Lido Vieri: ‘Galante non era da Toro’

Lido Vieri: ‘Galante non era da Toro’

E’ stato uno dei più grandi portieri degli anni sessanta (357 presenze in maglia granata), bravo in campo quanto bello e amato dalle donne fuori. Lido Vieri, 68 anni il prossimo 16 luglio, piombinese verace come Agroppi, dunque senza peli sulla lingua, ha avuto e possiede ancora un amore sviscerato per il Toro. E’ sparito per così dire dalla circolazione dopo il fallimento del Torino Calcio 1906, ma non ha lasciato il…

E’ stato uno dei più grandi portieri degli anni sessanta (357 presenze in maglia granata), bravo in campo quanto bello e amato dalle donne fuori. Lido Vieri, 68 anni il prossimo 16 luglio, piombinese verace come Agroppi, dunque senza peli sulla lingua, ha avuto e possiede ancora un amore sviscerato per il Toro. E’ sparito per così dire dalla circolazione dopo il fallimento del Torino Calcio 1906, ma non ha lasciato il mondo del pallone, come Pulici ha deciso di insegnare ai bambini. “Ho chiuso con il Toro, ma sono rimasto nel calcio, insegno alla Scuola Gabetto di C. Allamano ai bambini compresi dai sette ai dieci anni, ma non ho avuto nessun contatto con l’attuale società granata”.

Ha mai sentito Cairo per un suo eventuale reintegro nel Toro?

No, mai. Ma è difficile che il presidente chiami gli ex, vuole essere lui il protagonista assoluto.

Che idea si è fatto della squadra?

Allo stadio ho visto una sola partita, contro il Messina, non lo vedo nemmeno in tv via satellite. Mi hanno detto, chi lo vede spesso, che non ha giocato bene, insomma non ha le caratteristiche del vero Toro. Lo sa perché mi rifiuto di vederlo? Alla mia età c’è il rischio di rimanerci secchi, soffro troppo perché ho un amore smisurato per questa squadra.

Conosce qualche giocatore della rosa attuale?

Coco, che è già stato in granata anni fa, ma non mi sembra fosse necessario il suo ritorno. Forse è arrivato per fare un po’ di gossip sui giornali di Cairo… Insomma in fondo quante partite ha giocato? Pochissime, serviva altra gente. Conosco Abbiati più di tutto di fama, è un grande numero uno, mi hanno detto che ha fatto anche lui qualche errore, ma spesso non è solo colpa del portiere, ma della difesa.

Cosa pensa di De Biasi e Zaccheroni?

Sono due buoni allenatori, De Biasi possiede maggiormente il vero spirito Toro, senza contare che sa prendersi le sue responsabilità e alzare la voce quando è necessario. Zaccheroni è più adatto alle grandi squadre, quando c’è qualcuno che urla al posto del mister quando è necessario.

Come vede questo finale di campionato?

La vittoria sulla Roma, ha portato tre punti fondamentali per la salvezza, possiamo considerarci tranquilli. Domenica Torino e Livorno, avendo gli stessi punti, non penso si scanneranno.

Ci sono molti ex tra le fila degli amaranto, uno dei quali è Galante che ha conosciuto al Toro, cosa pensa di lui?

Buon professionista, ma non era un giocatore da Toro.

Livorno è una città a lei vicina, essendo nato a Piombino tifa un po’ anche per loro?

Assolutamente no, non me ne importa proprio nulla, nel mio cuore c’è solo il Toro.

Un nome accostato ai granata ultimamente è quello del suo omonimo Christian Vieri, che ne pensa?

Se ha ancora voglia di giocare e sta bene al Toro potrebbe ancora trovare gli stimoli giusti. In fondo è nato in granata, ha vissuto il Filadelfia, potrebbe essere gradito.

Però i tifosi mugugnano, a parte l’età, troppa vita mondana.

Che c’entra? Perché Galante e Coco non la fanno? Se hanno sopportato loro possono anche accettare Christian Vieri.

Cosa pensa di Cairo?

Non mi attrae molto, perché ho l’impressione che non voglia spendere, come si dice a proposito, ha il braccino corto. Vorrebbe imitare Berlusconi, ma non è generoso come il presidente del Milan. Io invece sogno ancora un Toro che possa ambire all’alta classifica, che vinca sempre.

Però, scusi, lei ha vissuto l’era Cimminelli, non era certo meglio di adesso.

Cimminelli ha speso male, ma i soldi li ha messi e anche tanti. E’ stato mal consigliato da persone incompetenti che gli giravano attorno, che l’hanno indotto a spendere tanto per gente di poco valore. Franco Ramallo l’ha pagato quasi quanto è costato Trezeguet, scherziamo? Cairo decide e fa tutto lui, questa è la differenza.

Chi è che ha consigliato male Cimminelli?

I direttori generali, sportivi, che ci sono stati.

Mazzola?

Anche.

Lei ha vissuto ancora un calcio cosiddetto leale, genuino, cosa pensa di Calciopoli?

Era da un po’ di tempo che succedevano cose strane, soprattutto riguardo ai comportamenti degli arbitri. Ma visto che non succedeva mai nulla, pensavo che le mie fossero solo elucubrazioni mentali, che i direttori di gara fossero incompetenti, invece non era così. Più soldi, la voglia di fare carriera, li hanno portati a servirsi delle persone che contavano qualcosa, non ne salverei nessuno di loro.

E’ ottimista sul futuro del calcio, soprattutto riguardo alla lotta alla violenza?

In Inghilterra solo otto, nove anni fa si aveva paura ad andare allo stadio per via degli hoolingans, ora ci vanno i bambini e le famiglie. Seguendo il loro modello anche in Italia si può arrivare a delle soluzioni positive. Noi arriviamo sempre dopo gli altri, ma comunque alla fine ce la facciamo a risolvere i problemi. Credo che fra tre, quattro anni, anche noi possiamo avere stadi a misura di famiglia.

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