ambizioso ma irrealizzabile.

Qual é, dunque, la strada migliore? Come fare perché i giovani trovino spazio nei grandi club?
E come fanno negli altri Paesi? Curano i vivai, li fanno diventare forti, e poi -guardiamo la Spagna- li fanno giocare, danno loro spazio e fiducia in abbondanza! In Italia c’é il Palermo che ha il coraggio di provare diversi ragazzi, anche se adesso non sta girando bene.

Qui a Torino ci sono due squadre in crisi.
Eh sì, e mi dispiace. Per entrambe, ma specialmente per il Torino, ci ho giocato e mi rimane sempre la simpatia oltre a dei ricordi anche molto belli.

Sicuramente ne avrà anche relativi a Gigi Meroni, cui é stata dedicata una mostra dal Museo del Grande Torino.
Certo, é stato un mio compagno. E’ stata una bruttissima giornata, quella in cui é successo il dramma, e anzi é stata la prima di tante brutte giornate: perché, dopo, non l’avevamo più lì con noi. Non vederlo più…

Vi é mancato tanto. Il ragazzo e il campione.
Era un grande giocatore, sicuro, ma anche non lo fosse stato la sua perdita non sarebbe stata meno pesante, non c’entra. Ha colpito la gente del Toro…che lo amava tanto.

Tornando alla lunga esperienza che vi ha vissuto, come vede la Nazionale maggiore?
Prandelli la sta preparando. E’ presto per dare un giudizio definitivo, non si può, perché c’é del lavoro in corso; ma penso che vedremo presto arrivare quattro o cinque giocatori alla ribalta. Il suo comunque é un lavoro che mi piace.

E’ vero che l’azzurro é una di quelle cose che uniscono il Paese?
Altroché se é vero. Non ci sono differenze che tengano.

Già, quando la Nazionale vince…
…non quando vince: quando gioca! Tantissima gente la segue da dovunque, tutti si riuniscono. Il bene che si vuole all’Italia é sempre grande; poi, quando vince é una cosa fantastica, dal “mio” Nord al Sud, dovunque.

E allora speriamo che torni a farlo presto.
Ma lo farà, lo farà sicuramente!

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