Le Loro storie, Daniele Arrigoni: “Ho conosciuto davvero i miei figli soltanto quando ho lasciato il calcio”

Le Loro storie, Daniele Arrigoni: “Ho conosciuto davvero i miei figli soltanto quando ho lasciato il calcio”

Esclusiva / Sulla panchina del Toro per pochi giorni prima del fallimento, l’ex allenatore (tra le altre, anche del Frosinone) ammette: “Non reggevo più quei ritmi, sono andato volontariamente in pensione a 53 anni e sono felice”

di Marco Parella

Un nuovo modo di raccontare il calcio: quello dei protagonisti. Calciatori, allenatori, dirigenti. Sempre sotto la luce dei riflettori, ma mai veramente compresi o comprensibili. Noi li vogliamo avvicinare ai tifosi e ribaltare il meccanismo delle interviste. Non saremo noi a chiedere, saranno loro a raccontarci un aspetto del mondo in cui vivono. Un tema libero, potremmo dire. Sono i protagonisti stessi della nostra passione a condividere con noi “Le Loro storie”. Senza filtri, senza meta.

A sentirlo parlare ora sembra un corpo estraneo all’interno di un sistema che lo ha rigettato a più riprese. Invece Daniele Arrigoni, sedici anni da difensore, due in più da tecnico, è la personificazione dell’ideale pace con se stessi. Tanti bivi nella sua vita, uno tremendo (non solo per lui) in granata. Ma oggi, a un’età in cui la maggior parte delle persone “normali” nemmeno può permettersi di pensare a certi “stop”, lui rivendica la sua scelta. Non per coraggio, ma per onestà.

Ho sempre detto, anche in tempi non sospetti, che sarei andato in pensione a 52-53 anni e così ho fatto. Avrei potuto continuare solo in caso di chiamate da squadre importanti, ma nella mia vita quando mi è capitato è andata male, tipo con il Toro. Quella è stata una tragedia sportiva, ho visto piangere 5.000 tifosi, ma ho pianto anche io. Era la squadra giusta per il mio carattere sanguigno, era un sogno. L’esperienza al Toro ha condizionato la mia carriera perché se fosse andato tutto per il verso giusto magari avrei avuto altre prospettive. Ma comunque la mia carriera non sarebbe stata molto più lunga di quanto è stata. La decisione era già stata presa.

BOLOGNA, ITALY - NOVEMBER 20:  Daniele Arrigoni head coach of AC Cesena looks on  during the Serie A match between Bologna FC and AC Cesena at Stadio Renato Dall'Ara on November 20, 2011 in Bologna, Italy.  (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)
BOLOGNA, ITALY – NOVEMBER 20: Daniele Arrigoni head coach of AC Cesena looks on during the Serie A match between Bologna FC and AC Cesena at Stadio Renato Dall’Ara on November 20, 2011 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Adesso ho 59 anni, sono andato in pensione a 53. Non avrei mai allenato fino a 70 anni come qualche mio collega. Ci vuole energia per stare ogni giorno sul campo due ore e mezza a stimolare tutti quelli intorno a te ed è qualcosa che ti consuma. Io facevo l’allenatore 24 ore su 24, no stop anche d’estate. Era pesante. Non avevo mai provato a viaggiare, ho due figli che per anni posso dire di aver visto come due sconosciuti sotto certi punti di vista. Ho iniziato a conoscerli meglio solo quando ho smesso, ma nel 2012 avevano già 25 e 17 anni. È stata dura perché erano già grandi e si sono resi conto solo allora cosa vuol dire avere un padre a tempo pieno nella loro vita. C’erano degli aspetti di loro a me totalmente sconosciuti.

Le mie occasioni le ho avute: ho giocato e allenato in tutte le categorie, partendo dal basso fino ad arrivare alla Serie A. Dopo l’ultimo anno con il Cesena in A le offerte sono arrivate, ma volevano parlare solo di soldi, non di progetti. È triste perché quando mi contattavano io chiedevo notizie sulla squadra, sui giocatori e invece l’unica cosa che interessava loro era il mio stipendio. Se accettavi le loro condizioni potevi fare l’allenatore. Allora declinavo. Una volta, due, tre. Poi basta, ho capito che era tempo di smettere.

UDINE, ITALY - JANUARY 08:  Cesena head coach Daniele Arrigoni looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and AC Cesena at Stadio Friuli on January 8, 2012 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)
UDINE, ITALY – JANUARY 08: Cesena head coach Daniele Arrigoni looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and AC Cesena at Stadio Friuli on January 8, 2012 in Udine, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Non torno indietro. Sono serenissimo, anzi, sto proprio bene. Molti miei ex compagni mi chiedono il perché di questa decisione e io rispondo che sto bene così. Secondo me bisogna vivere di emozioni importanti e se uno non le ha, amen. Ho sentito di dover lasciare perché negli ultimi anni mi accorgevo di aver bisogno di pause ogni tanto, non ce la facevo a reggere quei ritmi. Io ho avuto la possibilità di allenare il Toro e dopo non mi sono più capitate squadre di quel livello. Tutti hanno dei limiti, ma se a un certo punti vedi che non ha la possibilità di allenare le grandi squadre ti cadono le motivazioni. Andare ad allenare in Serie B per vivacchiare sei mesi e poi ti cacciano non fa per me, sono fatto così. Ci sono andato vicino più volte a fare il salto nella mia carriera, però non è successo. Va bene così, quello che dovevo fare l’ho fatto. Io sono tranquillo con me stesso.

Dopo qualche anno dal mio stop volontario la Federazione mi ha chiamato per gestire le Rappresentative di Lega Pro. Ora mi occupo della Under 15 e della Under 17. Vado a vedere le partite in giro la domenica e poi li metto in campo per i tornei e gli impegni ufficiali. Con questi ritmi riesco a coniugare il lavoro che mi piace e la famiglia, mi sto divertendo un casino. Come si suol dire, sono nel mio.

CESENA, ITALY - NOVEMBER 06: Cesena head coach Daniele Arrigoni looks during the Serie A match between AC Cesena and US Lecce at Dino Manuzzi Stadium on November 6, 2011 in Cesena, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
CESENA, ITALY – NOVEMBER 06: Cesena head coach Daniele Arrigoni looks during the Serie A match between AC Cesena and US Lecce at Dino Manuzzi Stadium on November 6, 2011 in Cesena, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il nostro scopo è quello di mettere questi ragazzi in mostra per le società più importanti. Vorrei terminare al meglio questo lavoro e tra un paio d’anni vedere qualcuno di questi giovani arrivare in A o in B. E dopo basta col calcio. I miei figli mi faranno diventare nonno presto e a quel punto sarà finita sul serio!

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  1. CUORE GRANATA 44 - 3 settimane fa

    All’epoca allenatore emergente che,verosimilmente, da noi avrebbe fatto bene.Poi…se ripenso a quei momenti mi viene ancora “un groppo” in gola. In generale direi che il mondo del calcio non sempre è così dorato come appare anche se,onestamente, Arrigoni ammette di essere “un pensionato sereno”: una condizione di privilegio non da tutti.Lunga vita mister Arrigoni!FVCG!!

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  2. Granata - 3 settimane fa

    Visione totalmente pessimistica delle cose per cui, personalmente, da ritenere incompleta. Se è andato in pensione 50enne, se ha un tenore di vita medio e cose che altri si sognano è grazie al calcio. Rispetto la persona ma spero di leggere interviste di persone che mettano in risalto il privilegio di cui hanno goduto.

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