Luca Gosso ‘Busca città granata’

Luca Gosso ‘Busca città granata’

Tra i tanti inviti che ci pervengono dai club sparsi in Piemonte, buona parte arrivano dalla provincia di Cuneo. Abbiamo così sentito il primo cittadino di Busca, un feudo squisitamente granata.

Dottor Gosso, com’è nata la sua passione per il Toro?

Il virus mi è stato trasmesso direttamente da mio padre. Ho trentotto anni e ne avevo otto quando il Toro vinse lo scudetto. Ricordo la bandiera granata…

di Redazione Toro News

Tra i tanti inviti che ci pervengono dai club sparsi in Piemonte, buona parte arrivano dalla provincia di Cuneo. Abbiamo così sentito il primo cittadino di Busca, un feudo squisitamente granata.

Dottor Gosso, com’è nata la sua passione per il Toro?

Il virus mi è stato trasmesso direttamente da mio padre. Ho trentotto anni e ne avevo otto quando il Toro vinse lo scudetto. Ricordo la bandiera granata sventolare sul nostro Cioché (il campanile, simbolo della città) e la grande festa popolare. Poi le tante partite seguite allo stadio e via radiolina, solo il secondo tempo e poi l’attesa per Novantesimo minuto alla tv. Il mio idolo era Beppe Dossena.

Viene dopo o prima la politica?

Sono sindaco a tempo pieno: è il lavoro che ho scelto e che svolgo certamente con passione. Quella per il Toro convive degnamente con il mio mestiere e va di pari passo con l’altro mio passatempo preferito, le camminate in montagna.

La cosiddetta Provincia Granda sta diventando sempre più granata. E’ sempre stato così oppure è Cairo ad aver portato questo nuovo entusiasmo?

La provincia di Cuneo è una fortezza granata da sempre. Ovviamente, specialmente fra le giovani generazioni, alcuni negli ultimi anni si sono persi dietro le più facili fortune delle strisce bianconere. I ragazzini granata, però, a Busca non mancano e sono certamente fra quelli dal carattere più combattivo: spero proprio che sia giunto anche per loro il momento di godersi qualche meritata soddisfazione. Grazie a Cairo e ad altre vicende, impensabili soltanto un anno fa, adesso non è così strano assistere a dei ribaltamenti di fronte fra i più giovani.

Come vivono i suoi cittadini bianconeri il fatto che il loro sindaco è del Toro e non lo maschera?

Dopo la mia elezione, ho pensato ad un’ordinanza per abolire le bandiere bianconere! Scherzi a parte, sono orgoglioso di essere del Toro e non ne faccio certo mistero. I gobbi però alle amministrative del 2004, quando sono stato eletto, non avevano alternative. Anche gli altri due candidati a Sindaco, infatti, sono “super granata” da più vecchia data di me, per questioni anagrafiche! A Busca maggioranza ed opposizione in Consiglio comunale tifano Toro. E gli altri si devono rassegnare. Libero tifo in libero Comune.

Penso che abbia seguito come tutti le vicende del Filadelfia, da amministratore pubblico come avrebbe gestito la questione?

Mi piace molto come sta lavorando il collega Chiamparino, che oltre ad essere un ottimo amministratore è un grande tifoso (non dimentichiamo che cosa ha fatto un anno fa: gli dobbiamo la salvezza della squadra!). Il Comune di Torino ha gli strumenti per spostare le concessioni edilizie in altre aree, permettendo di realizzare il sogno della rinascita del glorioso stadio, dotato delle infrastrutture di un impianto moderno, ed evitare, così, ogni possibile speculazione.

Tornando indietro, sempre come amministratore, secondo lei era proprio il caso di abbattere lo stadio dei miti?

Le ristrutturazioni vanno fatte fino a quando ne sussistono le condizioni: in questo caso bisognava intervenire prima, molto prima.

Come ha vissuto l’annata del Torino con la promozione annessa?

Con grande entusiasmo. Ricordo che lo spareggio l’ho seguito alla radio tra una riunione e l’altra, ritornando vent’anni più giovane. Ho letto tutto di un fiato GRANATA DA LEGARE di Gramellini. Mi sono commosso, divertito, emozionato. Soltanto chi è del Toro può capire e provare questi sentimenti.

Come vede il futuro del Toro in A?

Sono sicuro che ci staremo bene. I nuovi acquisti sono interessanti e Cairo è un grande presidente: mi piace perché è ambizioso e perché è tifoso. Da tanti anni aspettavamo uno così.

Lei che suggerimenti darebbe per risolvere il problema della capienza dell’Olimpico?

Non sono un tecnico, ma so che esistono già soluzioni per aumentare la capienza. Intanto nelle curve si potrebbe stare in piedi, come ai tempi dell’ultimo scudetto, il che porterebbe pure bene!

Sarà possibile o le nuove normative lo vieteranno?

Naturalmente bisogna pensare prima alla sicurezza e alla necessità che un luogo pubblico, come lo stadio, debba essere fruibile anche alle persone che sono costrette a muoversi su una sedia a rotelle. Credo che queste condizioni siano rispettate; in ogni caso, ho letto di un possibile ampliamento per superare quota trentamila posti.

Se dovesse chiedere un giocatore a Cairo, di quelli papabili per il Toro attuale, chi chiederebbe?

Una punta come Cruz potrebbe essere la ciliegina sulla torta. La speranza è comunque che arrivi gente da Toro, con grinta e voglia di vincere. Vorrei undici Pulici, il nostro indimenticabile campione, esuberante di temperamento e di determinazione. A questo proposito ricordo una della tante superbe definizioni di uno dei più bravi cantori granata, Giampaolo Ormezzano, che per definire Pulici scrisse: ”Avete presente Paolo Rossi, bhé, tutto il contrario!”.

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