Lentini: ‘Che rammarico andare via dal Toro in quel modo’

Lentini: ‘Che rammarico andare via dal Toro in quel modo’

Duecentoquattro presenze, ventidue reti. E’ il bilancio in granata dell’ultima vera stella del Filadelfia. Gianluigi Lentini, quarantaquattro anni oggi, ha appeso definitivamente gli scarpini al chiodo. ”Ho chiuso col calcio – ci ha detto in esclusiva – Ora faccio tutt’altro”….

Duecentoquattro presenze, ventidue reti. E’ il bilancio in granata dell’ultima vera stella del Filadelfia. Gianluigi Lentini, quarantaquattro anni oggi, ha appeso definitivamente gli scarpini al chiodo. ”Ho chiuso col calcio – ci ha detto in esclusiva – Ora faccio tutt’altro”. L’unico legame con il rettangolo di gioco rimane il figlio Nicholas, portiere degli allievi granata.

 

Gigi, cominciamo da tuo figlio. Come sta andando la stagione di Nicholas?

 

Direi bene. Prima di Natale purtroppo ha subito un infortunio che l’ha tenuto fuori per due mesi. Ora è in netto miglioramento e si è ripreso il posto da titolare. E’ un buon portiere e staremo a vedere cosa combinerà. Appena possiamo parliamo spesso di calcio e del Toro. E’ un ragazzo molto curioso e attento al passato e di frequente mi fa domande sui miei trascorsi con la maglia granata.

 

Veniamo all’attualità. Sono tante le somiglianze tra te e Cerci: entrambi esterni, capaci di creare superiorità numerica in un attimo, entrambi all’esordio in Nazionale con la maglia del Toro. Come lo vedi Alessio?

 

L’ho visto giocare sia in campionato sia in Nazionale e devo dire che mi ha impressionato molto. E’ bravo, ha qualità ma soprattutto è coraggioso e la partita con il Brasile l’ha confermato. Il mio giudizio su di lui è positivo. Deve continuare così e diventerà ancora più forte.

 

E’ lui il Lentini moderno?

 

Non lo so, non credo. Certamente abbiamo caratteristiche molto simili e nel campionato italiano è forse quello che più di tutti ricorda il mio modo di giocare. Ma non è bello fare paragoni, ognuno fa storia a sé.

 

Come vedi il Toro di quest’anno?

 

Dopo un lungo periodo di sofferenza vedo un Toro in forte ripresa. La posizione in classifica al momento è relativamente tranquilla, gioca un buon calcio e sta facendo bene. Mi auguro continui così e che dalla prossima stagione si possa investire e si gettino le basi per una permanenza stabile nella parte medio-alta della classifica. E’ quella la posizione che compete al Toro.

 

Qual è il ricordo più bello e quello più brutto di quando hai vestito la maglia granata?

 

Di ricordi belli ne ho molti, sicuramente tutti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 che culminarono con la finale di Coppa Uefa e il terzo posto in campionato. Quello più brutto è sicuramente l’addio, o meglio, l’arrivederci al Torino nell’estate del 1992. Il modo in cui è avvenuto quel trasferimento… vi assicuro che non avevo nessuna intenzione di andare via da Torino, tanto meno in quel modo. Poi forze più grandi di me hanno prevalso e forse l’occasione era troppo grande per farmela scappare. Mi rammarica molto la modalità con cui fu gestita la mia cessione, sia da parte della società che della stampa.

 

Col senno di poi è facile fare bilanci ma… ci sono rimpianti nella tua vita?

 

Uno solo. Quel drammatico incidente automoblistico. Mi privò di tante altre grandi soddisfazioni calcistiche, questo è certo. Ma tutto sommato va bene così, sono contento di esserne uscito e di essere tornato, nonostante tutto, una persona normale e di aver ripreso a giocare a pallone. E’ banale dirlo ma è proprio vero: nella vita bisogna sforzarsi per tirare fuori il meglio anche dalle situazioni più negative.

 

Grazie Gigi, ancora buon compleanno e in bocca al lupo.

 

Grazie a voi…e un saluto a tutti i tifosi granata.

Lorenzo Bodrero

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