Le Loro storie, Alex Manninger: “Finalmente sono libero dal calcio”

Le Loro storie, Alex Manninger: “Finalmente sono libero dal calcio”

Esclusiva / L’ex portiere con una parentesi granata si gode la “pensione”: “Ora vivo una vita normale, mi sto riprendendo tutto quello che il pallone mi ha tolto”

di Marco Parella

Un nuovo modo di raccontare il calcio: quello dei protagonisti. Calciatori, allenatori, dirigenti. Sempre sotto la luce dei riflettori, ma mai veramente compresi o comprensibili. Noi li vogliamo avvicinare ai tifosi e ribaltare il meccanismo delle interviste. Non saremo noi a chiedere, saranno loro a raccontarci un aspetto del mondo in cui vivono. Un tema libero, potremmo dire. Sono i protagonisti stessi della nostra passione a condividere con noi “Le Loro storie”. Senza filtri, senza meta.

Dieci campionati in Italia e qui lo citiamo per le sue esperienze “express”: appena 243 minuti con il Toro (due pareggi con Lazio e Modena e la chicca dei 63′ contro il Milan per partita sospesa a causa degli incidenti al Delle Alpi), addirittura zero con la maglia dell’Udinese, che nella stessa sessione di mercato lo acquistò dal Salisburgo (via Siena) e lo girò alla – sigh – Juventus. Alex Manninger ora ha smesso con il calcio e lo dice con il sorriso, il sorriso di un veterano che dopo due decenni al servizio di una passione tiranna ora riscopre la vita vera. La vita, come ripete più volte lui stesso, normale.

No, non mi manca. Negli ultimi sedici mesi non ci ho pensato un solo giorno e non ho più toccato una palla. Quella da golf sì, o quella da tennis, ma non un pallone da calcio. Vado a pescare, vado in montagna, faccio di tutto tranne giocare a calcio. E no, lo confermo: non mi manca.

Non mi sto lamentando, sia chiaro. Il calcio ti dà tantissimo e io ho vissuto ventidue anni bellissimi. Però non ho mai avuto un weekend libero, gli amici e la famiglia devi incastrarli tra una partita e l’altra. Ci sono sempre nuove partite, hai l’allenamento, hai il viaggio, hai il volo, hai il ritiro. È questo il tuo mondo, è questo ciò che ti è concesso di fare, non c’è un’altra opzione e, se ci pensi bene, non è normale. Ora io ce l’ho quell’altra opzione. Ora mi alzo alla mattina e posso pensare “ok, oggi che faccio?”. Oppure posso arrivare al venerdì e organizzare una grigliata con gli amici o una gita in montagna, senza il pensiero di una partita in arrivo. Ho riscoperto il significato del weekend e riesco a fare tutto quello che prima avrei voluto fare, ma non potevo. Vivo giorni normali, settimane normali scandite da programmi normali. Oggi mi sento libero e mi sto riprendendo tutto quello che il calcio mi ha tolto.

AUGSBURG, GERMANY - MAY 14: Alexander Manninger, goalkeeper of Augsburg celebrates with the fans after the Bundesliga match between FC Augsburg and Hamburger SV at SGL Arena on May 14, 2016 in Augsburg, Germany. (Photo by Micha Will/Bongarts/Getty Images)
AUGSBURG, GERMANY – MAY 14: Alexander Manninger, goalkeeper of Augsburg celebrates with the fans after the Bundesliga match between FC Augsburg and Hamburger SV at SGL Arena on May 14, 2016 in Augsburg, Germany. (Photo by Micha Will/Bongarts/Getty Images)

È iniziato tutto tanti anni fa: mancava un portiere e l’allenatore ha chiesto “chi ha meno paura di andare in porta?”. “Posso provare io”, ho risposto. Avevo undici anni e quella partita tra i pali mi è piaciuta e credo di non aver fatto poi così male. Ero abbastanza alto, abbastanza agile e ho capito che quello poteva essere il mio ruolo. Sono rimasto in porta, sono rimasto lì per tanto tempo, fino a maggio di un anno e mezzo fa quando ho capito che il mio corpo e la mia testa mi stavano chiedendo di smettere. Troppi problemini fisici, avevo quarant’anni e il calcio era diventato troppo veloce.
Ho alzato la mano e ho detto “basta, non posso più continuare a questo livello. Il momento giusto per smettere è ora”.

L’ultima stagione al Liverpool è stato il modo perfetto per andarsene al top del calcio mondiale, ma coi Reds ho giocato solo nel precampionato, mai in gare ufficiali, per cui la mia ultima partita è stata l’anno prima con l’Augusta. Non sapevo che poi avrei trovato ancora un contratto con il Liverpool, ma avevo già annunciato che a fine campionato avrei salutato l’Augusta, per cui nell’ultima giornata l’allenatore mi fece entrare a pochi minuti dal termine come tributo. Mentre mi infilavo i guanti ho avvertito una sensazione nuova, mai provata prima. Mi è venuta un po’ di ansia, poi una scossa e subito la pelle d’oca. “Questa potrebbe essere la mia ultima partita”, ho pensato per la prima volta in 39 anni. E così è stato.

AUGSBURG, GERMANY - MAY 14: Marwin Hitz (L), goalkeeper of Augsburg is substituted for Alexander Manninger, goalkeeper of Augsburg 1 during the Bundesliga match between FC Augsburg and Hamburger SV at SGL Arena on May 14, 2016 in Augsburg, Germany. (Photo by Micha Will/Bongarts/Getty Images)
AUGSBURG, GERMANY – MAY 14: Marwin Hitz (L), goalkeeper of Augsburg is substituted for Alexander Manninger, goalkeeper of Augsburg 1 during the Bundesliga match between FC Augsburg and Hamburger SV at SGL Arena on May 14, 2016 in Augsburg, Germany. (Photo by Micha Will/Bongarts/Getty Images)

La mia carriera è stata un insegnamento continuo per la vita, ho vissuto esperienze bellissime in Premier League, a Siena, alla Juventus, in Germania e altre più difficili, ad esempio al Toro e alla Fiorentina con tutto quel caos. In granata con tanti cambi di allenatore (il 2002/’03 è l’anno di Camolese-Zaccarelli-Ulivieri-Zaccarelli-Ferri, ndr), con la Viola per la questione societaria (la Fiorentina di Cecchi Gori prima retrocessa e poi dichiarata fallita, ndr). Fu difficile da affrontare perché io mi lasciavo coinvolgere dalle situazioni al 100%, mettevo tutto me stesso e quelle cose ti tagliano le gambe. Tu lavori, vai all’estero, riesci a crearti un bell’ambiente intorno, anche con la gente, immagini già di poter restare qualche anno e poi le cose precipitano. Peccato, ma io mi prendo tutto, nel bene e nel male perché gli aspetti positivi sono utili ad avvicinarti ai problemi della vita vera.

Al giorno d’oggi ci sono ragazzini che a 18, 19 o 20 anni sono già dei professionisti, si sentono i migliori di tutti e invece non hanno ancora fatto due parate o due tiri in porta. Gente che non ha mai sporcato le scarpe, che non ha mai avuto una verruca. Il calcio è diventato mercato, la professione vale meno, il ruolo vale meno. Contano le foto, il taglio di capelli, le auto. Avrei potuto continuare ancora un po’, ma questo non è il mio calcio, non mi riguarda, per cui a quarant’anni la decisione di mollare tutto è stata semplice e non me ne pento di certo. Forse per questo non faccio l’allenatore, perché troverei difficile convivere ogni giorno con queste nuove generazioni. Noi, quando perdevamo, tornavamo in campo a correre. Ci portavano anche nei boschi a correre per punizione. Oggi se provi a far correre una squadra per due volte a settimana, i giocatori non vengono più ad allenarsi, fanno sciopero. È pazzesco.

MUNICH, GERMANY - MAY 11: Alexander Manninger, keeper of Ausgburg reacts after receiving the 2nd goal during the Bundesliga match between FC Bayern Muenchen and FC Ausgburg at the Allianz Arena on May 11, 2013 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)
MUNICH, GERMANY – MAY 11: Alexander Manninger, keeper of Ausgburg reacts after receiving the 2nd goal during the Bundesliga match between FC Bayern Muenchen and FC Ausgburg at the Allianz Arena on May 11, 2013 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Prima di diventare calciatore ero un falegname. Quando ho smesso col pallone ho ricominciato da lì: ho traslocato con la mia compagna, ho costruito i mobili della casa nuova, mesi e mesi di fatica e non abbiamo ancora finito. Mi sono divertito tantissimo e quando ora mi chiedono se non mi annoio senza giocare, io dico “proprio no, le cose da fare non mi mancano”.

È bello avere più tempo per me e per lei. Il calcio mi ha fatto lasciare da parte molte cose, ma adesso la mia prossima gara sarà la partita della famiglia: costruirci un nido, trovare soddisfazione dalle giornate normali, fare un figlio o più di uno.
Sto girando pagina, anzi, sto cambiando proprio libro.
E sono davvero molto curioso.

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  1. Prkrebel - 5 giorni fa

    Povru fiol…

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  2. Rock y Toro - 5 giorni fa

    Tanto per rimarcare che anche come pensionati sono dei privilegiati!

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  3. user-14003131 - 5 giorni fa

    Chissenefrega di Manninger. Non c’entra nulla con il Toro.

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  4. Pepe - 5 giorni fa

    Manninger… Mavaffanculo!

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  5. GlennGould - 6 giorni fa

    Interessante. Nei miei post e in quelli che scrivono piu’ o meno cio’ che ho scritto io, in tutti ci sono 7 barra 8 pollici in giu’. Ecco quindi i sette barra otto provocatori, probabilmente gobbi, gli stessi che attaccano Cairo a prescindere e che scrivono solo quando le cose van male. Due – tre nomi li conosciamo gia’. Vedremo gli altri..

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  6. cucucuro - 6 giorni fa

    Ma vai a lavorare vergognoso!!! Perché le cose che ti ha tolot il calcio non te le sei prese 10 anni fa? Adesso che nessuno ti caga più… VERGOGNATI!

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  7. MAgo - 6 giorni fa

    Amico, puoi organizzare le grigliate o andare in montagna perchè essere pensionati d’oro a quarant’anni succede solo a chi ha avuto la fortuna di fare un “lavoro” come il tuo… o è stata una sfortuna visto che hai dovuto rinunciare ad un sacco di cose ? Spero proprio che si tratti di una traduzione un pò approssimativa se no mi viene da mandarti…

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  8. ACT1906 - 6 giorni fa

    Ma veramente, ma come si può fare un articolo così, ok la rubrica, ma Manningher o come si chiama e soprattutto cosa dice, anche no dai redazione su, questo si meritava di andare a zappare che è pur sempre più nobile che essere gobbo come lui
    FORZA TORO!!!!

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  9. CUORE GRANATA 44 - 6 giorni fa

    Essendo la rubrica titolata “Le loro Storie” è normale,a mio avviso, che si vada alla ricerca di ex giocatori che hanno vestito la ns. maglia. Nel caso di Manninger tuttavia essendo stato il suo passaggio da noi così impalpabile forse….Nello specifico siamo di fronte ad un privilegiato che si gode la “pensione” a 40 anni. A chi di noi non piacerebbe o nel mio caso non sarebbe piaciuto? Giustamente è stato ricordato in altro commento che “magna pars”è ascrivibile a noi tifosi.Dalla sua intervista ho colto la consapevolezza di questa sua fortuna unita anche a dei meriti tecnici ed auspico che venga letta e meditata da tanti ex calciatori altrettanto noti che una volta catapultati nella vita reale non hanno saputo poi trovare il bandolo della matassa finendo malamente.Altrettanto interessante è il riferimento ai giovani che dopo qualche “comparsata” si considerano già fenomeni.Ma questo è un andazzo generale: le nuove generazioni per lo più si ritengono “nate imparate” e non più disponibili a fare l’indispensabile “gavetta”Lunga vita Manninger.FVCG!!!

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    1. ALESSANDRO 69 - 6 giorni fa

      Sono daccordissimo con te , infatti non capisco le critiche, lui mica rinnega nulla, semplicemente afferma che ha chiuso un capitolo e ne ha aperto uno nuovo dove può godersi le cose che prima non poteva..Magari avessi potuto farlo io….

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  10. LucioR - 6 giorni fa

    Certo era meglio fare i tre turni alla Fiat altoforno ghisa. Ma sta gente dove vive….

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  11. prawn - 6 giorni fa

    Camolese-Zaccarelli-Ulivieri-Zaccarelli-Ferri … che anno … stiamo meglio ora dai.

    sui commenti sulla vita ‘difficile’ da portiere… beh il tizio ha un po’ esagerato, certo il weekend ora ce l’ha ma ha pure una ‘pensione’ d’oro coi risparmi di 30 anni di calciatore proffessionista, che c’entra, sicuramente non si allenava sette giorni a settimana e gli ultimi due tre anni manco era il secondo portiere

    che intervista di merda

    si vede che ha giocato alla juve, si e’ inmerdato dentro e cmq… non uno di noi, praticamente mai giocato pure al toro

    chissenefrega mannigher goditi il golf e i mobili

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    1. prawn - 6 giorni fa

      fatico a capire i non mi piace, probabilmente e’ finito su qualche rivista gobba e ve la siete presa merdaccie, pace

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  12. Shimada - 6 giorni fa

    Vattela a pigliá Manninger..hai lavoricchiato solo 20 anni

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  13. GlennGould - 6 giorni fa

    @Redazione permettetemi.
    Visto quello che ha detto, forse dargli spazio stamattina su toronews non è stata una idea brillantissima. La rubrica è bella (almeno, a me piace),ma metteteci gente e parole che meritano di essere lette.

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  14. BACIGALUPO1967 - 6 giorni fa

    Anche tante persone non hanno mai un week-end libero.!
    Infermieri poliziotti carabinieri cassiere dei supermercati vigili del fuoco ambulanti allevatori etc etc tutta gente a 1500 € al mese!
    In tutta sincerità leggere le tue parole mi ha fatto ribrezzo e per la tua pochezza intellettuale mi fai pena.

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    1. Kaimano - 6 giorni fa

      Si però sono le stesse persone ke idolatriamo ogni Domenica…se queste parole le avesse dette Pulici? Cerchiamo di non essere ipocriti.

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      1. BACIGALUPO1967 - 6 giorni fa

        Secondo te Pulici avrebbe detto queste cose?? Forse non conosci la levatura morale di Pulici. Ed il solo accostare Paolino con questo nulla facente è un’offesa ai nostri colori e alla nostra storia.

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      2. GlennGould - 6 giorni fa

        Pulici, a parte che è intoccabile, è troppo intelligente per dire cagate simili.

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        1. GlennGould - 6 giorni fa

          E complimenti a chi ha spolliciato anche contro Pulici. Sei senza vergogna.

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  15. GlennGould - 6 giorni fa

    Belle parole. Anche mio nonno, quando ando’ in pensione dopo 40 anni come operaio in Fiat, disse più o meno le stesse cose.
    Ma vaff…

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  16. Granata - 6 giorni fa

    Spiacente ma non lo penso come giocatore del Toro. Personalmente dedicherei spazio ad altri.

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  17. Kaimano - 6 giorni fa

    Su una cosa ha pienamente ragione: I ragazzi di oggi valgono nulla, non lottano x nulla, vivono da fikette con i sudori di papà e sacrificio 0. Dovrebbero reintrodurre il militare e lo dice uno ke era un fiero oppositore. Sbagliavo…i geni3di oggi sono molli e i figli crescono senza regole ed educazione…al militare, sopratutto le prime, vengono insegnate.

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    1. Bilancio - 6 giorni fa

      Applausi

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  18. Bilancio - 6 giorni fa

    Quando una persona di successo racconta se stesso, immancabili solo I commenti di autocommiserazione e di livore invidia ecc.
    Soluzione:
    Apritevi una bella partita iva, coraggio.
    Anche tu puoi cestinare il tuo cartellino e riuscire a farcela. Partita iva come agente di commercio.
    Trovati 5 fiere ed offritevi come rappresentante.
    Vi prendono subito indipendentemente dall eta poi capisci il business e diventa distributore. Si puo fare.
    Lamentarsi e sbavare quando parla renzino non e’ da toro. Lottare si. Ed adesso avanti tutta con I pollici…

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  19. user-13722867 - 6 giorni fa

    che cagata pazzesca!!!poverino ….un insulto x chi si deve fare 43 anni di catena di montaggio

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  20. granatadellabassa - 6 giorni fa

    Poverino! Si alza al mattino e non sa cosa fare. Quanto vorrei essere al suo posto!

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  21. user-13935706 - 6 giorni fa

    beh..i sacrifici ora ti permettono, da quarantenne, di poterti tranquillamente grattarti le palle dal lunedì alla domenica, io, e come me milioni d’altra persone, alla stessa età, mi tocca alzarmi alle 6 di mattina, dal lunedì al sabato, andare a lavorare fino alle 18,30, in attesa di una pensione,misera, che chissà se e quando arriverà!!!
    chissà perché quando questi personaggi fanno dichiarazioni simili non mi fanno pena!!!

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